Calendario Religioso – Gamelion – Γαμηλιών

VII Mese del Calendario, III anno della 699° Olimpiade –  sacro a Hera (Gamelia) e Dioniso (Lenaia)

[Gamelia – Lenaia]

Il mese attico di Gamelion, dedicato alle nozze, cui presiede Hera nuziale (Γαμηλία)” è il settimo mese del calendario e cade sempre in pieno inverno, essendo il mese che sempre segue il Solstizio Invernale- per questo è anche il primo mese del calendario solare, quello secondo cui si contano gli anni. Infatti, a proposito delle nozze, ricorda Aristotele nellaPolitica: “la stagione dell’anno deve essere presa in considerazione; secondo la nostra usanza attuale, le persone generalmente limitano i matrimoni alla stagione invernale, e a ragione. I precetti dei fisici e dei filosofi naturali a proposito della generazione devono essere studiati dagli stessi genitori.” La stagione invernale è sempre stata riconosciuta, fin dall’età omerica, come il periodo dell’anno in cui è più opportuno celebrare i matrimoni, infatti “il Dio ha concesso un buon matrimonio nella stagione invernale.”

Il mese prende il proprio nome dal fatto che in esso si celebrano i matrimoni ed è appunto sacro a Hera, e in questo mese “gli Ateniesi celebrano una festa che chiamano nozze sacre di Zeus ed Hera.”

La data precisa di questa festa rimane da stabilire: il calendario di Torico dice semplicemente: “nel mese di Gamelion, per Hera, per lo Hieros Gamos..”

Certo è che i matrimoni devono cadere lontani dalla Luna Piena, e che il primo giorno del mese dei matrimoni è una data assai indicata, infatti: “gli Ateniesi sceglievano per i matrimoni i giorni verso la congiunzione e compivano allora le Theogamia, pensando conformemente a natura che quello fosse il primo matrimonio, trovandosi la Luna in congiunzione con il Sole.” Lo conferma anche un passo delle Supplici di Euripide, in cui si allude chiaramente alla congiunzione di Sole e Luna, e quindi all’inizio del nuovo mese: “Quale luce, quale radianza il carro del Dio del Sole fa risplendere, e la Luna sopra il cielo, dove essi corrono attraverso la tenebra, nel giorno in cui la città di Argo ha levato il suo canto di gioia al mio matrimonio.” Non è secondario ricordare che uno scolio a Teocrito ci informa che gli uomini innamorati rivolgevano le loro preghiere al Sole, le donne alla Luna.

C’è anche un passo in Ateneo che ci informa che “egli si stava recando a celebrare un Matrimonio Sacro nella sua casa il ventinove del mese (Δευτέρα μετ’εἰκάδα) nella speranza di poter essere invitato al banchetto del quarto del mese (il banchetto dei Tetradistai in onore di Aphrodite) in casa di altre persone; perché diceva che i segni della Dea erano sempre tutti favorevoli.”

Bisogna però anche ricordare che il 27 del mese, il calendario di Erchia prevede sacrifici alla Kourotrophos, a Poseidone, a Hera Teleia e Zeus Teleios, tutti sull’altare di Hera ad Erchia. (Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios, e di una pecora adulta (M) Poseidone)

I calendari dei demi, le citazioni e frammenti di calendari privati fanno pensare che questa festa fosse celebrata sia pubblicamente sia privatamente; pubblicamente, in quanto tutta la polis onora le nozze sacre degli Dei, ma anche privatamente, in quanto per tutte le coppie sposate cadeva in questo periodo l’anniversario del matrimonio- quale miglior modo per celebrare se non onorando le divinità che hanno reso possibile un tale legame?

Si può quindi ipotizzare che siano due le date principali, l’inizio del mese di Gamelion e quindi il ventisettesimo giorno- e questo vale anche per la celebrazione dei matrimoni dei mortali, dal momento che, come abbiamo visto, da quello degli Dei proviene quello degli uomini.

Hera infatti è celebrata come Teleia e Zygia, Colei che presiede alle unioni: “a Lei infatti sacrificano le fanciulle durante i sacrifici che precedono il matrimonio (proteleia), e ad Artemide e alle Moire.” Dunque Zeus Teleios ed Hera Teleia presiedono alle nozze: “Hera Teleia e Zeus Teleios usavano essere onorati durante i matrimoni, essendo i guardiani delle nozze. Il matrimonio è il ‘telos’ (fine, rito..). Quindi il sacrificio che si celebra prima del matrimonio è detto proteleia (che precede il rito matrimoniale). Da notare che la perfezione (teleiotes) che naturalmente spetta all’uomo è di due generi: la cognitiva, che chiamiamo conoscenza, e l’appetitiva, che chiamiamo virtù.”

Che la funzione specifica di Hera Teleia sia quella di presiedere alle nozze è chiaro, perché “Hera Teleia, sposa del letto nuziale di Zeus” è causa delle generazioni (e degli inizi, ed è per questo che il primo mese solare è quello in cui si celebrano i matrimoni). Così canta il coro delle Tesmophore nella commedia di Aristofane: “Leviamo un inno ad Hera Teleia come è appropriato; Ella si diletta del coro e custodisce le chiavi del matrimonio.” Infatti, fra i Thesmoi di Demetra rientra anche l’unione matrimoniale che porta perfezione e compimento nella vita umana; Demetra ed Hera inoltre, discendendo dalla monade di Rhea, appartengono entrambe alla serie delle Dee generatrici di vita.

Inoltre, ad Aphrodite spettano la supervisione delle fanciulle, gli anni in cui si maritano, e tutte le cose che sono relative alle nozze- nell’Orestea viene invocata a fianco di Zeus Teleios ed Hera Teleia, come protettrice del matrimonio- “e tuttavia, tutti gli uomini fanno i primi sacrifici a Zeus Teleios ed Hera Teleia, perché Essi sono coloro che hanno dato origine e scoperto tutte le cose.” Infatti, tutte le cose che Zeus genera in modo paterno, sono generate da Hera, “vivificante fonte di tutte le cose, madre dei poteri prolifici”, in modo materno, in quanto Ella, in ciascuna triade, ha sempre il ruolo mediano, quello che Proclo definisce ‘fontale’, quello della generazione e prolificazione (delle anime ed intellettiva); per questo il Poeta narra il mito secondo cui Hera domanda la magica cintura ad Aphrodite: l’unione con Zeus rappresenta il processo demiurgico di creazione, cui Hera deve impartire la Bellezza di Aphrodite.

Ovviamente, sono questi Dei a presiedere alle nozze, in quanto hanno stabilito le Theogamia, Nozze Sacre: “così si compì anche il sacro matrimonio (ἱερὸς γάμος) degli Dei immortali, sovrani dell’Olimpo, che generò la Sovrana Rhea: perché un unico letto in cui possano dormire Zeus ed Hera prepara la vergine Iris, che purifica le Sue mani con la mirra.” Che Hera e Zeus siano sposati e siano fratello e sorella dev’essere interpretato in maniera allegorica, come sostiene, fra gli altri, Plutarco: “Hera viene intesa come l’aria che è una sostanza umida; perciò dice anche ‘ed Hera stese aria densa dinnanzi’; Zeus invece è l’etere, vale a dire la sostanza infuocata e calda ‘Zeus ebbe in sorte il vasto cielo nell’etere’. Furono dunque considerati fratelli a motivo della loro contiguità e somiglianza…come conviventi e condivisori del talamo nuziale, perché dalla loro congiunzione nascono tutte le cose.”

In Atene dunque, si celebrano nello stesso mese sia lo Hieros Gamos dei Sovrani degli Dei sia i matrimoni dei mortali, che portano a compimento, alla perfezione (telos) grazie alle potenze di queste due divinità. Un accenno al rituale annuale delle Theogamia in Creta si trova in Diodoro Siculo: “gli uomini dicono anche che il matrimonio di Zeus ed Hera ebbe luogo nei pressi di Cnosso, in un luogo vicino al fiume Therenos, dove ora c’è un Tempio in cui i nativi del luogo annualmente offrono sacrifici e imitano la cerimonia del matrimonio, nel modo in cui la tradizione narra che si compì in origine.”

Tutto ciò che Omero dice dell’unione di Zeus ed Hera è affermato in modo teologico, ossia simbolicamente e misticamente.”

La vide Zeus che raduna le nubi, e quando La vide, la passione invase il Suo animo saggio, come quando la prima volta si unirono nell’amore…a Lei così disse Zeus che raduna le nubi: “Hera, non devi avere timore che ci veda qualcuno degli Dei o degli uomini: verserò intorno una nube dorata, e non potrà vederci neppure il Sole, che fra tutti ha la luce più penetrante.” Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa, e sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto, che Li separava dal suolo.”

Questo passo dell’Iliade, la celebre e bellissima scena sul monte Ida, era uno di quelli che, secondo Platone, non dovevano essere noti ai più, in quanto non ne comprendevano la simbologia e rischiavano così di attribuire agli Dei caratteristiche umane. Una spiegazione, a parte quelle indagate poco sopra, è che questa scena rappresenti la Primavera- possiamo dire che si tratta dell’interpretazione più semplice, più ‘naturalistica’, che ovviamente rimanda alle realtà superiori per analogia: “Omero ha mescolato quest’aria (Hera) all’etere. Per questo Zeus si trova sulla vetta più alta della montagna..qui l’aria, mescolata con l’etere, si confonde con esso in un’unica sostanza. Icasticamente dunque Omero ha detto “Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa”. L’etere infatti circonda tutt’attorno e abbraccia l’aria che si estende al di sotto di esso. E ha mostrato che il risultato della loro unione e mescolanza è la stagione primaverile “sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto..”

La spiegazione naturalistica, e il riferimento al “Creatore della stagione primaverile che sparse questa nube attorno alla cima dell’Ida”, rimandano alla spiegazione più segreta…

Quello che si può dire è che in Argo quanto riguardava le nozze di Hera e Zeus era parte di ‘iniziazioni indicibili’ e, allo stesso modo, quanto riguardava il matrimonio nella Tradizione veniva classificato, anche dagli autori più tardi come ‘mysteria‘: “Τέλος ὁ Γάμος”…e “potrai trovarli nei Discorsi Mistici e nei Matrimoni Sacri, di cui parlano le dottrine segrete.”

Proclo, nel commento al Parmenide, riferisce che, quando i Teologici parlano di ‘nozze sacre’, si stanno riferendo alla koinonia (unione, comunanza) degli Dei attraverso le coppie divine: “i Teologi hanno preso in considerazione questa comunanza degli Dei nelle divinità coordinate fra di loro (di pari livello), e l’hanno chiamata nozze di Zeus ed Hera, di Cielo e Terra …ed è necessario comprendere la peculiarità di ciascuna, e trasferire una comunanza di tale specie dagli Dei alle Idee l’una con l’altra.” Non è certo un caso il fatto che menzioni le nozze di Zeus ed Hera e subito dopo quelle di Urano e Gaia; infatti, questo matrimonio fa parte dei Misteri, e, anche nel commento al Timeo, Proclo associa la celebrazione dello Hieros Gamos ai Misteri e alla mistica frase rivolta a Cielo e Terra durante le Plemochoai, quello che Ippolito definisce come “il grande mistero nascosto dei Misteri Eleusini” Forse per questo motivo anche la Kourotrophos e Poseidone figurano fra gli Dei cui sono resi onori durante i sacrifici del ventisette a Zeus Teleios ed Hera Teleia; da non dimenticare infine che, esattamente nove mesi dopo le nozze sacre- e i matrimoni dei mortali- ricorreva in Pyanepsion, il terzo giorno delle Thesmophoria, la festa di Kalligeneia, ‘la bella nascita’.

(Schol. Il. XVIII 491. 1156; Bekk. Anecd. 228, 26; Arist. Met. 1.6, 535d; Theophr. Hist. Pl. 7.1, 2; Phot. s.v. hieròn gamon; Suda s.v. Teleia, Proteleia; Hesych. s.v. Domos hemitelés; schol. Pind. Nem. 10.31; Olymp. 6, 149; schol Arist. Thesm. 982; Arist.Politica, 7.16, 23; Theocr. Id. 17; Diod. Sic. 5.72.4; Iliade, XIV, 340; schol. Esiodo, Erga782; Athen. Deipn. VI, 42; Proclo in Parm. II 779, in Tim. I 46-49, 79, III 190, in Polit., p. 388; Eur. Suppl. 990; SEG 26 136 L. 32; schol. Theocr.2 .10; SEG 21 541, 27, 33-42; Paus. 8. 22. 2; Er. Gramm. Quest. Om. 39; Plut. Quest. Om. 96)

h

Calendario Religioso dell’Attica – Gamelion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 29 Dicembre, terzo giorno, Τρίτη Ἱσταμένου
Onori a Hera

– Dal tramonto del 2 Gennaio, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Sacrifici alla Kourotrophos (giovane maiale), ad Apollo Delphinios (una pecora adulta) e ad Apollo Lykeios (una pecora adulta)

– Dal tramonto del 3 Gennaio, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Apollo Apotropaios (un capro adulto), Apollo Nymphegetes (un capro adulto), e alle Ninfe

– Dal tramonto del 4 Gennaio, IX giorno – Ἑνάτη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Atena: ΗΡΟΣΟΥΡΙΟΙΣ, per i venti favorevoli (Erchia). Sacrificio ad Atena di un’agnella sull’altare maggiore del Partenone

– Dal tramonto del 5 Gennaio, X giorno – Δεκάτη Ἱσταμένου/ Δεκάτη Προτέρα
Sacrifici di una scrofa a Demetra e di un maiale adulto a Kore, e di un maialino a Zeus Boulaios

– Dal tramonto del 7 Gennaio, XII giorno- Δωδεκάτη/ Δευτέρα Μεσοῦντος/ Δυοκαιδεκάτη
Lenaia- Dionysia ta epi Lênaiôi- processioni, sacrifici, rappresentazioni teatrali.

– Dal tramonto del 10 Gennaio, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος/ Πέμπτη ἐπὶ δέκα / Πεντεκαιδεκάτη
Inizio della Tregua Sacra per i Misteri di Agrai.
Luna Piena

– Dal tramonto del 14 Gennaio, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος/ Ἐνάτη ἐπὶ δέκα / Ἐννεακαιδεκάτη
Porre l’edera sulle statue di Dioniso – conclusione Lenaia.

– Dal tramonto del 22 Gennaio, XXVII giorno- Τετρὰς Φθίνοντος/ Τετρὰς μετ’εἰκάδας
Theogamia-Gamelia – Riti Matrimoniali.
Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios (sull’altare di Hera) e di una pecora adulta (M) Poseidone

– Dal tramonto del 24 Gennaio, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

Calendario Religioso – Gamelion – Γαμηλιών

VII Mese del Calendario, II anno della 699° Olimpiade –  sacro a Hera (Gamelia) e Dioniso (Lenaia)

[Gamelia – Lenaia]

Il mese attico di Gamelion, dedicato alle nozze, cui presiede Hera nuziale (Γαμηλία)” è il settimo mese del calendario e cade sempre in pieno inverno, essendo il mese che sempre segue il Solstizio Invernale- per questo è anche il primo mese del calendario solare, quello secondo cui si contano gli anni. Infatti, a proposito delle nozze, ricorda Aristotele nellaPolitica: “la stagione dell’anno deve essere presa in considerazione; secondo la nostra usanza attuale, le persone generalmente limitano i matrimoni alla stagione invernale, e a ragione. I precetti dei fisici e dei filosofi naturali a proposito della generazione devono essere studiati dagli stessi genitori.” La stagione invernale è sempre stata riconosciuta, fin dall’età omerica, come il periodo dell’anno in cui è più opportuno celebrare i matrimoni, infatti “il Dio ha concesso un buon matrimonio nella stagione invernale.”

Il mese prende il proprio nome dal fatto che in esso si celebrano i matrimoni ed è appunto sacro a Hera, e in questo mese “gli Ateniesi celebrano una festa che chiamano nozze sacre di Zeus ed Hera.”

La data precisa di questa festa rimane da stabilire: il calendario di Torico dice semplicemente: “nel mese di Gamelion, per Hera, per lo Hieros Gamos..”

Certo è che i matrimoni devono cadere lontani dalla Luna Piena, e che il primo giorno del mese dei matrimoni è una data assai indicata, infatti: “gli Ateniesi sceglievano per i matrimoni i giorni verso la congiunzione e compivano allora le Theogamia, pensando conformemente a natura che quello fosse il primo matrimonio, trovandosi la Luna in congiunzione con il Sole.” Lo conferma anche un passo delle Supplici di Euripide, in cui si allude chiaramente alla congiunzione di Sole e Luna, e quindi all’inizio del nuovo mese: “Quale luce, quale radianza il carro del Dio del Sole fa risplendere, e la Luna sopra il cielo, dove essi corrono attraverso la tenebra, nel giorno in cui la città di Argo ha levato il suo canto di gioia al mio matrimonio.” Non è secondario ricordare che uno scolio a Teocrito ci informa che gli uomini innamorati rivolgevano le loro preghiere al Sole, le donne alla Luna.

C’è anche un passo in Ateneo che ci informa che “egli si stava recando a celebrare un Matrimonio Sacro nella sua casa il ventinove del mese (Δευτέρα μετ’εἰκάδα) nella speranza di poter essere invitato al banchetto del quarto del mese (il banchetto dei Tetradistai in onore di Aphrodite) in casa di altre persone; perché diceva che i segni della Dea erano sempre tutti favorevoli.”

Bisogna però anche ricordare che il 27 del mese, il calendario di Erchia prevede sacrifici alla Kourotrophos, a Poseidone, a Hera Teleia e Zeus Teleios, tutti sull’altare di Hera ad Erchia. (Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios, e di una pecora adulta (M) Poseidone)

I calendari dei demi, le citazioni e frammenti di calendari privati fanno pensare che questa festa fosse celebrata sia pubblicamente sia privatamente; pubblicamente, in quanto tutta la polis onora le nozze sacre degli Dei, ma anche privatamente, in quanto per tutte le coppie sposate cadeva in questo periodo l’anniversario del matrimonio- quale miglior modo per celebrare se non onorando le divinità che hanno reso possibile un tale legame?

Si può quindi ipotizzare che siano due le date principali, l’inizio del mese di Gamelion e quindi il ventisettesimo giorno- e questo vale anche per la celebrazione dei matrimoni dei mortali, dal momento che, come abbiamo visto, da quello degli Dei proviene quello degli uomini.

Hera infatti è celebrata come Teleia e Zygia, Colei che presiede alle unioni: “a Lei infatti sacrificano le fanciulle durante i sacrifici che precedono il matrimonio (proteleia), e ad Artemide e alle Moire.” Dunque Zeus Teleios ed Hera Teleia presiedono alle nozze: “Hera Teleia e Zeus Teleios usavano essere onorati durante i matrimoni, essendo i guardiani delle nozze. Il matrimonio è il ‘telos’ (fine, rito..). Quindi il sacrificio che si celebra prima del matrimonio è detto proteleia (che precede il rito matrimoniale). Da notare che la perfezione (teleiotes) che naturalmente spetta all’uomo è di due generi: la cognitiva, che chiamiamo conoscenza, e l’appetitiva, che chiamiamo virtù.”

Che la funzione specifica di Hera Teleia sia quella di presiedere alle nozze è chiaro, perché “Hera Teleia, sposa del letto nuziale di Zeus” è causa delle generazioni (e degli inizi, ed è per questo che il primo mese solare è quello in cui si celebrano i matrimoni). Così canta il coro delle Tesmophore nella commedia di Aristofane: “Leviamo un inno ad Hera Teleia come è appropriato; Ella si diletta del coro e custodisce le chiavi del matrimonio.” Infatti, fra i Thesmoi di Demetra rientra anche l’unione matrimoniale che porta perfezione e compimento nella vita umana; Demetra ed Hera inoltre, discendendo dalla monade di Rhea, appartengono entrambe alla serie delle Dee generatrici di vita.

Inoltre, ad Aphrodite spettano la supervisione delle fanciulle, gli anni in cui si maritano, e tutte le cose che sono relative alle nozze- nell’Orestea viene invocata a fianco di Zeus Teleios ed Hera Teleia, come protettrice del matrimonio- “e tuttavia, tutti gli uomini fanno i primi sacrifici a Zeus Teleios ed Hera Teleia, perché Essi sono coloro che hanno dato origine e scoperto tutte le cose.” Infatti, tutte le cose che Zeus genera in modo paterno, sono generate da Hera, “vivificante fonte di tutte le cose, madre dei poteri prolifici”, in modo materno, in quanto Ella, in ciascuna triade, ha sempre il ruolo mediano, quello che Proclo definisce ‘fontale’, quello della generazione e prolificazione (delle anime ed intellettiva); per questo il Poeta narra il mito secondo cui Hera domanda la magica cintura ad Aphrodite: l’unione con Zeus rappresenta il processo demiurgico di creazione, cui Hera deve impartire la Bellezza di Aphrodite.

Ovviamente, sono questi Dei a presiedere alle nozze, in quanto hanno stabilito le Theogamia, Nozze Sacre: “così si compì anche il sacro matrimonio (ἱερὸς γάμος) degli Dei immortali, sovrani dell’Olimpo, che generò la Sovrana Rhea: perché un unico letto in cui possano dormire Zeus ed Hera prepara la vergine Iris, che purifica le Sue mani con la mirra.” Che Hera e Zeus siano sposati e siano fratello e sorella dev’essere interpretato in maniera allegorica, come sostiene, fra gli altri, Plutarco: “Hera viene intesa come l’aria che è una sostanza umida; perciò dice anche ‘ed Hera stese aria densa dinnanzi’; Zeus invece è l’etere, vale a dire la sostanza infuocata e calda ‘Zeus ebbe in sorte il vasto cielo nell’etere’. Furono dunque considerati fratelli a motivo della loro contiguità e somiglianza…come conviventi e condivisori del talamo nuziale, perché dalla loro congiunzione nascono tutte le cose.”

In Atene dunque, si celebrano nello stesso mese sia lo Hieros Gamos dei Sovrani degli Dei sia i matrimoni dei mortali, che portano a compimento, alla perfezione (telos) grazie alle potenze di queste due divinità. Un accenno al rituale annuale delle Theogamia in Creta si trova in Diodoro Siculo: “gli uomini dicono anche che il matrimonio di Zeus ed Hera ebbe luogo nei pressi di Cnosso, in un luogo vicino al fiume Therenos, dove ora c’è un Tempio in cui i nativi del luogo annualmente offrono sacrifici e imitano la cerimonia del matrimonio, nel modo in cui la tradizione narra che si compì in origine.”

Tutto ciò che Omero dice dell’unione di Zeus ed Hera è affermato in modo teologico, ossia simbolicamente e misticamente.”

La vide Zeus che raduna le nubi, e quando La vide, la passione invase il Suo animo saggio, come quando la prima volta si unirono nell’amore…a Lei così disse Zeus che raduna le nubi: “Hera, non devi avere timore che ci veda qualcuno degli Dei o degli uomini: verserò intorno una nube dorata, e non potrà vederci neppure il Sole, che fra tutti ha la luce più penetrante.” Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa, e sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto, che Li separava dal suolo.”

Questo passo dell’Iliade, la celebre e bellissima scena sul monte Ida, era uno di quelli che, secondo Platone, non dovevano essere noti ai più, in quanto non ne comprendevano la simbologia e rischiavano così di attribuire agli Dei caratteristiche umane. Una spiegazione, a parte quelle indagate poco sopra, è che questa scena rappresenti la Primavera- possiamo dire che si tratta dell’interpretazione più semplice, più ‘naturalistica’, che ovviamente rimanda alle realtà superiori per analogia: “Omero ha mescolato quest’aria (Hera) all’etere. Per questo Zeus si trova sulla vetta più alta della montagna..qui l’aria, mescolata con l’etere, si confonde con esso in un’unica sostanza. Icasticamente dunque Omero ha detto “Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa”. L’etere infatti circonda tutt’attorno e abbraccia l’aria che si estende al di sotto di esso. E ha mostrato che il risultato della loro unione e mescolanza è la stagione primaverile “sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto..”

La spiegazione naturalistica, e il riferimento al “Creatore della stagione primaverile che sparse questa nube attorno alla cima dell’Ida”, rimandano alla spiegazione più segreta…

Quello che si può dire è che in Argo quanto riguardava le nozze di Hera e Zeus era parte di ‘iniziazioni indicibili’ e, allo stesso modo, quanto riguardava il matrimonio nella Tradizione veniva classificato, anche dagli autori più tardi come ‘mysteria‘: “Τέλος ὁ Γάμος”…e “potrai trovarli nei Discorsi Mistici e nei Matrimoni Sacri, di cui parlano le dottrine segrete.”

Proclo, nel commento al Parmenide, riferisce che, quando i Teologici parlano di ‘nozze sacre’, si stanno riferendo alla koinonia (unione, comunanza) degli Dei attraverso le coppie divine: “i Teologi hanno preso in considerazione questa comunanza degli Dei nelle divinità coordinate fra di loro (di pari livello), e l’hanno chiamata nozze di Zeus ed Hera, di Cielo e Terra …ed è necessario comprendere la peculiarità di ciascuna, e trasferire una comunanza di tale specie dagli Dei alle Idee l’una con l’altra.” Non è certo un caso il fatto che menzioni le nozze di Zeus ed Hera e subito dopo quelle di Urano e Gaia; infatti, questo matrimonio fa parte dei Misteri, e, anche nel commento al Timeo, Proclo associa la celebrazione dello Hieros Gamos ai Misteri e alla mistica frase rivolta a Cielo e Terra durante le Plemochoai, quello che Ippolito definisce come “il grande mistero nascosto dei Misteri Eleusini” Forse per questo motivo anche la Kourotrophos e Poseidone figurano fra gli Dei cui sono resi onori durante i sacrifici del ventisette a Zeus Teleios ed Hera Teleia; da non dimenticare infine che, esattamente nove mesi dopo le nozze sacre- e i matrimoni dei mortali- ricorreva in Pyanepsion, il terzo giorno delle Thesmophoria, la festa di Kalligeneia, ‘la bella nascita’.

(Schol. Il. XVIII 491. 1156; Bekk. Anecd. 228, 26; Arist. Met. 1.6, 535d; Theophr. Hist. Pl. 7.1, 2; Phot. s.v. hieròn gamon; Suda s.v. Teleia, Proteleia; Hesych. s.v. Domos hemitelés; schol. Pind. Nem. 10.31; Olymp. 6, 149; schol Arist. Thesm. 982; Arist.Politica, 7.16, 23; Theocr. Id. 17; Diod. Sic. 5.72.4; Iliade, XIV, 340; schol. Esiodo, Erga782; Athen. Deipn. VI, 42; Proclo in Parm. II 779, in Tim. I 46-49, 79, III 190, in Polit., p. 388; Eur. Suppl. 990; SEG 26 136 L. 32; schol. Theocr.2 .10; SEG 21 541, 27, 33-42; Paus. 8. 22. 2; Er. Gramm. Quest. Om. 39; Plut. Quest. Om. 96)

1175266_453168884784347_567250276_n

Calendario Religioso dell’Attica – Gamelion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 9 Gennaio, III giorno – Τρίτη Ἱσταμένου – Τριτομηνίς
Onori a Hera.

– Dal tramonto del 13 Gennaio, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Sacrifici alla Kourotrophos (giovane maiale), ad Apollo Delphinios (una pecora adulta) e ad Apollo Lykeios (una pecora adulta)

– Dal tramonto del 14 Gennaio, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Apollo Apotropaios (un capro adulto), Apollo Nymphegetes (un capro adulto), e alle Ninfe

– Dal tramonto del 15 Gennaio, IX giorno – Ἑνάτη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Atena: ΗΡΟΣΟΥΡΙΟΙΣ, per i venti favorevoli (Erchia). Sacrificio ad Atena di un’agnella sull’altare maggiore del Partenone

– Dal tramonto del 16 Gennaio, X giorno – Δεκάτη Ἱσταμένου
Sacrifici di una scrofa a Demetra e di un maiale adulto a Kore, e di un maialino a Zeus Boulaios

– Dal tramonto del 18 Gennaio, XII giorno- Δωδεκάτη, al 25 Gennaio, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Lenaia- Dionysia ta epi Lênaiôi- processioni, sacrifici, rappresentazioni teatrali.

– Dal tramonto del 21 Gennaio, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος

Inizio della Tregua Sacra per i Misteri di Agrai.

Luna Piena

– Dal tramonto del 25 Gennaio, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Porre l’edera sulle statue di Dioniso – conclusione Lenaia.

– Dal tramonto del 2 Febbraio, XXVII giorno- Τετρὰς Φθίνοντος
Theogamia-Gamelia – Riti Matrimoniali.
Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios (sull’altare di Hera) e di una pecora adulta (M) Poseidone

– Dal tramonto del 4 Febbraio, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

Hellenismo- Gamelion 2789

Added in “Rivista Hellenismo”

XII- Hellenismo, Gamelion 2789

Gamelion Hera

A proposito delle feste del mese di Gamelion
Mensis Januarius
Una discussione sul Culto domestico
Il testamento spirituale di Aconia Fabia Paolina, Gran Sacerdotessa di Hecate
Esame di coscienza, pratica Pitagorica
Imbolc, Candelora e l’approssimarsi della fine dell’Inverno
Testo drammatico-rituale della Festa della Vittoria di Horus su Seth- Prologo

Repertorio iconografico
Atalanta, John William Godward
Hera Farnese
La Dea sumerica Ninsúna
Torte per Demetra

Appendice
Il calendario di Gamelion nel gruppo Hellenismo

The frieze of the Attic Calendar

Fregio generale

This frieze can be seen on the top of the wall above the main entrance of the church of Agios Eleutherios in Athens, also known as ‘Little Metropolis’, that is why this frieze is often referred to as the ‘Frieze of Little Metropolis’. This church is completely made up of fragments of ancient monuments…the main entrance, as already said, is decorated by this frieze of Pentelic marble, which shows the months of the Attic Calendar, some festivals, and the complete circle of the Zodiac. It is very important also because it attempts to put together and coordinate the lunar calendar (Attic months and festivals) and the solar calendar (the signs of the Zodiac).

It has been fully discussed by I. Svoronos, L. Deubner and E. Simon. I write here a small summary in order to help all those who are making reasearches on the Attic Calendar, as well as in behalf of those who are simply interested to discover and know better their roots…

It begins with the month Pyanepsion, which may allude to its dating to the period of Emperor Hadrian. Thus, the frieze begins with a personification of the Attic month Pyanepsion (from left to right).

Pyanepsion

He is young, wearing a chiton with short sleeves and a himation. This is a month rich in festivals, and three can easily be recognized here: the Pyanopsia are represented by a boy holding a branch on his shoulder, the Eiresione. A naked man treading on a pile of grapes and holding out a vine branch stands for the Oschophoria. A woman carrying a cista on her head stands for the Thesmophoria. Next comes the zodiac sign of Scorpio, shown without its claws because these will be used to indicate Libra further down the frieze at its end. A muffled male dancer comes next. He wears boots and his face is covered by his cloak. He may represent another festival, held towards the end of Pyanepsion, either the Apatouria or the Chalkeia.

 

Maimakterion is shown as a young man wrapped up in his cloak, for this month introduces winter. Next come the ritual ploughing and sowing: end of agricultural works. Next, the zodiacal sign of the Sagittarius.

Maimakterion

The Attic month Poseideon  wears a himation covering his chest, and boots. His long hair and luxuriant beard are unusual for a citizen, being more common to divine figures like Zeus. Period of the Winter Solstice.

 

Poseideon is accompanied by a festival personification. The festival in question is symbolized by a cock fight, which takes place over a palm branch in front of a table laden with five crowns. Three judges sit behind the table: the festival of the Rural Dionysia. Next the zodiacal sign of the Capricorn.

Poseideon

Next is Gamelion, bearded, covered by a mantle and in boots. He is followed by Dionysos as a child, carrying a thyrsos and riding a billy goat, an allusion to the Lenaia. The woman on the right may symbolize the Theogamia/Gamelia on the 27th day of the month. The block breaks off at this point, marking the end of the frieze as reused by the christians. But the original frieze would have continued, carrying the zodiac signs of Aquarius and Pisces, the personifications of the Attic months Anthesterion and Elaphebolion, and allegories of the festivals in Anthesterion.

The frieze resumes with a festival personification holding out a wreath.  A bearded man leading a goat to sacrifice may stand for the Megala Dionysia/en astei. Next is the zodiac sign of Aries- beginning of Springtime.

Elaphebolion-Mounichion

The personification of Mounichion, shown as a young man with bare chest, stands next to Artemis and Her deer, who symbolize the festival of Mounichia, on the 16th of the month. The cross obliterates the upper part of the sign of Taurus. A naked runner with a torch is visible to the right of the cross. The runner may well be associated with the torch-race at the Bendideia. He may, in fact, stand for Thargelion itself.

 

Skirophorion, represented as a young man with bare chest and crowned with fruit, comes next, followed by Gemini. The naked athlete crowning himself may stand for the foot race at the Skira.

Skirophorion

The next festival event is Dipoleia, held on the Akropolis on Skirophorion 14. It is represented by the Boutypos holding an axe over a bull. Next the zodiacal sign of Cancer. The next month is Hekatombaion, young and half-naked, who holds out a wreath and is followed by the personification of the Great Panathenaia. The Panathenaic procession is symbolized by the ship cart carrying the peplos of Athena, which was partly obliterated by a cross. The height of the summer is marked by the zodiac sign of Leo shown on top and the star Sirius below.

 

Next there is a winged woman holding out a plate of fruit, perhaps the zodiac sign of Virgo: the lack of a lunar month, let alone of any festivals, in the solar month from Leo to Virgo is surprising. It may indicate that what we have here is an intercalary month, Hekatombaion II.

Metageitnion

Metageitnion personified as a young  follows the sign of Virgo. Herakles stands next to him. His appearance here may be explained by the Herakleia festival, known as the Herakleia at Diomeia or at Kynosarges. The young woman in Attic peplos and chiton with short sleeves holding an inverted mirror  could be Kore: Eleusinia festival.

Boedromion is then represented: he is another palliatus. The personified month is accompanied by a horseman, presumably representing one of the Athenian ephebes that escorted the holy things from Eleusis to the Athenian Eleusinion. The frieze concludes with Scorpio’s claws, symbolizing Libra.