“Quiet book” e Tradizione …

Un breve articolo su un tema che ai Lettori abituali di Hellenismo potrebbe sembrare alquanto ‘insolito’, se non addirittura ‘strano’ – pur essendoci dilungati molto su temi e meditazioni filosofiche, su ricostruzioni e ricerche in base alle fonti e sull’applicazione pratica di tutto ciò, forse si è data l’impressione di astrattezza e di mancanza di legame fra le meditazioni di cui sopra e la realtà effettiva in cui siamo immersi. Quindi, questo articolo potrebbe anche essere letto in questo senso: la Tradizione è ‘cosa di tutti i giorni’ e soprattutto va appunto tramandata ed insegnata correttamente anche ai più piccoli, in modo che possano poi crescere con tutti gli strumenti e le basi corrette per appropriarsi con fedeltà ed orgoglio delle proprie Radici. Infatti, come afferma il divino Platone: “se poi interviene una retta educazione ed istruzione, l’individuo, liberato dalla più grande malattia, diventa integro e perfettamente sano” (cf. commento al Timeo, V Libro, 9. L’educazione) Anche le anime dei più grandi sapienti, una volta giunte in un corpo, a causa delle sensazioni e della materia, subiscono qualcosa che può a buon diritto essere definita ‘malattia’, poiché il Circolo dell’Identico presente nell’anima ne viene scosso: “la sensibilità, colpita da tutti questi fenomeni, colpisce a sua volta l’anima dei bambini piccoli e li conduce all’impotenza e all’affanno” (per questo stesso motivo è la musica, ma solo un certo genere di musica, quella armonica e pitagorica, che può calmare il particolare affanno dei bambini piccoli) – “sia come sia, la sensazione sconvolge e disturba le rivoluzioni dell’anima immortale, incatena quella dell’Identico e scuote quella del Diverso.” Sappiamo che, secondo Platone e tutti i Sapienti, l’anima razionale esiste già nei bambini, non è qualcosa che si aggiunge in seguito; certamente, nei neonati vi è incatenata ed inattiva perché sopraffatta temporaneamente dalle potenze irrazionali, ma è presente e può essere aiutata a liberarsi dalle catene. In quale modo? Siccome non c’è differenza fra l’insensatezza irrazionale a livello di età o a livello di vita (un bimbo che si comporta in modo irrazionale a causa dell’età ed un adulto che si comporta in modo insensato sopprimendo la propria anima razionale, di solito a causa delle sensazioni e della medesima irrazionalità che colpisce il bambino, non sono affatto diversi), la modalità di liberazione è pressoché la stessa, con due significative differenze: l’adulto deve meditare, il bambino deve giocare; l’educazione dell’adulto deve passare attraverso la logica e la facoltà dianoetica, quella del bambino attraverso la sensazione (che è appunto più sviluppata in giovane età) che possa poi condurre alla conoscenza e non all’opinione. Per questo, l’idea dei libri tattili – o ‘quiet books’ – va nella giusta direzione, ma è ancora meglio veicolare dei simboli che rimandino alle divinità (non dimentichiamo che, nell’antichità, le bambole spesso avevano le fattezze delle Dee e che i bambini imparavano a scrivere iniziando con i nomi degli Dei, e questo non certo per caso!) – questo per l’intrinseca efficacia dei simboli, che appunto non sono invenzioni umane ma sono stati manifestati dagli stessi Dei, in modo che l’anima riconosca e ricordi quei segni che ha già visto quando ancora non si trovava in un corpo e che, tramite la memoria e la famigliarità che ogni anima possiede con essi, trovi in sé la forza di far prevalere la parte razionale, favorendo così la serenità interiore, il conforto del ricordo degli Dei, la consapevolezza che ogni forma che esiste nel Cosmo (fiori, alberi, api, farfalle, etc.) è legata ad Essi e che dunque il male è solo un’esistenza collaterale che non può durare. Detto questo e concludendo qui questa breve presentazione, arriviamo ad illustrare brevemente questo primo esperimento, nato appunto da queste riflessioni – tenete conto che si tratta appunto di un esperimento e che chi l’ha realizzato non ha grandi doti artistiche, il che del resto dimostra che è un progetto relativamente semplice da mettere in pratica e direi con risultati del tutto soddisfacenti!
Il tema è: la Triade Demiurgica, Zeus, Poseidone e Plutone – poiché questo è l’ordine dei tre Cronidi, anche il libro segue la stessa gerarchia, pertanto inizia dal primo Demiurgo, con rimandi atenaici e solari.

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La pagina sulla sinistra è notturna poiché “Demetra, come ogni forma di vita, così produce ogni nutrimento; e ha come modello la Notte- si dice infatti che la Notte sia la nutrice divina degli Dei, in modo intelligibile.” (Pr. in Crat. 404b) ed inoltre il Demiurgo, prima dell’intera Demiurgia, “è detto entrare nel santuario oracolare della Notte e, in conseguenza a ciò, si colma di intellezioni divine, riceve i principi della Demiurgia e, se è lecito dirlo, scioglie tutte le difficoltà, ed invoca il Padre perché lo aiuti nella Demiurgia. E’ infatti raffigurato dal Teologo nell’atto di rivolgersi alla Notte: O Madre, somma Dea, Notte divina, come, dimmelo, come bisogna che io, intrepido, dia inizio alla vita degli Immortali? E dalla bocca della Notte ascolta queste parole: Con l’Etere immenso circonda il Tutto e, nel mezzo, il Cielo [dentro la Terra infinita, dentro il Mare e, dentro, tutte le costellazioni che fanno al Cielo una corona] e dopo ciò viene istruito sulla Demiurgia complessiva del Tutto.”(in Tim. II 1. La preghiera). La pagina contiene anche rimandi atenaici, come si diceva in precedenza, poiché Atena è sempre strettamente congiunta al Padre; la presenza della Luna piena poiché nella Luna piena si onorano le tre Fanciulle e spesso poi cade il 15 del mese, giorno sacro alla Dea; le tre civette poiché sono il Suo animale sacro per eccellenza e in numero di tre perché Atena è Tritogenia e strettamente legata a questo numero (cf. Calendario religioso). La pagina di destra è invece solare e celeste, per indicare questi due regni visibili di Zeus ma anche per rimandare appunto alla simpatia universale; inoltre, gli uccelli sono sette, numero apollineo ed atenaico, mentre i raggi del Sole sono sei, ad indicare il numero di Artemide; per finire, i raggi sono campanelle, a veicolare l’idea della ‘musica apollinea’ e del Sole come Musico e della danza cosmica.
Terza e quarta pagina sono poi dedicate a Poseidone, mare profondo e riva del mare.
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Gli elementi su entrambe le pagine sono in numero di otto poiché “Poseidone protettore rappresenta l’ogdoade” (Stob. Peri Pyth. 1.20). Nella pagina a destra, inoltre, sono disposti a coppie poiché anche la diade appartiene a Poseidone – in più, appartiene anche alle divinità ctonie, quindi si può considerare una sorta di introduzione alle pagine dedicate a Plutone; con lo stesso intento si trova anche il Sole al tramonto, poiché l’occidente appartiene a Plutone (cf. epiteti). Inoltre, come mi ha rivelato l’amministratore del blog/pagina “amentetneferet“, il Sole rappresentato in quel modo è anche un simbolo di Osiride!
Arriviamo così alle ultime due pagine dedicate a Plutone, ossia alla Terra – aspetto ctonio.
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Sulla pagina a sinistra, una diade di serpenti, Agathodaimon e Zeus Meilichios – il simbolismo del serpente sull’albero è senz’altro ‘nostro’, tradizionale, ma mi è sembrato simpatico anche rendere il messaggio: “gli atei rifuggono dalla conoscenza, noi al contrario la desideriamo ardentemente e siamo devoti al Dio che la concede!” – e le mele sono 9 sia a simboleggiare il legame fra le Muse, la conoscenza ed i misteri, sia perché è un numero sacro alla Madre degli Dei. L’ultima pagina è decisamente ‘eleusina’, poiché al centro figura il ben noto fiore che si trova davanti al Ploutonion, il papavero perché è sacro a Demetra, e le tre spighe per simboleggiare la Triade Eleusina e la Triade generatrice di Vita; la spiga vera e propria, beh, viene proprio dal Telesterion e in quanto a sensazione tattile è splendida; i due raggi di Sole poiché “Demetra Eleusinia è la Diade”

Spero che i Lettori abbiano accolto con piacere questo piccolo esperimento – i vostri commenti e consigli saranno assai benvenuti! Vi terrò aggiornati sugli sviluppi!

 

Calendario Religioso, Mounychion – Μουνυχιών

X Mese del Calendario, IV anno della 698° Olimpiade –  sacro ad Artemide. Μουνυχιών- “il decimo mese dell’anno ad Atene. Essi usavano sacrificare ad Artemide Mounychia durante questo mese.” (Suda s.v.)

[Festa di Eros en Kepois, Delphinia, Mounychia, Olympia Athenon]

In una data non specificata (forse nel giorno sacro al Dio, in cui ricorrono anche le Delphinia) del calendario della Tetrapoli di Maratona, è previsto il sacrificio di una capra adulta ad Apollo Nymphagetes (IG II2 1358, col. I, 44-45) Anche a Torico è previsto il sacrificio di una capra adulta, però ad Apollo Pythios e una a Leto (SEG 33 147, A, 41, 44). In un’altra data non specificata del mese, è previsto il sacrificio biennale di una pecora adulta a Maia, secondo il calendario dei Salaminioi a Porthmos (Hesperia 7, 1938, p. 1, no. 1, 85-86)

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Calendario Religioso dell’Attica – Mounychion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del I Aprile, IV Quarto giorno- Τετρὰς Ἱσταμένου
Festival di Eros en Kepois
Sacrificio agli Heracleidai (Erchia)

– Dal tramonto del 3 Aprile, VI giorno – Ἓκτη Ἱσταμένου
Delphinia, in onore di Apollo Delphinios e Artemide Delphinia- processione al Delphinium;
Giorno in cui Teseo salpò per Creta.
Riunione dei Soteriastai (Artemide Soteira)

– Dal tramonto dell’11 Aprile, XIV giorno – Τετάρτη Μεσοῦντος
Luna Piena

– Dal tramonto del 13 Aprile, XVI giorno – Ἕκτη Μεσοῦντος
Mounychia, in onore di Artemis Mounychia- offerta degli amphiphontes e libagioni; sacrificio da parte degli efebi.
Battaglia di Salamina.

– Dal tramonto del 14 Aprile, XVII giorno – Ἑβδόμη Μεσοῦντος
Riunione dei Thiasotai.
Anniversario della morte di Proclo.

– Dal tramonto del 15 Aprile, XVIII giorno – Ὀγδόη Μεσοῦντος
Sacrificio ad Eurysakes (calendario dei Salaminioi)

– Dal tramonto del 16 Aprile, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Olympia Athenon- festival in onore di Zeus Olympios- processione dei cavalieri in onore di Zeus; anthippasia; agoni ginnici.

– Dal tramonto del 17 Aprile, XX giorno – Εἰκὰς
Sacrificio a Leucaspis (Erchia).

– Dal tramonto del 18 Aprile, XXI giorno – Μετεικὰς
Sacrificio ai Tritopatores (Erchia)

– Dal tramonto del 26 Aprile, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

  ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

Epiteti e titoli di Plutone – III parte [Ζειροφόρος – Νύχιος]

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EPITETI E TITOLI DI PLUTONE [LINK DOCUMENTO PDF ONLINE]

“il nome Haides è così lontano da derivare da ἀειδές, ‘l’invisibile’, ma è ben più probabile che, da εἰδέναι, dal ‘sapere’ Lui ogni cosa bella, dal legislatore fu chiamato Haides.” (Platone, Cratilo 403a-404b)

– Ζειροφόρος
– Ζεὺς ἄλλος – Ζεὺς χθόνιος – καταχθόνιος
– Ζοφερός
– Ἡγεσίλαος – Ἡγησίλεως
– Θανάσιμος
– Ἱερώτατος
– Ἵφθιμος
– Καταιβάτης
– Καταχθόνιος
– Κελαινότατος
– Κηδεμών
– Κλειδοῦχος
– Κλύμενος
– Κλυτόπωλος
– Κοινός
– Κοίρανος
– Κρατερός
– Κρονίδης
– Κρυερὸς
– Κρυόεις
– Κυάνεος
– Κυανοχαίτης
– Κύριος
– Λυγρός
– Λυσιμελὴς
– Μάκαρ
– Μεγας
– Μελαγχαίτας
– Μελανείμων
– Μέλας
– Μυκάμων
– Ναίων
– Νεκροδέγμων
– Νέρτερος
– Νηλειὴς
– Νικῶν πάντα
– Νυμφίος
– Νύχιος

Calendario Religioso – Elaphebolion – Ἐλαφηβολιών

IX Mese del Calendario, IV anno della 698° Olimpiade –  sacro ad Artemide ‘Cacciatrice di cervi’

[Elaphebolia, Dionysia en astei, Pandia, (Galaxia – Equinozio)]

In una data non specificata del mese, è previsto il sacrificio di una giovenca ad Eracle, a Thorikos (SEG 33 147, A, 37). Sempre a Thorikos e sempre in una data non specificata è previsto il sacrificio di un agnello a Zeus (SEG 33 147, A, 37, 40)

Nel 304 aev vennero stabiliti sacrifici ad Atena Poliade, a Nike, a Soteria e all’Agathe Tyche durante il mese di Elaphebolion (Attica (IG I-III) 16 114[2]) per la salvezza dei combattenti.

ΥΠΕΡ ΑΘΗΝΑΣ
ΥΠΕΡ ΝΙΚΗΣ
ΥΠΕΡ ΣΩΤΗΡΙΑΣ
ΥΠΕΡ ΑΓΑΘΗΣ ΤΥΧΗΣ

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Calendario Religioso dell’Attica – Elaphebolion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 4 Marzo, VI giorno – Ἓκτη Ἱσταμένου
Elaphebolia- sacrificio in onore di Artemide Elaphebolos; preparazione della torta elaphos.

– Dal tramonto del 6 Marzo, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Giorno sacro ad Asclepio – canto del Peana e sacrificio nel Santuario;
Ta Megala Dionysia – Dionysia en astei – Proagon;
Riunione degli Iobakkhoi.

– Dal tramonto del 7 Marzo, IX giorno – Ἑνάτη Ἱσταμένου
Ta Megala Dionysia – Dionysia en astei – Eisagôgê, processione serale dal Tempio di Dioniso Eleuthereos fino all’Accademia; sacrificio degli efebi e inni al Dio dell’eschara; Eisagôgê apo tês Eskharas – processione notturna, ritorno di Dioniso al tempio sotto l’Acropoli.

– Dal tramonto dell’8 Marzo, X giorno – Δεκάτη Ἱσταμένου
Ta Megala Dionysia – Dionysia en astei – Pompè, grande processione, vero inizio delle Dionysia cittadine; grandi sacrifici, sacrificio del toro; Dioniso nel teatro; komos.
sacrifici e libagione a Dioniso dagli Iobakkhoi.
Sacrificio a Gaia (Tetrapoli di Maratona)
Fine della tregua sacra per i Piccoli Misteri.

– Dal tramonto del 9 Marzo, XI giorno – Ἑνδεκάτη
Ta Megala Dionysia – Dionysia en astei – Agoni ditirambici; komos.

– Dal tramonto del 10 Marzo, XII giorno- Δωδεκάτη
Ta Megala Dionysia – Dionysia en astei – Agoni comici.

– Dal tramonto dell’11 Marzo, XIII giorno – Τρίτη Μεσοῦντος
Ta Megala Dionysia – Dionysia en astei – Agoni tragici.

– Dal tramonto del 12 Marzo, XIV giorno – Τετάρτη Μεσοῦντος
Luna Piena.
Ta Megala Dionysia – Dionysia en astei – Agoni tragici.
Pandia, in onore di Zeus e/o di Selene e/o Pandion (con la Luna Piena)

– Dal tramonto del 13 Marzo, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Sacrificio privato a Kronos

– Dal tramonto del 14 Marzo, XVI giorno – Ἕκτη Μεσοῦντος
Onori a Semele e Dioniso (Erchia e Torico)
Assemblea circa le Dionisie cittadine.

– Dal tramonto del 20 Marzo, XXII giorno – Ἐνάτη Φθίνοντος
Equinozio di Primavera.
Galaxia, in onore della Madre degli Dei.

– Dal tramonto del 28 Marzo, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

                                        ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

Calendario Religioso – Anthesterion – Ἀνθεστηριών

VIII Mese del Calendario, IV Anno della 698° Olimpiade  – sacro a Dioniso – “in questo mese inizia la fioritura e alle Anthesteria si offrono fiori.”

[Anthesteria, En Agrais Mysteria, Diasia, Chloeia]

Ottavo mese dell’anno. Sacro a Dioniso. Il nome deriva dal fatto che “in questo mese inizia la fioritura e alle Anthesteria si offrono fiori.” Come del resto conferma anche Arpocrazione: “Anthesterion: questo ad Atene è l’ottavo mese, sacro a Dioniso. Istro nei libri della Raccolta dice che si chiamava in questo modo perché in quel periodo fiorisce la maggior parte dei frutti della terra.”, e i lessicografi ricordano in particolare la fioritura dell’uva. (Et. Mag. e Harp. s.v.; Bekker Anecd. I, pp. 208, 403; Suda s.v.). Da notare che ‘Anthesteriades’ si diceva anche delle fanciulle in età da marito, dunque vicine allo ‘sbocciare’. (Hesych. s.v. Anthesteriades)

E una volta che, dopo il Solstizio, sessanta invernali giorni Zeus abbia compiuto, allora la stella di Arturo, lasciata la sacra corrente dell’Oceano, risplendente di luce si leva al crepuscolo. Al suo seguito, la rondine figlia di Pandione, che geme acutamente, si lancia verso la luce della primavera che nuovamente nasce per gli umani; prima che appaia pota le viti, perché è il momento buono.” (Esiodo, Erga 565-570) “Sessanta giorni dopo il Solstizio d’inverno, quando il Sole è nei Pesci, allora Arturo che è parallelo alla Vergine, al tramonto del Sole si leva in diagonale.” “In questi versi ricorda il tempo della potatura della vite- chiamano ‘oinàdes’ le viti- ormai apparsa la primavera, dopo la levata serale di Arturo e la comparsa della rondine.”

Il canto della rondine: la sua voce non è una lamentazione; è invece un canto compiacente ed esortativo alle opere. Per questa ragione durante l’inverno, né vola né canta.” (Suda s.v. Χελιδόνιον μέλος) – “è chiaro il detto, è l’inizio della primavera: sembra infatti che insieme alla primavera si mostri anche la rondine.” (cf. Arist. Cav. 419 e schol. Arist. Pace 800; Simonide, 90.1.1; Lucret. I.11; cf. V.735)

In una data non precisata del mese (probabilmente in occasione delle Chloeia), il calendario della Tetrapoli di Maratona prevede un sacrificio biennale di una scrofa a Demetra Eleusinia, e di una a Demetra Chloe da parte del demarco (IG II2 1358, col. II, 48-49)

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Calendario Religioso dell’Attica – Anthesterion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 30 Gennaio, II giorno- Δευτέρα Ἱσταμένου
Sacrificio di un giovane capro a Dioniso (Erchia)

– Dal tramonto del 31 Gennaio, III giorno – Τρίτη Ἱσταμένου – Τριτομηνίς
Incontro dei Thiasotai di Bendis a Salamina.

– Dal tramonto dell’8 Febbraio, XI giorno – Ἑνδεκάτη
Anthesteria- Pithoigia, ‘apertura delle botti’- il vino nuovo viene portato in Città; mercato del vino nuovo; apertura delle botti al tempio di Dioniso en limnais; simposio pubblico.

– Dal tramonto del 9 Febbraio, XII giorno- Δωδεκάτη
Anthesteria- Khoes, ‘boccali’, miarà hemera, giorno impuro, chiusura di tutti i templi- azioni rituali al mattino; banchetti pubblici- gara di bevute; processione per l’arrivo in città di Dioniso- komos; ritorno al tempio e atti rituali.
Sacrificio a Dioniso (Torico)

– Dal tramonto del 10 Febbraio, XIII giorno – Τρίτη Μεσοῦντος
Anthesteria- Khytroi, ‘pentole’- processione notturna dal Limnaion al Boukolion- nozze sacre; preparazione della panspermia per Hermes Chthonios e Dioniso; ‘chytrinoi agones’, danze corali, Aiora/Aletis.
Hydrophoria

– Dal tramonto dell’11 Febbraio, XIV giorno – Τετάρτη Μεσοῦντος
Luna Piena

– Dal tramonto del 17 Gennaio, XX giorno – Εἰκοστή/ Εἰκὰς al 23 Febbraio, XXVI giorno – Πέμπτη Φθίνοντος
En Agrais Mysteria.

– Dal tramonto del 20 Febbraio, XXIII giorno –  Ὀγδόη Φθίνοντος
Diasia, sacrifici in onore di Zeus Meilichios (previsto ad Agrai anche nel cal. di Erchia)- apophras hemera, giorno ‘impuro’

– Dal tramonto del 26 Febbraio, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

Rivista Hellenismo – XXXVIII

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Trentottesimo numero della rivista online ‘Hellenismo’

Link documento pdf

 

INDICE

Chaos, Giano e … esempio di dialogo fra le Tradizioni
Epiteti di Iside – cenni [con un approfondimento sul termine ‘divinità’ nei geroglifici]
Imagines Deorum: Hades-Aita-Pluto
Epiteti e Titoli di Plutone (Ἀγησίλαος – Ζαγρεύς)
Il diadema imperiale di Artemide. Efeso in età romana

Hellenismo, Quaderno di Studi, III Volume: una breve presentazione

Calendario Religioso – Gamelion – Γαμηλιών

VII Mese del Calendario, IV anno della 698° Olimpiade –  sacro a Hera (Gamelia) e Dioniso (Lenaia)

[Gamelia – Lenaia]

Il mese attico di Gamelion, dedicato alle nozze, cui presiede Hera nuziale (Γαμηλία)” è il settimo mese del calendario e cade sempre in pieno inverno, essendo il mese che sempre segue il Solstizio Invernale- per questo è anche il primo mese del calendario solare, quello secondo cui si contano gli anni. Infatti, a proposito delle nozze, ricorda Aristotele nella Politica: “la stagione dell’anno deve essere presa in considerazione; secondo la nostra usanza attuale, le persone generalmente limitano i matrimoni alla stagione invernale, e a ragione. I precetti dei fisici e dei filosofi naturali a proposito della generazione devono essere studiati dagli stessi genitori.” La stagione invernale è sempre stata riconosciuta, fin dall’età omerica, come il periodo dell’anno in cui è più opportuno celebrare i matrimoni, infatti “il Dio ha concesso un buon matrimonio nella stagione invernale.”

Il mese prende il proprio nome dal fatto che in esso si celebrano i matrimoni ed è appunto sacro a Hera, e in questo mese “gli Ateniesi celebrano una festa che chiamano nozze sacre di Zeus ed Hera.”

La data precisa di questa festa rimane da stabilire: il calendario di Torico dice semplicemente: “nel mese di Gamelion, per Hera, per lo Hieros Gamos..”

Certo è che i matrimoni devono cadere lontani dalla Luna Piena, e che il primo giorno del mese dei matrimoni è una data assai indicata, infatti: “gli Ateniesi sceglievano per i matrimoni i giorni verso la congiunzione e compivano allora le Theogamia, pensando conformemente a natura che quello fosse il primo matrimonio, trovandosi la Luna in congiunzione con il Sole.” Lo conferma anche un passo delle Supplici di Euripide, in cui si allude chiaramente alla congiunzione di Sole e Luna, e quindi all’inizio del nuovo mese: “Quale luce, quale radianza il carro del Dio del Sole fa risplendere, e la Luna sopra il cielo, dove essi corrono attraverso la tenebra, nel giorno in cui la città di Argo ha levato il suo canto di gioia al mio matrimonio.” Non è secondario ricordare che uno scolio a Teocrito ci informa che gli uomini innamorati rivolgevano le loro preghiere al Sole, le donne alla Luna.

C’è anche un passo in Ateneo che ci informa che “egli si stava recando a celebrare un Matrimonio Sacro nella sua casa il ventinove del mese (Δευτέρα μετ’εἰκάδα) nella speranza di poter essere invitato al banchetto del quarto del mese (il banchetto dei Tetradistai in onore di Aphrodite) in casa di altre persone; perché diceva che i segni della Dea erano sempre tutti favorevoli.”

Bisogna però anche ricordare che il 27 del mese, il calendario di Erchia prevede sacrifici alla Kourotrophos, a Poseidone, a Hera Teleia e Zeus Teleios, tutti sull’altare di Hera ad Erchia. (Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios, e di una pecora adulta (M) Poseidone)

I calendari dei demi, le citazioni e frammenti di calendari privati fanno pensare che questa festa fosse celebrata sia pubblicamente sia privatamente; pubblicamente, in quanto tutta la polis onora le nozze sacre degli Dei, ma anche privatamente, in quanto per tutte le coppie sposate cadeva in questo periodo l’anniversario del matrimonio- quale miglior modo per celebrare se non onorando le divinità che hanno reso possibile un tale legame?

Si può quindi ipotizzare che siano due le date principali, l’inizio del mese di Gamelion e quindi il ventisettesimo giorno- e questo vale anche per la celebrazione dei matrimoni dei mortali, dal momento che, come abbiamo visto, da quello degli Dei proviene quello degli uomini.

Hera infatti è celebrata come Teleia e Zygia, Colei che presiede alle unioni: “a Lei infatti sacrificano le fanciulle durante i sacrifici che precedono il matrimonio (proteleia), e ad Artemide e alle Moire.” Dunque Zeus Teleios ed Hera Teleia presiedono alle nozze: “Hera Teleia e Zeus Teleios usavano essere onorati durante i matrimoni, essendo i guardiani delle nozze. Il matrimonio è il ‘telos’ (fine, rito..). Quindi il sacrificio che si celebra prima del matrimonio è detto proteleia (che precede il rito matrimoniale). Da notare che la perfezione (teleiotes) che naturalmente spetta all’uomo è di due generi: la cognitiva, che chiamiamo conoscenza, e l’appetitiva, che chiamiamo virtù.”

Che la funzione specifica di Hera Teleia sia quella di presiedere alle nozze è chiaro, perché “Hera Teleia, sposa del letto nuziale di Zeus” è causa delle generazioni (e degli inizi, ed è per questo che il primo mese solare è quello in cui si celebrano i matrimoni). Così canta il coro delle Tesmophore nella commedia di Aristofane: “Leviamo un inno ad Hera Teleia come è appropriato; Ella si diletta del coro e custodisce le chiavi del matrimonio.” Infatti, fra i Thesmoi di Demetra rientra anche l’unione matrimoniale che porta perfezione e compimento nella vita umana; Demetra ed Hera inoltre, discendendo dalla monade di Rhea, appartengono entrambe alla serie delle Dee generatrici di vita.

Inoltre, ad Aphrodite spettano la supervisione delle fanciulle, gli anni in cui si maritano, e tutte le cose che sono relative alle nozze- nell’Orestea viene invocata a fianco di Zeus Teleios ed Hera Teleia, come protettrice del matrimonio- “e tuttavia, tutti gli uomini fanno i primi sacrifici a Zeus Teleios ed Hera Teleia, perché Essi sono coloro che hanno dato origine e scoperto tutte le cose.” Infatti, tutte le cose che Zeus genera in modo paterno, sono generate da Hera, “vivificante fonte di tutte le cose, madre dei poteri prolifici”, in modo materno, in quanto Ella, in ciascuna triade, ha sempre il ruolo mediano, quello che Proclo definisce ‘fontale’, quello della generazione e prolificazione (delle anime ed intellettiva); per questo il Poeta narra il mito secondo cui Hera domanda la magica cintura ad Aphrodite: l’unione con Zeus rappresenta il processo demiurgico di creazione, cui Hera deve impartire la Bellezza di Aphrodite.

Ovviamente, sono questi Dei a presiedere alle nozze, in quanto hanno stabilito le Theogamia, Nozze Sacre: “così si compì anche il sacro matrimonio (ἱερὸς γάμος) degli Dei immortali, sovrani dell’Olimpo, che generò la Sovrana Rhea: perché un unico letto in cui possano dormire Zeus ed Hera prepara la vergine Iris, che purifica le Sue mani con la mirra.” Che Hera e Zeus siano sposati e siano fratello e sorella dev’essere interpretato in maniera allegorica, come sostiene, fra gli altri, Plutarco: “Hera viene intesa come l’aria che è una sostanza umida; perciò dice anche ‘ed Hera stese aria densa dinnanzi’; Zeus invece è l’etere, vale a dire la sostanza infuocata e calda ‘Zeus ebbe in sorte il vasto cielo nell’etere’. Furono dunque considerati fratelli a motivo della loro contiguità e somiglianza…come conviventi e condivisori del talamo nuziale, perché dalla loro congiunzione nascono tutte le cose.”

In Atene dunque, si celebrano nello stesso mese sia lo Hieros Gamos dei Sovrani degli Dei sia i matrimoni dei mortali, che portano a compimento, alla perfezione (telos) grazie alle potenze di queste due divinità. Un accenno al rituale annuale delle Theogamia in Creta si trova in Diodoro Siculo: “gli uomini dicono anche che il matrimonio di Zeus ed Hera ebbe luogo nei pressi di Cnosso, in un luogo vicino al fiume Therenos, dove ora c’è un Tempio in cui i nativi del luogo annualmente offrono sacrifici e imitano la cerimonia del matrimonio, nel modo in cui la tradizione narra che si compì in origine.”

Tutto ciò che Omero dice dell’unione di Zeus ed Hera è affermato in modo teologico, ossia simbolicamente e misticamente.”

La vide Zeus che raduna le nubi, e quando La vide, la passione invase il Suo animo saggio, come quando la prima volta si unirono nell’amore…a Lei così disse Zeus che raduna le nubi: “Hera, non devi avere timore che ci veda qualcuno degli Dei o degli uomini: verserò intorno una nube dorata, e non potrà vederci neppure il Sole, che fra tutti ha la luce più penetrante.” Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa, e sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto, che Li separava dal suolo.”

Questo passo dell’Iliade, la celebre e bellissima scena sul monte Ida, era uno di quelli che, secondo Platone, non dovevano essere noti ai più, in quanto non ne comprendevano la simbologia e rischiavano così di attribuire agli Dei caratteristiche umane. Una spiegazione, a parte quelle indagate poco sopra, è che questa scena rappresenti la Primavera- possiamo dire che si tratta dell’interpretazione più semplice, più ‘naturalistica’, che ovviamente rimanda alle realtà superiori per analogia: “Omero ha mescolato quest’aria (Hera) all’etere. Per questo Zeus si trova sulla vetta più alta della montagna..qui l’aria, mescolata con l’etere, si confonde con esso in un’unica sostanza. Icasticamente dunque Omero ha detto “Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa”. L’etere infatti circonda tutt’attorno e abbraccia l’aria che si estende al di sotto di esso. E ha mostrato che il risultato della loro unione e mescolanza è la stagione primaverile “sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto..”

La spiegazione naturalistica, e il riferimento al “Creatore della stagione primaverile che sparse questa nube attorno alla cima dell’Ida”, rimandano alla spiegazione più segreta…

Quello che si può dire è che in Argo quanto riguardava le nozze di Hera e Zeus era parte di ‘iniziazioni indicibili’ e, allo stesso modo, quanto riguardava il matrimonio nella Tradizione veniva classificato, anche dagli autori più tardi come ‘mysteria‘: “Τέλος ὁ Γάμος”…e “potrai trovarli nei Discorsi Mistici e nei Matrimoni Sacri, di cui parlano le dottrine segrete.”

Proclo, nel commento al Parmenide, riferisce che, quando i Teologici parlano di ‘nozze sacre’, si stanno riferendo alla koinonia (unione, comunanza) degli Dei attraverso le coppie divine: “i Teologi hanno preso in considerazione questa comunanza degli Dei nelle divinità coordinate fra di loro (di pari livello), e l’hanno chiamata nozze di Zeus ed Hera, di Cielo e Terra …ed è necessario comprendere la peculiarità di ciascuna, e trasferire una comunanza di tale specie dagli Dei alle Idee l’una con l’altra.” Non è certo un caso il fatto che menzioni le nozze di Zeus ed Hera e subito dopo quelle di Urano e Gaia; infatti, questo matrimonio fa parte dei Misteri, e, anche nel commento al Timeo, Proclo associa la celebrazione dello Hieros Gamos ai Misteri e alla mistica frase rivolta a Cielo e Terra durante le Plemochoai, quello che Ippolito definisce come “il grande mistero nascosto dei Misteri Eleusini” Forse per questo motivo anche la Kourotrophos e Poseidone figurano fra gli Dei cui sono resi onori durante i sacrifici del ventisette a Zeus Teleios ed Hera Teleia; da non dimenticare infine che, esattamente nove mesi dopo le nozze sacre- e i matrimoni dei mortali- ricorreva in Pyanepsion, il terzo giorno delle Thesmophoria, la festa di Kalligeneia, ‘la bella nascita’.

(Schol. Il. XVIII 491. 1156; Bekk. Anecd. 228, 26; Arist. Met. 1.6, 535d; Theophr. Hist. Pl. 7.1, 2; Phot. s.v. hieròn gamon; Suda s.v. Teleia, Proteleia; Hesych. s.v. Domos hemitelés; schol. Pind. Nem. 10.31; Olymp. 6, 149; schol Arist. Thesm. 982; Arist. Politica, 7.16, 23; Theocr. Id. 17; Diod. Sic. 5.72.4; Iliade, XIV, 340; schol. Esiodo, Erga 782; Athen. Deipn. VI, 42; Proclo in Parm. II 779, in Tim. I 46-49, 79, III 190, in Polit., p. 388; Eur. Suppl. 990; SEG 26 136 L. 32; schol. Theocr.2 .10; SEG 21 541, 27, 33-42; Paus. 8. 22. 2; Er. Gramm. Quest. Om. 39; Plut. Quest. Om. 96)

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Calendario Religioso dell’Attica – Gamelion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del I Gennaio, III giorno – Τρίτη Ἱσταμένου – Τριτομηνίς
Onori a Hera.

– Dal tramonto del 5 Gennaio, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Sacrifici alla Kourotrophos (giovane maiale), ad Apollo Delphinios (una pecora adulta) e ad Apollo Lykeios (una pecora adulta)

– Dal tramonto del 6 Gennaio, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Apollo Apotropaios (un capro adulto), Apollo Nymphegetes (un capro adulto), e alle Ninfe

– Dal tramonto del 7 Gennaio, IX giorno – Ἑνάτη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Atena: ΗΡΟΣΟΥΡΙΟΙΣ, per i venti favorevoli (Erchia). Sacrificio ad Atena di un’agnella sull’altare maggiore del Partenone

– Dal tramonto dell’ 8 Gennaio, X giorno – Δεκάτη Ἱσταμένου
Sacrifici di una scrofa a Demetra e di un maiale adulto a Kore, e di un maialino a Zeus Boulaios

– Dal tramonto del 10 Gennaio, XII giorno- Δωδεκάτη, al 17 Gennaio, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Lenaia- Dionysia ta epi Lênaiôi- processioni, sacrifici, rappresentazioni teatrali.

– Dal tramonto del 12 Gennaio, XIV giorno – Τετάρτη Μεσοῦντος
Luna Piena

– Dal tramonto del 13 Gennaio, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Inizio della Tregua Sacra per i Misteri di Agrai.

– Dal tramonto del 17 Gennaio, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Porre l’edera sulle statue di Dioniso.

– Dal tramonto del 25 Gennaio, XXVII giorno- Τετρὰς Φθίνοντος
Theogamia-Gamelia – Riti Matrimoniali.
Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios (sull’altare di Hera) e di una pecora adulta (M) Poseidone

– Dal tramonto del 28 Gennaio, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ