Hekate: cenni teologici e culto

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– Inno Orfico, introduzione
– Cenni teologici
– Culto
Hekate: soglie, strade, case – Hekataia
Purificazioni e riti apotropaici
Nekya e sacrifici ctoni
Feste e celebrazioni
Animali e piante sacre

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Rivista Hellenismo – Trentesimo numero

Trentesimo numero della rivista online ‘Hellenismo’

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Indice

Dalle scorse Lenaia ad Anthesterion …
Tre scritti sulla Giustizia: Dike, Nomos e Dikaiosyne
Hermes: cenni teologici e culto
Romano Ritu: Libagioni, I parte – Torte dolci e salate
Per un latino vivo e parlato – I parte
Il Dramma Sacro del mito di Horus dal Tempio di Behdet
Il regno di Baal. Alcune considerazione sui Ba’alin fenici nell’Africa punica

Appendice PDF
Proclo,Commento al Timeo

Appendice Iconografica
Per il mese dei Misteri Minori…

 

Calendario Religioso – Anthesterion

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Principali celebrazioni del mese

– II Δευτέρα Ἱσταμένου
Sacrificio a Dioniso (Erchia)

– III Τρίτη Ἱσταμένου
Incontro dei Thiasotai di Bendis a Salamina

– XI Ἑνδεκάτη
Anthesteria- Pithoigia, ‘apertura delle botti’

–  XII Δωδεκάτη
Anthesteria- Khoes, ‘boccali’
Sacrificio a Dioniso (Torico)

– XIII Τρίτη Μεσοῦντος
Anthesteria- Khytroi, ‘pentole'; Aiora/Aletis

– Dal XX Εἰκὰς a XXVI Πέμπτη Φθίνοντος
En Agrais Mysteria

– XXIII Ὀγδόη Φθίνοντος
Diasia

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Commento al Timeo – “Le attività dell’Anima”

Sintesi- analisi del Commento al Timeo del divino Proclo.

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II Parte – L’Anima del Cosmo

VI sezione: le attività dell’Anima

– “Dopo che tutta la struttura dell’anima fu generata secondo il pensiero del suo artefice, compose allora dentro di essa tutta la parte corporea
– Spiegazione generale
– Spiegazione dei singoli termini

– “e li congiunse/mise in armonia facendo coincidere i due centri (centro a centro)
Spiegazione generale

– “e l’anima, estendendosi dal centro in ogni direzione fino all’estremità del cielo e avvolgendolo esternamente tutto intorno, per poi rivolgersi essa stessa in se stessa, diede origine ad un inizio/principio divino di vita incessante ed intelligente per tutta la durata del tempo.
I.  διαπλακεῖσα, περικαλύψασα e στρεφομένη
1. Considerazioni generali
2. Soluzione di una aporia
II.  θείαν ἀρχὴν ἤρξατο
III. ἀπαύστου καὶ ἔμφρονος βίου
IV. πρὸς τὸν σύμπαντα χρόνον
1. Esposizione generale
2. Problemi e soluzioni [“ci si deve ora interrogare sulla causa che ha prodotto nell’Anima un movimento transitorio, un’intellezione non stabile come quella dell’Intelletto, e perché mai vi sia il tempo e non l’eternità”; “come è possibile che, non avendoci ancora trasmesso alcun insegnamento sulla nascita del tempo, Platone abbia già affermato che l’Anima vive per tutta la durata del tempo?”]
V. Conclusione

– καὶ τὸ μὲν δὴ σῶμα ὁρατὸν οὐρανοῦ γέγονεν͵ αὐτὴ δὲ ἀόρατος μέν͵ λογισμοῦ δὲ μετέχουσα καὶ ἁρμονίας ψυχή τῶν νοητῶν ἀεί τε ὄντων, ὑπὸ τοῦ ἀρίστου ἀρίστη γενομένη τῶν γεννηθέντων.   [Tre traduzioni possibili di questo passo: la virgola si pone dopo ὄντων e non dopo ψυχή perché Proclo fa dipendere τῶν νοητῶν ἀεί τε ὄντων da ψυχή – segnalando poi anche le altre due costruzioni possibili, ossia, dipendente da τοῦ ἀρίστου oppure come apposizione di λογισμοῦ δὲ μετέχουσα καὶ ἁρμονίας. Comunque, sulla prima frase non c’è dubbio: “Ed il corpo del Cielo fu generato visibile, ma l’anima invisibile”]
I. Prima costruzione – con ψυχή
II. Seconda costruzione – con τοῦ ἀρίστου
III. Terza costruzione – con λογισμοῦ

– “Dunque, poiché essa risulta dalla mescolanza di queste tre parti, ossia dalla natura dell’Identico, da quella del Diverso e dall’Essenza, ed essendo divisa e collegata in modo ben proporzionato, e compiendo un movimento circolare in se stessa, quando viene in contatto con qualcosa che abbia essenza corrutibile o indivisibile, muovendosi tutta quanta in sé, dice
A. Spiegazione generale
B. Spiegazione dei singoli termini

– ὅτῳ τ΄ ἄν τι ταὐτὸν ᾖ καὶ ὅτου ἂν ἕτερον͵ πρὸς ὅτι τε μάλιστα καὶ ὅπῃ καὶ ὅπως καὶ ὁπότε συμβαίνει κατὰ τὰ γιγνόμενά τε πρὸς ἕκαστον ἕκαστα εἶναι καὶ πάσχειν καὶ πρὸς τὰ κατὰ ταὐτὰ ἔχοντα ἀεί.   [anche qui, come per il passo precedente, vi sono tre possibili traduzioni, che Proclo stesso illustrerà nel seguito]
I. Come costruire la frase
II. Spiegazione generale e dei dettagli

– “Questo ragionamento/discorso diviene allo stesso modo/nello stesso istante vero sia che si riferisca a quello che è il diverso sia a quello che è il medesimo, procedendo in ciò che si muove da sé senza voce né suono.
Spiegazione generale [Sul Logos]

– “quando si riferisce al sensibile, ed il circolo del diverso, muovendosi con dirittura, rende consapevole tutta l’anima, allora si generano opinioni e credenze solide e vere
Spiegazioni
1. Spiegazione generale
2. Difficoltà e soluzione
3. Spiegazione di qualche termine

– “quando invece si riferisce al razionale, ed il Circolo dell’Identico, ben correndo rapidamente, lo rivela, allora di necessità giunge al suo compimento l’intelletto e la scienza
Spiegazione generale

– “Se quindi qualcuno dicesse che ciò in cui nascono queste due sia diverso dall’anima, dirà tutto tranne che la verità.
Spiegazione generale

“Qui si conclude tutto quel che compone la Psychogonia, che è stata divisa nei capitoli precedentemente indicati. Infatti, abbiamo trattato l’essenza dell’Anima, la sua armonia, la sua figura, le sue potenze e le sue attività.”

Fine della sezione ‘Trattato sull’Anima
Continua … “Ottavo dono del Dio al Cosmo: il Tempo

Hermes: cenni teologici e culto

1 – Indicazioni Teologiche
2 – Culto
2a – Erme: epiteti, significati, iconografia
2b – Culto privato: offerte ed altri dettagli
2c – Feste settimanali, mensili e annuali
2d – Animali e piante sacre

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Commento al Timeo – “Le potenze dell’Anima”

Sintesi- analisi del Commento al Timeo del divino Proclo.

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II Parte – L’Anima del Cosmo

V sezione: le potenze dell’Anima

– “Rivolse quindi il movimento dell’identico secondo il lato verso destra, mentre il movimento del diverso secondo la diagonale verso sinistra
A. Spiegazione generale
B. Spiegazione dettagliata della realtà delle cose
C. “Secondo il lato e secondo la diagonale”

– “conferì quindi potere al movimento dell’identico e del simile: lasciò che fosse uno ed indivisibile
Spiegazione generale

– “mentre divise quella (la rivoluzione) interna sei volte per formare sette circoli disuguali, secondo gli intervalli del doppio e del triplo, questi intervalli essendo tre per ogni parte. E comandò che questi circoli si muovessero in senso opposto gli uni agli altri, e che tre avessero uguale velocità, mentre gli altri quattro comportassero delle differenze sia l’uno rispetto all’altro sia rispetto agli altri tre, benché tutti si muovessero secondo dei rapporti regolari.
I. Spiegazione astronomica
II. Applicazione al caso dell’Anima
1. Esposizione generale
2. Difficoltà e risposte
2a) “Perché non esiste un circolo specifico dell’Essenza, così come esiste per l’Identità e per l’Alterità?”
2b) “Perché Timeo non ha posto nell’Anima del Tutto anche le anime particolari, ma solamente i Generi inclusivi delle anime di ogni specie?”
2c) “Perché mai abbiamo stabilito la divisione solo fra la sfera delle Stelle fisse e quella dei Pianeti, o meglio fra le Cause esemplari di queste sfere, e non nelle quattro classi di viventi?”
III. Nuove considerazioni sulla monade e sull’ebdomade
IV. Nuove considerazioni sul Circolo del Diverso [e digressione su Kairós]
V. Corrispondenze fra l’Anima e le classi di Esseri divini
VI. Esame di certe opinioni
1. Platonici
2. Teodoro [lettere, caratteri e numeri]
3. Giamblico
4. Aristotele

Continua … VI sezione: le attività dell’Anima

Kairós – altri cenni…

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“L‘eptade è un numero che possiede la natura del momento opportuno/Kairós.” (Proclo, in Tim. III 270 – come confermato anche dal fatto che “…. i Pitagorici definiscono il 7 come καιρός, cf. “questo numero genera il tempo, come dicono anche i Pitagorici, ed è di considerevole importanza per gli esseri viventi sulla terra e per le età dell’uomo”, a causa della sua connessione con i cicli della Luna attorno al Sole, e perché i processi di crescita e sviluppo sono misurabili in gruppi di sette (κατὰ ἑβδομάδα) – cf. Calendario Religioso)

-Digressione su Kairós, ossia “il breve momento in cui le cose sono possibili”, il ‘momento propizio’, il più giovane fra i figli di Zeus, Kairós Olympios assai simile a Dioniso [Paus. 5. 14. 9; Callistr. Descr. 6] – “Tu chi sei?” “Kairós che sottomette tutte le cose (πανδαμτωρ – di solito, nome associato a chronos, tempo, cf. Simon. fr. 26,5 Page e Bacch. 13,205) … “Perché l’artista ti ha modellato?” “Per te, straniero, e mi ha innalzato nel cortile, come una lezione” [APl 275]. Kairós porta un rasoio nella destra – “come un segno per i mortali che Io sono più tagliente di ogni cosa tagliente” – ed una bilancia nella sinistra [Him. Or. 13]. Oltre agli altri dettagli, Tzetzes [epist. 70, pp.100] aggiunge la rara notizia dell’appoggio dei piedi alati su una sfera (“perché sono sempre in movimento”), ribadisce la presenza del ciuffo sulla fronte e della calvizie dietro la testa (perché una volta trascorso e fuggito via, nessuno può afferrare il Kairós ‘prendendolo per i capelli’ da dietro), ma aggiunge anche altri particolari: il personaggio è nudo (per ribadire il rischio estremo dell’incontro con il Corridore alato, in quanto un corpo nudo sfugge più facilmente alla presa, come spiega Tzetzes) e sordo, perché in tal modo non può essere afferrato o richiamato una volta che è passato avanti, come mostra un uomo raffigurato dietro di lui che invano lo insegue e lo chiama, mentre quello tende dietro di sé una spada (μάχαιρα, variazione del rasoio), dando colpi mortali a quanti sono in ritardo o non sono riusciti ad ‘afferrarlo’. “Se lo hai afferrato, stringilo forte; una volta che è scappato, neppure Zeus potrebbe riportarlo indietro … gli Antichi posero una simile immagine del Tempo, per indicare che l’indolente indugio non deve ostacolare l’esecuzione dei nostri propositi” [Fedro. Fav. V 8] Molti gli esemplari, ad esempio l’esemplare splendidamente conservato nel Museo di Antichità di Torino del II sec. aev. [cf. LIMC V 2, 597], in cui Kairós – giovane, nudo e alato, con un folto ciuffo di capelli sulla fronte e sui lati del volto mentre la nuca è liscia – impugna nella sinistra un rasoio a forma di mezzaluna, su cui poggia una bilancia a due piatti inclinata dalla mano destra che tiene il piattello più basso (l’indice e il mignolo della mano destra sono protesi – qui è stato riconosciuto il gesto apotropaico delle corna – e regolano il piattello più basso, probabilmente per sbilanciarlo, o per determinare i limiti di oscillazione; in ogni modo risulta evidente che l’inclinazione della bilancia è influenzata dalla sua iniziativa). “È evidente il significato di questa iconografia: il momento propizio è sottile e tagliente come una lama di rasoio, attimo dell’autodeterminazione sottratto a Tyche, in cui si pesa tra due sorti e si decide su quale piatto gravare.” (Moreno 2008, 241) Questo elemento della bilancia ricorre nelle scene della psycostasia, pesatura dell’anima, ed è per questo che Kairós appare anche sui sarcofagi (cf. Zaccaria Ruggiu 2006, 105; nella posizione corrispondente – lato breve – dove talvolta troviamo invece l’anima accompagnata da Hermes di fronte a Plutone).

Del resto, ecco il perché della celebre formula mistica: “sigilla le tue parole con il silenzio e il silenzio con il Kairós” – Non per niente Eleusi è il luogo in cui “la Dea veneranda mostra i sacri riti ai mortali sulla cui lingua è anche posta la chiave d’oro dei sacerdoti Eumolpidi” (Soph. OC. 1051) Ad ogni modo, è pur certo che Kairós, reggendo e riequilibrando la bilancia in base alle azioni umane (perché non è un Dio della ‘fatalità’ e dipende dall’essere umano, come sempre, il riuscire a coglierlo oppure no), conceda anche la liberazione dal peso schiacciante del Fato/fili del Destino (= desmoi della generazione – Leggi Fatali). Si ha a che fare naturalmente con una dotrina mistico-religiosa della scelta dell’anima in rapporto al suo destino complessivo, caratterizzato appunto dalle sue scelte volontarie – infine, l’anima in forma di farfalla appare in mano a Kairós insieme alla bilancia (gemme cat. nt. 10 e 11), ed assume il carattere di oggetto della pesatura in quanto è stata soggetto che ha preso, durante l’incarnazione in un corpo, la decisione di far tracollare o meno la bilancia. E’ tenendo conto di tutto ciò che si deve comprendere ed applicare la decima Legge Delfica, “conosci il Kairós”, cui si conforma il detto di Pittaco ‘Γίγνωσκε καιρόν’ (Ludus septem sapientum, 59s. Green). In Ausonio (Epigr. 12 Green/Kay) compare di fatto un’importante figura femminile accanto a Kairós, ed è Metanoia: un esemplare in pietra calcarea del Museo del Cairo – databile al III/IV sec. e quindi all’incirca coevo di Ausonio – presenta una figura alata in veste militare (Kairós), con diadema in testa e una ruota radiata nella mano sinistra, in alto a sinistra una piccola bilancia, in basso due figure femminili, una distesa sotto i suoi piedi, panneggiata e in atto di portarlo in volo (Pronoia), l’altra di fianco a sinistra, seduta e con una mano che sorregge la testa in segno di dolorosa meditazione, Metanoia – da alcuni invece identificata, a ragione direi, con hybris; del resto, qui come altrove, l’iconografia di Kairós sfuma decisamente in quella propria di Nemesi….

https://hellenismo.wordpress.com/2012/06/23/kairos-the-brief-moment-in-which-things-are-possible/