Calendario Religioso, Ποσειδεών α’ – Poseideon I

VI Mese del Calendario, I anno della 699° Olimpiade – sacro a Poseidone (Posideia)

E’ il sesto mese del calendario Attico e ha questo nome in quanto è sacro a Poseidone. (Harp. e Phot. s.v. Ποσειδεών; Anecd. Bekker 279.16) E’ importante notare che, mentre tutti gli altri mesi traggono il nome o da una festa o da una qualche caratteristica particolare del mese, quest’unico prende il nome dal Dio direttamente. Secondo i calendari dell’età omerica e di Solone, il primo mese è quello dedicato alle nozze (Gamelion, il mese che segue sempre il Solstizio Invernale) mentre l’ultimo è quello dedicato a Poseidone, ossia Poseideon; infatti “Poseidone è la causa del mare, poiché è la causa dell’essere bevibile (poseos) per i fiumi e per tutte le altre acque, le quali scorrono versate dal mare, da cui sia le piogge, sia i fiumi traggono origine. Per questo gli abitanti dell’Attica chiamano il mese del Solstizio Invernale Poseideon.” (Eusth. schol. Il. XV 188; 1012.40)
Nelle Anacreonteia (337) troviamo che il mese di Ποσιδηϊὼν è il periodo delle piogge e del freddo intenso. Inoltre “la prima deposizione delle uova ha luogo in Poseideon, prima del Solstizio, l’ultima in Primavera.” secondo la testimonianza di Aristotele.
Teodoro, nel De mensibus, dà al martin pescatore, o alcione, il nome ‘Poseideonίs’ perché genera i suoi piccoli nel mese sacro a Poseidone: la bellissima storia di Alcione e Ceice, del loro amore e successiva trasformazione in uccelli è ben nota e narrata da diversi autori antichi. La coppia di uccelli, il cui amore rimane a simbolo della grazia degli Dei- infatti gli alcioni formano una sola coppia per la vita, come narra Ovidio- si unisce in questo periodo e la femmina crea il nido e deposita le uova, sulla spiaggia vicino al mare, proprio nei sette giorni precedenti e seguenti il Solstizio d’inverno. In questi quattordici giorni, non si verificano mai tempeste e il padre di Alcione, Eolo, “imprigiona i venti nella loro caverna, e assicura un mare calmo per la sua progenie.” I primi sette giorni sono dedicati alla cova delle uova, mentre gli altri sette al rafforzamento dei piccoli, finchè non saranno in grado di volare da soli. Questi sono i celebri ‘giorni alcionii’, caratterizzati dalla bonaccia e dall’assenza di tempeste garantite dalla compassione e benevolenza di Zeus che “porta calma per quattordici giorni, e gli abitanti della terra lo definiscono periodo in cui il vento è dimenticato, la sacra stagione dell’allevamento dell’alcione dai molti colori”. ‘Giorni alcionii’ è diventata una frase proverbiale per indicare un periodo di quiete ed inaspettata fortuna, proprio come i giorni senza tempeste nel pieno della stagione invernale: “giorni senza vento e con il mare calmo sono detti Alkyonides”. Da non dimenticare inoltre che Alcione è anche il nome di una delle Pleiadi (unitasi appunto a Poseidone) e la costellazione delle Pleiadi risplende nel cielo proprio nella notte del Solstizio Invernale; inoltre l’alcione è un uccello difficile da scorgere e, stando alla testimonianza di Plinio, è osservabile durante i Solstizi “e poi scompare immediatamente”. (Ovidio, Metam. XI, 410; Es. Cat. fr.15; Apollod. I, 7; Igino, Fab. 65; Virg. Georg. I, 399; Schol. Il. T 562; Hesych. s.v. Ἁλκυονίδαι ἡμέραι; Simonide PMG 508 Page; Arist. Hist. An. 542b4-24; Suda s.v. Ἀλκυονίδες ἡμέραι; Plin. Nat. 2.47, 10.47)

 

Inoltre “in questo mese le cause giudiziarie più importanti riguardanti le cose più grandi usavano essere dibattute.” Suda e Arpocrazione (s.v. Διαμεμετρημένη ἡμέρα) affermano che: “E’ un certo ammontare di acqua che scorre a intervalli misurati in un giorno; si usava misurarla nel mese Poseideon, in modo che, naturalmente, quelle cause giudiziarie più importanti e che riguardavano le cose di maggior valore si usavano tenere in questo mese. L’acqua era divisa in tre parti, una per il querelante, una per la difesa, e una per la giuria.” Anche Eschine (3.197) parla di Διαμεμετρημένη ἡμέρα, riferendosi al tempo misurato con la clessidra ad acqua per gli oratori nei tribunali.(cf. Aristotele, Ath.Pol. 67.3-4)

Dal calendario della Tetrapoli di Maratona, in una data non specificata del mese, è previsto un sacrificio di un bue (l’offerta più costosa dell’intero calendario: 150 dracme) e di una pecora ad una divinità maschile il cui nome è perso, alle Heroine una pecora, e a Gaia ‘nei campi’ una mucca gravida- dato il mese e le altre divinità implicate nel sacrificio, il Dio potrebbe essere Poseidone. (IG II2 1358)

[Plerosia, Posideia, Dionysia rurali, Haloa]

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Calendario Religioso dell’Attica – Poseideon [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 23 Novembre, V giorno – Πέμπτη Ἱσταμένου
Plerosia- festival a Myrrhinous, in onore di Zeus.

– Dal tramonto del 26 Novembre, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Posidea;
sacrificio privato a Poseidone.

– Dal tramonto del 3 Dicembre, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος/ Πέμπτη ἐπὶ δέκα / Πεντεκαιδεκάτη
Luna Piena
Kat’Agroùs Dionysia- Dionisie rurali (Theoinia?)- processione fallica, sacrifici, agoni e rappresentazioni teatrali.

– Dal tramonto del 4 Dicembre, XVI giorno – Ἕκτη Μεσοῦντος/ Ἕκτη ἐπὶ δέκα /Ἑκκαιδεκάτη
Kat’Agroùs Dionysia- Dionisie rurali- Askolia;
Sacrificio di un maiale a Zeus Horios e Atena Horia, e Zeus Petreus (Erchia; SEG 21 541, col. E, 23, 29-31).
Questa stessa data è fissata nel calendario eleusino per le deliberazioni a proposito dei confini, horoi, dell’orgas eleusina. cf. LSCG 32)

– Dal tramonto del 7 Dicembre, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος/ Ἐνάτη ἐπὶ δέκα / Ἐννεακαιδεκάτη
Sacrificio privato agli Anemoi (Venti);
Riunione περὶ Διονυσίων a Myrrhinos.

– Dal tramonto del 14 Dicembre, XXVI giorno – Πέμπτη Φθίνοντος/ Πέμπτη μετ’εἰκάδας
Haloa, in onore di Demetra e Dionysos; processione da Atene ad Eleusi, pannychis, ‘feste dell’aia’, Mysteria di Demetra, Kore e Dioniso, banchetto;
onori a Poseidone Patêr, Prosbatêrios (‘degli avvicinamenti’) e Themeliouchos (‘detentore delle fondamenta) e Persephone.

– Dal tramonto del 18 Dicembre, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Banchetto di Hekate

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

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Calendario Religioso – Poseideon – Ποσειδεών

VI Mese del Calendario, IV anno della 698° Olimpiade  – sacro a Poseidone (Posideia) – mese del Solstizio Invernale.

[Plerosia, Posideia, Dionysia rurali, Haloa]

E’ il sesto mese del calendario Attico e ha questo nome in quanto è sacro a Poseidone. (Harp. e Phot. s.v. Ποσειδεών; Anecd. Bekker 279.16) E’ importante notare che, mentre tutti gli altri mesi traggono il nome o da una festa o da una qualche caratteristica particolare del mese, quest’unico prende il nome dal Dio direttamente. Secondo i calendari dell’età omerica e di Solone, il primo mese è quello dedicato alle nozze (Gamelion, il mese che segue sempre il Solstizio Invernale) mentre l’ultimo è quello dedicato a Poseidone, ossia Poseideon; infatti “Poseidone è la causa del mare, poiché è la causa dell’essere bevibile (poseos) per i fiumi e per tutte le altre acque, le quali scorrono versate dal mare, da cui sia le piogge, sia i fiumi traggono origine. Per questo gli abitanti dell’Attica chiamano il mese del Solstizio Invernale Poseideon.” (Eusth. schol. Il. XV 188; 1012.40)

Nelle Anacreonteia (337) troviamo che il mese di Ποσιδηϊὼν è il periodo delle piogge e del freddo intenso. Inoltre “la prima deposizione delle uova ha luogo in Poseideon, prima del Solstizio, l’ultima in Primavera.” secondo la testimonianza di Aristotele.

Teodoro, nel De mensibus, dà al martin pescatore, o alcione, il nome ‘Poseideonίs’ perché genera i suoi piccoli nel mese sacro a Poseidone: la bellissima storia di Alcione e Ceice, del loro amore e successiva trasformazione in uccelli è ben nota e narrata da diversi autori antichi. La coppia di uccelli, il cui amore rimane a simbolo della grazia degli Dei- infatti gli alcioni formano una sola coppia per la vita, come narra Ovidio- si unisce in questo periodo e la femmina crea il nido e deposita le uova, sulla spiaggia vicino al mare, proprio nei sette giorni precedenti e seguenti il Solstizio d’inverno. In questi quattordici giorni, non si verificano mai tempeste e il padre di Alcione, Eolo, “imprigiona i venti nella loro caverna, e assicura un mare calmo per la sua progenie.” I primi sette giorni sono dedicati alla cova delle uova, mentre gli altri sette al rafforzamento dei piccoli, finchè non saranno in grado di volare da soli. Questi sono i celebri ‘giorni alcionii’, caratterizzati dalla bonaccia e dall’assenza di tempeste garantite dalla compassione e benevolenza di Zeus che “porta calma per quattordici giorni, e gli abitanti della terra lo definiscono periodo in cui il vento è dimenticato, la sacra stagione dell’allevamento dell’alcione dai molti colori”. ‘Giorni alcionii’ è diventata una frase proverbiale per indicare un periodo di quiete ed inaspettata fortuna, proprio come i giorni senza tempeste nel pieno della stagione invernale: “giorni senza vento e con il mare calmo sono detti Alkyonides”. Da non dimenticare inoltre che Alcione è anche il nome di una delle Pleiadi (unitasi appunto a Poseidone) e la costellazione delle Pleiadi risplende nel cielo proprio nella notte del Solstizio Invernale; inoltre l’alcione è un uccello difficile da scorgere e, stando alla testimonianza di Plinio, è osservabile durante i Solstizi “e poi scompare immediatamente”. (Ovidio, Metam. XI, 410; Es. Cat. fr.15; Apollod. I, 7; Igino, Fab. 65; Virg. Georg. I, 399; Schol. Il. T 562; Hesych. s.v. Ἁλκυονίδαι ἡμέραι; Simonide PMG 508 Page; Arist. Hist. An. 542b4-24; Suda s.v. Ἀλκυονίδες ἡμέραι; Plin. Nat. 2.47, 10.47)

Questo è anche il mese del Solstizio Invernale: “la stagione in cui Helios Re lasciando i limiti estremi delle regioni meridionali, fa ritorno di nuovo fra noi e fa la volta al Capricorno come fosse una meta, per dirigersi da mezzogiorno verso settentrione ed elargire a noi le sue annuali benedizioni…la solennità di Helios Invitto.” (Giuliano, Or. a Helios Re, 156) Ad ogni modo, in moltissimi Calendari tradizionali, il 25 Dicembre (ossia, tre giorni esatti dopo il Solstizio) è indicato dalla seguente ‘rubrica’: ΗΛΙΟΥ ΓΕΝΕΘΛΙΟΝ: ΑΥΞΕΙ ΦΟΣ (“nascita di Helios: la luce cresce” – un evidente caso di ‘appropriazione indebita’ da parte dei cristiani!)

Inoltre “in questo mese le cause giudiziarie più importanti riguardanti le cose più grandi usavano essere dibattute.” Suda e Arpocrazione (s.v. Διαμεμετρημένη ἡμέρα) affermano che: “E’ un certo ammontare di acqua che scorre a intervalli misurati in un giorno; si usava misurarla nel mese Poseideon, in modo che, naturalmente, quelle cause giudiziarie più importanti e che riguardavano le cose di maggior valore si usavano tenere in questo mese. L’acqua era divisa in tre parti, una per il querelante, una per la difesa, e una per la giuria.” Anche Eschine (3.197) parla di Διαμεμετρημένη ἡμέρα, riferendosi al tempo misurato con la clessidra ad acqua per gli oratori nei tribunali.(cf. Aristotele, Ath.Pol. 67.3-4)

Dal calendario della Tetrapoli di Maratona, in una data non specificata del mese, è previsto un sacrificio di un bue (l’offerta più costosa dell’intero calendario: 150 dracme) e di una pecora ad una divinità maschile il cui nome è perso, alle Heroine una pecora, e a Gaia ‘nei campi’ una mucca gravida- dato il mese e le altre divinità implicate nel sacrificio, il Dio potrebbe essere Poseidone. (IG II2 1358)

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Calendario Religioso dell’Attica – Poseideon [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 4 Dicembre, V giorno – Πέμπτη Ἱσταμένου
Plerosia, in onore di Zeus

– Dal tramonto del 7 Dicembre, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Posideia
Sacrificio privato a Poseidone Chamaizelos

– Dal tramonto del 14 Dicembre, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Luna Piena
Kat’Agroùs Dionysia- Dionisie rurali (Theoinia?) – processione fallica, sacrifici, agoni e rappresentazioni teatrali.

– Dal tramonto del 15 Dicembre, XVI giorno – Ἕκτη Μεσοῦντος
Kat’Agroùs Dionysia- Dionisie rurali- Askolia.
Sacrificio a Zeus Horios e Atena Horia (Erchia)

– Dal tramonto del 18 Dicembre, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Sacrificio privato agli Anemoi (Venti)
Riunione περὶ Διονυσίων a Myrrhinos.

– Dal tramonto del 21 Dicembre, XXII giorno – Ἐνάτη Φθίνοντος
Solstizio Invernale

– Dal tramonto del 25 Dicembre, XXVI giorno – Πέμπτη Φθίνοντος
ΗΛΙΟΥ ΓΕΝΕΘΛΙΟΝ: ΑΥΞΕΙ ΦΟΣ
Haloa, in onore di Demetra e Dionysos; processione da Atene ad Eleusi, pannychis, ‘feste dell’aia’, Mysteria di Demetra, Kore e Dioniso, banchetto;
onori a Poseidone Patêr, Prosbatêrios (‘degli avvicinamenti’) e Themeliouchos (‘detentore delle fondamenta) e Persephone.

– Dal tramonto del 29 Dicembre, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

The frieze of the Attic Calendar

Fregio generale

This frieze can be seen on the top of the wall above the main entrance of the church of Agios Eleutherios in Athens, also known as ‘Little Metropolis’, that is why this frieze is often referred to as the ‘Frieze of Little Metropolis’. This church is completely made up of fragments of ancient monuments…the main entrance, as already said, is decorated by this frieze of Pentelic marble, which shows the months of the Attic Calendar, some festivals, and the complete circle of the Zodiac. It is very important also because it attempts to put together and coordinate the lunar calendar (Attic months and festivals) and the solar calendar (the signs of the Zodiac).

It has been fully discussed by I. Svoronos, L. Deubner and E. Simon. I write here a small summary in order to help all those who are making reasearches on the Attic Calendar, as well as in behalf of those who are simply interested to discover and know better their roots…

It begins with the month Pyanepsion, which may allude to its dating to the period of Emperor Hadrian. Thus, the frieze begins with a personification of the Attic month Pyanepsion (from left to right).

Pyanepsion

He is young, wearing a chiton with short sleeves and a himation. This is a month rich in festivals, and three can easily be recognized here: the Pyanopsia are represented by a boy holding a branch on his shoulder, the Eiresione. A naked man treading on a pile of grapes and holding out a vine branch stands for the Oschophoria. A woman carrying a cista on her head stands for the Thesmophoria. Next comes the zodiac sign of Scorpio, shown without its claws because these will be used to indicate Libra further down the frieze at its end. A muffled male dancer comes next. He wears boots and his face is covered by his cloak. He may represent another festival, held towards the end of Pyanepsion, either the Apatouria or the Chalkeia.

 

Maimakterion is shown as a young man wrapped up in his cloak, for this month introduces winter. Next come the ritual ploughing and sowing: end of agricultural works. Next, the zodiacal sign of the Sagittarius.

Maimakterion

The Attic month Poseideon  wears a himation covering his chest, and boots. His long hair and luxuriant beard are unusual for a citizen, being more common to divine figures like Zeus. Period of the Winter Solstice.

 

Poseideon is accompanied by a festival personification. The festival in question is symbolized by a cock fight, which takes place over a palm branch in front of a table laden with five crowns. Three judges sit behind the table: the festival of the Rural Dionysia. Next the zodiacal sign of the Capricorn.

Poseideon

Next is Gamelion, bearded, covered by a mantle and in boots. He is followed by Dionysos as a child, carrying a thyrsos and riding a billy goat, an allusion to the Lenaia. The woman on the right may symbolize the Theogamia/Gamelia on the 27th day of the month. The block breaks off at this point, marking the end of the frieze as reused by the christians. But the original frieze would have continued, carrying the zodiac signs of Aquarius and Pisces, the personifications of the Attic months Anthesterion and Elaphebolion, and allegories of the festivals in Anthesterion.

The frieze resumes with a festival personification holding out a wreath.  A bearded man leading a goat to sacrifice may stand for the Megala Dionysia/en astei. Next is the zodiac sign of Aries- beginning of Springtime.

Elaphebolion-Mounichion

The personification of Mounichion, shown as a young man with bare chest, stands next to Artemis and Her deer, who symbolize the festival of Mounichia, on the 16th of the month. The cross obliterates the upper part of the sign of Taurus. A naked runner with a torch is visible to the right of the cross. The runner may well be associated with the torch-race at the Bendideia. He may, in fact, stand for Thargelion itself.

 

Skirophorion, represented as a young man with bare chest and crowned with fruit, comes next, followed by Gemini. The naked athlete crowning himself may stand for the foot race at the Skira.

Skirophorion

The next festival event is Dipoleia, held on the Akropolis on Skirophorion 14. It is represented by the Boutypos holding an axe over a bull. Next the zodiacal sign of Cancer. The next month is Hekatombaion, young and half-naked, who holds out a wreath and is followed by the personification of the Great Panathenaia. The Panathenaic procession is symbolized by the ship cart carrying the peplos of Athena, which was partly obliterated by a cross. The height of the summer is marked by the zodiac sign of Leo shown on top and the star Sirius below.

 

Next there is a winged woman holding out a plate of fruit, perhaps the zodiac sign of Virgo: the lack of a lunar month, let alone of any festivals, in the solar month from Leo to Virgo is surprising. It may indicate that what we have here is an intercalary month, Hekatombaion II.

Metageitnion

Metageitnion personified as a young  follows the sign of Virgo. Herakles stands next to him. His appearance here may be explained by the Herakleia festival, known as the Herakleia at Diomeia or at Kynosarges. The young woman in Attic peplos and chiton with short sleeves holding an inverted mirror  could be Kore: Eleusinia festival.

Boedromion is then represented: he is another palliatus. The personified month is accompanied by a horseman, presumably representing one of the Athenian ephebes that escorted the holy things from Eleusis to the Athenian Eleusinion. The frieze concludes with Scorpio’s claws, symbolizing Libra.