Calendario Religioso, Maimakterion – Μαιμακτηριών

V Mese del Calendario, I anno della 699° Olimpiade – sacro a Zeus (Maimakteria) – inizio ‘ufficiale’ della stagione invernale
[Maimakteria, Pompaia]

E’ il mese che segna l’inizio ‘ufficiale’ della stagione invernale ed è definito in modo specifico “mese invernale” (Ulp. 35, Olynth. 3, 603); è anche il mese di cui sono note meno celebrazioni religiose (Maimakteria e Pompaia, entrambe in onore di Zeus- le date di entrambe sono incerte) e per cui il calendario di Erchia non segna alcun sacrificio; poche, rispetto agli altri mesi, anche le riunioni dell’assemblea.
Il fregio del calendario mostra appunto un uomo avvolto nel mantello (la personificazione del mese), l’aratura sacra e la semina (si concludono definitivamente i lavori per i campi), ed infine il segno zodiacale del Sagittario.
Il nome del mese d’altra parte rimanda alle tempeste e all’inclemenza del tempo in questa stagione: ‘che si precipita furiosamente; che sconvolge; mosso a furore; agitarsi fortemente’ (Hesych. s.v. μαιμαί, μαίμαξ, μαιμάσασα, μαιμάσσει); il nome deriva decisamente dal verbo ‘maimasso’, infuriare, slanciarsi furiosamente, e Maimaktes è un epiteto di Zeus che significa appunto ‘Tempestoso, Furioso, Violento’. Da notare inoltre che si tratta del mese che precede il Solstizio d’Inverno. “Questo è il quinto mese ateniese. Prende il nome da Zeus Maimaktes. Questo aggettivo significa impetuoso e agitato. Con l’inverno che inizia in questo mese, l’aria è agitata e mutevole.” (Suda e Harp. s.v. maimakterion; Anecd. Bekker 280, 27)

“A Zeus Georgos il 20 di Maimakterion un popanon con umbilico prominente da dodici ‘nodi’ di un chenice di farina, un nastos da dodici ‘nodi’ di un chenice di farina, con una pankarpia e una libagione senza vino.” (C.I.A. III, 1 n.77, 12ff)

Banchetto funebre per i defunti gloriosi di Platea- 25 Maimakterion: “procede verso le sepolture; là, egli prende l’acqua dalla fonte sacra, lava con le sue mani le steli funebri, e le profuma con la mirra; poi uccide il toro presso la pira funebre e, con preghiere a Zeus e ad Hermes Ctonio, invita gli uomini valorosi che morirono per l’Ellade a venire al banchetto e alla sua copiosa offerta di sangue; poi mescola una porzione di vino e versa una libagione dicendo queste parole: “Bevo agli uomini che morirono per la libertà degli Elleni” (‘προπίνω τοῖς ἀνδράσι τοῖς ὑπὲρ τῆς ἐλευθερίας τῶν Ἑλλήνων ἀποθανοῦσι.’). Questi riti sono rispettati dai Plateesi fino ai giorni nostri.” (Plutarco, Arist. 21.5)

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Calendario Religioso dell’Attica – Maimakterion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 26 Ottobre, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Maimakteria (?)

– Dal tramonto del 4 Novembre, XVI giorno – Ἕκτη Μεσοῦντος
Luna Piena

– Dal tramonto dell’8 Novembre, XX giorno – Εἰκὰς
Sacrificio a Zeus Georgos

– Dal tramonto del 9 Novembre, XXI giorno – Μετεικὰς
Pompaia, in onore di Zeus Ctesios, Meilichios ed Alexikakos, ed Hermes- processione, purificazione.

– Dal tramonto del 18 Novembre, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Banchetto di Hekate

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

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Proclo, Commento al Parmenide II Libro [721.23 – 742.15]

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«Ma dimmi: non ritieni vi sia una certa specie in sé della somiglianza, e a sua volta un’altra opposta a quella ovvero quella della dissomiglianza?» [128 E 6-129]
– Parmenide e il suo pensiero relativo all’Uno-che-è trascendente: è impossibile che la molteplicità non partecipi all’Uno
– Il Numero divino e gli Intelligibili – Amore Noetico e Unità
– Zenone ossia “colui che corregge la moltitudine, guida verso l’intelletto partendo dalla completa assenza di intelletto, e difensore dell’insegnamento del suo Maestro”
– Scoprire in che modo i molti nello stesso tempo sono uno e non sono senza l’Uno al di sopra di loro
– In base allo stesso ragionamento, è impossibile che i principi siano molteplici
– La natura delle Enadi trascendenti – opinioni degli esegeti
– La teoria delle Forme
– τὸ νομίζειν/νόμους
– Somiglianza e Dissomiglianza – inizio dell’indagine
– L’Idea della Somiglianza nel Demiurgo (cf. Timeo)
– Cosmo, Armonia, simile e dissimile
– Simile e Dissimile presso gli Dei Assimilatori
– Le Forme cui appartiene la potenza di rendere simili e dissimili i loro prodotti
– Limite/Illimitato – Simile/Dissimile
– Forme generiche, intermedie e specifiche
– Identità e Somiglianza/ Alterità e Dissomiglianza
– Somiglianza e processione – il giudizio del Demiurgo
– In che senso la dissomiglianza è contraria alla somiglianza
– La quadruplice processione dei contrari: intelletto, anime, cielo e materia
– Contrarietà ed imitazione dei due Principi dopo l’Uno

“Si è dunque dimostrato che simile e dissimile esistono nell’Intelletto; quale sia la loro essenza e quali le loro potenze; quale sia il loro ordine e in che modo siano poste fra le Forme intermedie; che sono inferiori all’identità e all’alterità, e né superiori né identiche a queste ultime; quale rapporto vi sia fra di esse; che la somiglianza sia più divina; e ancora: in che modo si presentano le contrarietà fra gli Intelligibili; quante classi di contrari esistono e per quale ragione; e, per finire, in che senso simile e dissimile sono definiti contrari.”

 

 

Calendario Religioso, Pyanepsion – Πυανεψιών

IV Mese del Calendario, I anno della 699° Olimpiade – sacro ad Apollo (Pyanepsia), mese dell’aratura e della semina.

[Proerosia, Pyanopsia, Oschophoria, Theseia, Stenia, Thesmophoria, Apatouria, Khalkeia]

 

Pyanepsion deriva il suo nome dalla bollitura delle fave (pyanoi=kyamoi hepsomenoi), da cui deriva anche il nome della festa corrispondente celebrata il 7 del mese, le Pyanopsia in onore di Apollo. Questo è anche il mese dell’aratura e della semina nel calendario agricolo; nel fregio del calendario, quattro figure rappresentano questo mese: la prima è un giovane con chitone e himation che probabilmente è la personificazione del mese, la seconda è un fanciullo che porta il ramo dell’eiresione (Pyanopsia), la terza è un uomo che pigia dei grappoli e porta un ramo di vite (Oschophoria), la quarta è una donna che porta una cista sulla testa (Thesmophoria). Dopo l’ingresso del segno zodiacale dello Scorpione, c’è un uomo, un danzatore il cui mantello gli copre il volto; alcuni studiosi l’hanno identificato con la personificazione dell’Inverno, altri con le feste della fine del mese, Apatouria o Khalkeia.

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Calendario Religioso dell’Attica – Pyanepsion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 22 Settembre, II giorno- Δευτέρα Ἱσταμένου
Equinozio d’Autunno

– Dal tramonto del 25 Settembre, V giorno – Πέμπτη Ἱσταμένου
Prorresis delle Proerosia/Proarktouria;
Offerte private di primizie a Demetra e Kore.

– Dal tramonto del 26 Settembre, VI giorno – Ἓκτη Ἱσταμένου
Proerosia in onore di Demetra; sacrifici preliminari all’aratura e semina;
Sacrificio a Teseo (genos dei Salaminioi)

– Dal tramonto del 27 Settembre, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Pyanopsia, in onore di Apollo; preparazione della panspermia; l’eiresione (rituale pubblico e privato);
sacrifici privati ad Artemide ed Apollo;
Oschophoria, festa della vendemmia- processione; le Deipnophoroi; agone dei giovani; libagioni e sacrifici, banchetto comune, festeggiamenti per il vincitore, danze e komos;
sacrifici a Konnidas.

– Dal tramonto del 28 Settembre, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Sacrificio alle Amazzoni;
Kybernesia;
Theseia, in onore dell’Eroe- ritorno di Teseo da Creta- processione, grandi sacrifici, pasto in comune della cittadinanza, agoni.

– Dal tramonto del 29 Settembre, IX giorno – Ἑνάτη Ἱσταμένου
Stenia- festa notturna delle donne in onore delle Due Dee Eleusine;
sacrifici pubblici per le Due Dee.

– Dal tramonto del 30 Settembre, X giorno – Δεκάτη Ἱσταμένου
Thesmophoria- Mysteria in Halimous.
Fine della Tregua Sacra per i Misteri Maggiori

– Dal tramonto del I Ottobre, XI giorno – Ἑνδεκάτη
Thesmophoria- Anodos

– Dal tramonto del 2 Ottobre, XII giorno- Δωδεκάτη
Thesmophoria – Nesteia

– Dal tramonto del 3 Ottobre, XIII giorno – Τρίτη Μεσοῦντος
Thesmophoria – Kalligeneia

– Dal tramonto del 4 Ottobre, XIV giorno – Τετάρτη Μεσοῦντος
Thesmophoria – Zemia
Sacrificio alle Eroine

– Dal tramonto del 5 Ottobre, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Luna Piena

– Dal tramonto del 9 Ottobre, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Apatouria – Dorpia, quando i phrateres, riunendosi nel pomeriggio, tengono un banchetto.

– Dal tramonto del 10 Ottobre, XX giorno – Εἰκοστή/ Εἰκὰς
Apatouria- Anarrhysis, sacrifici a Zeus Phratrios e Athena Phratria, banchetto;
fiaccolata notturna, sacrifici e canti in onore di Efesto.

– Dal tramonto dell’11 Ottobre, XXI giorno – Μετεικὰς
Apatouria- Koureotis, in cui ai giovani (kouroi) sono tagliati i capelli e sono ammessi nelle fratrie (meion, koureion, diadikasia); gamelia;
Hippodromia e competizioni rapsodiche dei giovani.

– Dal tramonto del 12 Ottobre, XXII giorno – Ἐνάτη Φθίνοντος
Apatouria- Epibda.

– Dal tramonto del 19 Ottobre, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Banchetto di Hekate
Khalkeia- dedicata ad Athena Archegetis, Hephaistia ed Ergane ed Efesto; le Ergastinai e le Arrephore sull’Acropoli iniziano la tessitura del peplo.

 

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

 

ISIDE E DEMETRA – Epiteti connessi con la terra, l’agricoltura ed il nutrimento

In collaborazione con Amentet Neferet – Religion and Traditions of Ancient Egypt, siamo molto lieti di presentare questo studio dedicato ai Titoli ed Epiteti di Iside e di Demetra, nelle rispettive Tradizioni Egizia ed Ellenica, relativi alla terra, ai campi coltivati, all’agricoltura, nutrimento e offerte. Si potrebbe pensare che questi Epiteti siano legati solo alla sfera d’influenza più encosmica e visibile su cui sovrintendono le Due Dee, ma teniamo sempre a mente che, quaggiù, ogni cosa è un simbolo o un’immagine degli Intelligibili – di fatto, “in effetti ‘l’intelligibile è nutrimento’ come è stato detto dagli Dei stessi” (Theol. V 92) ed anche “Demetra, come ogni forma di vita, così produce ogni nutrimento; e ha come modello la Notte – si dice infatti che la Notte sia la nutrice divina degli Dei, in modo intelligibile.” (Pr. in Crat. 404b) – “il nutrire è proprio della perfezione intelligibile”.
Ricordiamo infine ai Lettori che questa è solo una piccola sezione del monumentale studio dedicato agli Epiteti di Iside nella Tradizione Egizia ed Ellenica, studio che, ci auguriamo, ci permetterà anche di ricostruire il quadro teologico relativo alla Dea, come se fosse un Inno a Lei dedicato.
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Proclo, Commento al Parmenide, I Libro [688.20 – 722.20]

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Parmenide, per caso, si trovava fuori di casa: mancavano ancora poche righe al termine della lettura, quando lo stesso Pitodoro disse di essere entrato in casa da fuori, e con lui Parmenide e Aristotele, quello che aveva fatto parte dei Trenta, e ascoltarono ancora poche righe al termine della lettura. Per lui non fu così, poiché anche in precedenza aveva ascoltato Zenone. [127 C 6-D 5]
– le Cause più divine non si manifestano agli esseri inferiori
– Esseri di primo, secondo e terzo rango
– τὸ ἐκφαντορικὸν, la classe che rivela gli Esseri superiori
–  “presso i filosofi stessi il più perfetto ed il più potente è anche in grado di portare beneficio ad un maggior numero di uomini”
– la vera guerra contro i giganti, simbolismo della tirannia per le anime
– riepilogo a proposito delle modalità di risalita delle anime

Socrate, dopo che ebbe ascoltato, domandò che fosse letta di nuovo la prima ipotesi del primo discorso, e, una volta che fu riletta, disse: «che senso ha, o Zenone, quello che dici?» [127 D 6-E 1]
– i tre gradi dell’elevazione socratica
– il primo argomento di Zenone, e la prima ipotesi di tale argomento

«Tu dici che se sono molte le cose che sono, esse devono essere simili e anche dissimili, ma che questo è impossibile: non è vero infatti che né è simile ciò che è dissimile, né è dissimile ciò che è simile? Non è così che dici?» «E’ così», disse Zenone. «Dunque, se è impossibile che le cose dissimili siano simili e le cose simili siano dissimili, è impossibile che siano anche molte? Se fossero molte capiterebbe capiterebbe loro di trovarsi in una condizione che è impossibile che si verifichi.» [127 E 1-8]
– contro chi pretende di ricondurre l’argomento alle sottigliezze degli Stoici
– “è impossibile che i molteplici esistano, se sono privi dell’uno”

«E’ questo che vogliono dire i tuoi discorsi, vale a dire non fare niente altro se non sostenere, andando contro ogni affermazione che viene fatta, che non esiste la molteplicità? E pensi forse che ciascuno dei tuoi discorsi rappresenti per te una prova a favore di tali asserzioni, sicché anche ritieni che tante sono le prove che sei in grado di fornire quanti sono i discorsi che hai scritto riguardanti la non esistenza della molteplicità? Dici così o io non intendo correttamente?» «No», disse Zenone, «ma hai compreso bene quello che complessivamente intendevo dire nel mio scritto». [127 E 8-128 A 3]
– una regola per coloro che vogliono sollevare delle aporie contro gli Antichi
– la lotta contro la molteplicità
– ciò che è proprio della potenza della scienza
– analogia con gli Esseri divini: “l’Essere permane in quiete unito all’Uno, mentre l’Intelletto vitale e la Potenza intellettiva della Vita procedono verso la molteplicità, e, inversamente, riconducono la molteplicità all’unità”

«Capisco Parmenide», disse Socrate, «che il nostro Zenone non solo vuole, sopra ogni altra cosa, stringersi in vincolo di amicizia con te, ma anche con il tuo scritto. Ha scritto le stesse cose, per un certo verso, che hai scritto tu, anche se, cambiando qualche particolare, tenta di ingannarci, come se avesse detto qualcosa di diverso». [128 A 4-8]
– l’ordine dell’ascesa in base alle dottrine dei Teologi
– i due generi della dialettica
– l’unità indicibile, l’amicizia e la vita pitagorica

«Tu nei tuoi versi affermi che il tutto è uno, e di queste affermazioni fornisci delle prove valide e plausibili: costui a sua volta dice che i molti non esistono, e anch’egli fornisce moltissime prove e di considerevole ampiezza. Poiché uno di voi afferma che il tutto è uno, e l’altro nega l’esistenza dei molti, e poiché l’uno e l’altro parlate in modo da sembrare di non aver detto le stesse cose, mentre press’a poco le avete dette, mi sembra che le cose che avete detto siano dette per superare l’intelligenza di noi altri». [128 A 8-B 6]
– l’Uno, l’Essere e i molti
– l’Uno e la Monade dell’Essere
– iniziazione preliminare e iniziazione completa, Zenone e Parmenide
– “ogni divinità imita il Tutto: ora, nel Tutto le apparenze sono immagini delle cose nascoste, e non vi è nessuna di queste apparenze che non comporti un’immagine o un simbolo degli Intelligibili”
– l’unione degli uomini divini
– “nel caso degli Dei la loro unità è indivisibile e non coglibile, così nel caso degli uomini divini”

«Sì», disse Zenone, «o Socrate. Tu però non hai capito in ogni sua parte il vero spirito del mio scritto» [128 B 7-8]
– coordinazione fra le Monadi e ogni molteplicità
– “non vi è nulla di più divino dell’unità se non l’Uno stesso”: l’Uno e le Enadi
– l’Enade coordinata e quella trascendente, il legame delle forme molteplici
– totalità non partecipabile e totalità partecipabile
– l’Essere che trascende tutti gli esseri e la molteplicità degli Enti Noetici
– l’Uno-che-è, il Focolare dell’Essere e l’Essere nascosto
– l’Uno-che-è precede la molteplicità: prove logiche, prove fisiche, prove teologiche
– confutazione ed elevazione dei molti all’Uno che è nei molti fino all’Uno trascendente
– l’Uno e la Diade

«Eppure, come le cagne della Laconia, vai alla ricerca e ti metti sulle tracce delle cose dette.» [128 B 8-C2]
– spiegazione del simbolismo: il filosofo e la caccia all’Essere
– la struttura di ogni Triade

«Ma prima di tutto ti sfugge questo, che la mia opera non vuole affatto pretendere di essere scritta e concepita come tu dici, nascondendosi agli uomini, come se realizzasse un qualcosa di grande. Tu hai citato una coincidenza che si è verificata per puro caso» [128 C 2-6]
– i due discorsi e le due Enadi
– dalla molteplicità alle Enadi partecipate fino alle Cause trascendenti: metodo di ascesa

«In realtà quest’opera desidera venire in soccorso al discorso di Parmenide contro quanti tentano di metterlo in ridicolo come in una commedia, dicendo che se il tutto è uno, accade che derivino al discorso molte conseguenze ridicole e a quello opposte». [128 C 6 D 2]
– λόγον e γράμματα
– “tutto ciò che è ridicolo è il brutto in quanto debole”: coloro che si dirigono verso la molteplicità
– Piccoli e Grandi Misteri

«Pertanto questo scritto si oppone a quanti affermano la molteplicità, e con altrettanti e molto più numerosi argomenti ribatte alle loro tesi, per dimostrare che la loro ipotesi della molteplicità è ancor più ridicola di quella dell’unità, se si potesse adeguatamente esaminarla». [ 128 D 2-6]
– presso gli Dei τὸ φρουρητικὸν γένος, negli intelletti τὸ ἄχραντον εἶδος, nelle anime τὸ ἀμυντικόν

«Proprio per questa mia inclinazione alla polemica, quando ero giovane scrissi quest’opera e, una volta che fu scritta, qualcuno me la rubò, sicché non mi fu possibile decidere se essa dovesse o no vedere la luce». [128 D 6-E 1]
– temi relativi all’etica
– il furto e la comunicazione di certi beni divini
– Intelletto trascendente e Intelletto partecipabile
– la potenza che difende i pensieri divini e mantiene vicini ai beni olimpici

«Su questo punto, dunque, ti sbagli o Socrate, pensando che sia stata ispirata non dall’inclinazione alla polemica di un giovane, ma dall’ambizione presuntuosa di un vecchio: dopodiché, come ho detto, non l’hai rappresentata male». [128 E 1-4]
– “è far mostra di ambizione, quando non vi è nulla da aggiungere, il voler parlare e scrivere sugli stessi temi che hanno trattato gli Antichi.”
– analogie: l’Uno che è nei molti è un’immagine di quello che è anteriore ai molti

«Accolgo la tua replica», disse Socrate, «e credo che le cose stiano come dici». [128 E 5-6]
– ciò che è in altro viene in essere a partire da ciò che è eternamente in se stesso
– preparazione alle aporie di Socrate

FINE PRIMO LIBRO

 

 

Calendario Religioso, Boedromion – Βοηδρομιών

III Mese del Calendario, I anno della 699° Olimpiade – sacro ad Apollo (Boedromia), mese dei Misteri Maggiori

[Niketeria, Plataia, Eleutheria, Nemesia-Genesia-Epitaphia, Kharisteria, Boedromia, Megala Mysteria, Agraulia]

Terzo mese dell’anno; dedicato ad Apollo Boedromios: “dare assistenza’ si dice ‘boedromein’, ossia, ‘correre/precipitarsi (dramein) in battaglia.” (Suda s.v. Boedromia). Invece Filocoro rovescia il rapporto mese/festa: è il mese a prendere il nome dalla festa e non il contrario (Harp. s.v. Boedromia). Nella lessicografia antica è attestata anche un’altra etimologia, basata sulla traduzione di βοή come grido di guerra: boedromein significa, secondo questa interpretazione ‘correre in battaglia lanciando il grido di guerra’- e questo darebbe il nome sia ad Apollo, sia al mese sia alla festa. (Et. Magn. s.v. Boedromion; Schol. Eur. Hipp. 776)

In una data non specificata (forse il 7 del mese) del calendario di Torico, è prescritto il sacrificio di un capretto di un anno di età ad Apollo e di un agnello a Poseidone (da sacrificare al Sunio), e di un maialino sempre ad Apollo, nonché di una pecora adulta ad Atena e un maialino alla Kourotrophos, nonché di una pecora adulta alle Heroine con preparazione della ‘trapeza’. (SEG 33 147, lato A, 14, 24-25, 19-22). Sempre questo calendario prescrive il sacrificio di un maiale in olocausto a Zeus Polieus, di una pecora adulta a Kephalos e una a Prokris, forse in occasione delle Proerosia del demo, e anche il sacrificio di una pecora adulta a Thorikos, l’Eroe eponimo. (SEG 33 147, A, 14, 14-19)
In una data non specificata del mese, il calendario dei Salaminioi prescrive il sacrificio di un maialino a Nauseiros, uno a Phaiax e un altro a Teukros. Prescrive inoltre un sacrificio di un maiale adulto a Poseidone Hippodromios. (Hesperia 7, 1938, p. 1, no. 1, 90-91).

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Calendario Religioso dell’Attica – Boedromion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 23 Agosto, II giorno- Δευτέρα Ἱσταμένου
Niketeria- vittoria di Atena su Poseidone per il dominio dell’Attica.

– Dal tramonto del 24 Agosto, III giorno – Τρίτη Ἱσταμένου – Τριτομηνίς
Plataia- vittorie di Platea e Micale.

– Dal tramonto del 25 Agosto, IV Quarto giorno- Τετρὰς Ἱσταμένου
Sacrificio a Basile (Erchia);
onori alle Semnai ad Atene;
Eleutheria (festival Panellenico- agone quadriennale);
Sacrificio ad Erechtheus.

– Dal tramonto del 26 Agosto, V giorno – Πέμπτη Ἱσταμένου
Nemesia (notturna)
Genesia/Nekysia, in onore di Gaia e dei defunti;
Sacrificio all’Eroe Epops (Erchia)

– Dal tramonto del 27 Agosto, VI giorno – Ἓκτη Ἱσταμένου
Kharisteria- processione e sacrificio ad Artemide Agrotera;
vittoria di Maratona;
Sacrificio a Enyalios.
Un sacrificio ad Atena.

– Dal tramonto del 28 Agosto, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Boedromia, processione (?) in onore di Apollo Boedromios.

– Dal tramonto del 3 Settembre, XIII giorno – Τρίτη Μεσοῦντος
Eleusinia Mysteria- processione degli efebi.
Sacrificio privato a Nephthyis ed Osiris.

– Dal tramonto del 4 Settembre, XIV giorno – Τετάρτη Μεσοῦντος
Eleusinia Mysteria- Ta Hierà all’Eleusinion in Atene

– Dal tramonto del 5 Settembre, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Eleusinia Mysteria- Agyrmós- Prorresis

– Dal tramonto del 6 Settembre, XVI giorno – Ἕκτη Μεσοῦντος
Luna Piena
Eleusinia Mysteria- Halade Mystai- giorno delle purificazioni.

– Dal tramonto del 7 Settembre, XVII giorno – Ἑβδόμη Μεσοῦντος
Eleusinia Mysteria- Hiereia Deuro- sacrifici alle Due Dee all’Eleusinion;
sacrifici privati a Demetra e Kore.

– Dal tramonto dell’8 Settembre, XVIII giorno – Ὀγδόη Μεσοῦντος
Eleusinia Mysteria- Epidauria- pannychis, processione e sacrifici in onore di Asclepio;
gli iniziati trascorrono la giornata in casa a meditare.
Sacrificio privato a Dioniso e agli altri Dei.

– Dal tramonto del 9 Settembre, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Eleusinia Mysteria- Iakchos, il giorno della processione verso Eleusi.

– Dal tramonto del 10 Settembre, XX giorno – Εἰκοστή/ Εἰκὰς
Eleusinia Mysteria- Teletè.

– Dal tramonto dell’11 Settembre, XXI giorno – Μετεικὰς
Eleusinia Mysteria- Epopteia.

– Dal tramonto del 12 Settembre, XXII giorno – Ἐνάτη Φθίνοντος
Eleusinia Mysteria- Plemochoai.

– Dal tramonto del 13 Settembre, XXIII giorno – Ὀγδόη Φθίνοντος
Eleusinia Mysteria- Epistrophè, conclusione.
Incontro dell’Assemblea Sacra ad Eleusi.

– Dal tramonto del 14 Settembre, XXIV giorno – Ἑβδόμη Φθίνοντος
Incontro dell’Assemblea nell’Eleusinion dopo i Misteri.

– Dal tramonto del 16 Settembre, XXVI giorno – Πέμπτη Φθίνοντος
Incontro dell’Areopago ad Eleusi.

– Dal tramonto del 17 Settembre, XXVII giorno- Τετρὰς Φθίνοντος
Sacrifici alle Ninfe, Achelous, Alochus, Hermes e Gaia (Erchia);
Sacrificio ad Atena nel demo Attico di Teithras;
Agraulia, in occasione del giuramento degli efebi.

– Dal tramonto del 20 Settembre, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς – Banchetto di Hekate

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

 

Proclo, Commento al Parmenide, I Libro [668.30- 688.20]

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«Ma io» risposi, «sono qui proprio per questo motivo, per chiedervi un favore».
«Puoi esporre la tua richiesta», disse. [126 A 5-7]
– Come devono essere le anime che vogliono elevarsi

Ed io: «come si chiamava quel vostro fratello da parte di madre? Non ricordo. Era solo un bambino, quando per la prima volta mi stabilii qui da Clazomene: ma da allora è ormai trascorso molto tempo.» [126 B 1-4]
– La storia della famiglia
– Analogia con le Realtà: γνῶσις, πέλασις, ἕνωσις
– Come le anime possono riunirsi all’oggetto del loro desiderio/conoscenza

«Il nome del padre, mi sembra, era Pirilampe».
«Certamente», rispose.
«E lui?»
«Antifonte. Ma perché ti interessa così tanto?» [126 B 4-7]
– L’attività degli esseri automotori

«Costoro», dissi io, «sono miei concittadini, filosofi senza dubbio, e hanno sentito dire che questo Antifonte si è incontrato molte volte con un certo Pitodoro, discepolo di Zenone, e ricorda, per averli spesso ascoltati da Pitodoro, i discorsi che allora Socrate, Zenone e Parmenide avevano tenuto». [126 B 8-C 3]
– Auriga e potenze di secondo grado nelle anime
– L’ordine dei personaggi: analogie
– I Logoi Divini

«Quello che dici è vero», disse.
«Proprio questi discorsi», dissi, «chiediamo di ascoltare».
«Ma non è una cosa difficile», rispose. «Era ancora un giovanetto, e già rifletteva assai attentamente intorno a tali questioni, mentre ora, come il nonno suo omonimo, trascorre la maggior parte del suo tempo dedicandosi all’equitazione. Ma se proprio si deve, andiamo da lui: un momento fa è andato via di qui e sta andando a casa: abita qui vicino, in Melite». [126 C 4-10]
– Come le anime godono direttamente dei Daimones e cosa ne deriva per esse
– A proposito dei “θείους δαίμονας”
– Dei, Angeloi e Daimones
– Poseidone e i Daimones
– L’anima che passa dalle immagini ai Modelli
– I giovani e l’insegnamento della filosofia

Dopo queste parole ci mettemmo in strada, e trovammo Antifonte in casa, mentre stava consegnando ad un fabbro una briglia da riparare: non appena si liberò da quell’uomo, i fratelli gli spiegarono il motivo per cui eravamo venuti, e fu così che mi riconobbe dal mio precedente soggiorno e mi salutò con affetto. [127 A 1-5]
– Lo stile contribuisce al fine del dialogo
– Le considerazioni etiche che si deducono dal passo
– Considerazioni fisiche deducibili dal passo
– Considerazioni teologiche deducibili dal passo – la risalita delle anime e la partecipazione ai beni demonici e divini

Quando noi gli chiedemmo che ci esponesse quei discorsi, in un primo tempo si mostrò esitante – diceva infatti che si trattava di un’opera assai ardua – ma in un secondo tempo cominciò ad esporli. [127 A 5-7]
– Conoscenza, desiderio: “è in ciò che consiste il racconto: uno svelamento ed una rivelazione di ciò che è nascosto, ed una perfezione elevante donata alle anime dai Daimones divini.”
– L’opera più ardua ed i discorsi epoptici

Antifonte prese a dire come Pitodoro gli aveva raccontato di Zenone e Parmenide che una volta erano venuti alle Grandi Panatenee. [127 A 7-B 1]
– Virtù ed imitazione
– La molteplicità e la riunificazione presso la Causa divina – l’esempio delle Panatenee

Parmenide era già assai vecchio, i capelli completamente bianchi, l’aspetto bello e nobile, e si trovava intorno ai sessantacinque anni [127 B 1-3]
– Analogie deducibili dal passo

Zenone allora era vicino ai quaranta anni, alto di statura ed elegante a vedersi, e si diceva che fosse stato il giovane amico di Parmenide. [127 B 4-6]
– Analogie deducibili dal passo

Disse che costoro avevano alloggiato presso Pitodoro, fuori delle mura, nel Ceramico. [127 B 6-C 1]
– Il ruolo degli Angeloi
– “i Pitagorici consigliavano di evitare le strade ampie”

Lì era giunto Socrate, e insieme a lui molte altre persone, tutte desiderose di ascoltare la lettura dell’opera di Zenone – allora, per la prima volta da quelli il libro fu portato qui fra noi. In quel tempo Socrate era assai giovane. Fu lo stesso Zenone a leggere il libro. [127 C 1-6]
– La giovane età di Socrate, il suo ruolo di guida – analogie con gli Dei
– Lo scritto ed il peplo in onore della Dea
– I modi in cui gli Dei si rivelano per gradi