Rivista Hellenismo – XXXVIII

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Trentottesimo numero della rivista online ‘Hellenismo’

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INDICE

Chaos, Giano e … esempio di dialogo fra le Tradizioni
Epiteti di Iside – cenni [con un approfondimento sul termine ‘divinità’ nei geroglifici]
Imagines Deorum: Hades-Aita-Pluto
Epiteti e Titoli di Plutone (Ἀγησίλαος – Ζαγρεύς)
Il diadema imperiale di Artemide. Efeso in età romana

Hellenismo, Quaderno di Studi, III Volume: una breve presentazione

Calendario Religioso – Gamelion – Γαμηλιών

VII Mese del Calendario, IV anno della 698° Olimpiade –  sacro a Hera (Gamelia) e Dioniso (Lenaia)

[Gamelia – Lenaia]

Il mese attico di Gamelion, dedicato alle nozze, cui presiede Hera nuziale (Γαμηλία)” è il settimo mese del calendario e cade sempre in pieno inverno, essendo il mese che sempre segue il Solstizio Invernale- per questo è anche il primo mese del calendario solare, quello secondo cui si contano gli anni. Infatti, a proposito delle nozze, ricorda Aristotele nella Politica: “la stagione dell’anno deve essere presa in considerazione; secondo la nostra usanza attuale, le persone generalmente limitano i matrimoni alla stagione invernale, e a ragione. I precetti dei fisici e dei filosofi naturali a proposito della generazione devono essere studiati dagli stessi genitori.” La stagione invernale è sempre stata riconosciuta, fin dall’età omerica, come il periodo dell’anno in cui è più opportuno celebrare i matrimoni, infatti “il Dio ha concesso un buon matrimonio nella stagione invernale.”

Il mese prende il proprio nome dal fatto che in esso si celebrano i matrimoni ed è appunto sacro a Hera, e in questo mese “gli Ateniesi celebrano una festa che chiamano nozze sacre di Zeus ed Hera.”

La data precisa di questa festa rimane da stabilire: il calendario di Torico dice semplicemente: “nel mese di Gamelion, per Hera, per lo Hieros Gamos..”

Certo è che i matrimoni devono cadere lontani dalla Luna Piena, e che il primo giorno del mese dei matrimoni è una data assai indicata, infatti: “gli Ateniesi sceglievano per i matrimoni i giorni verso la congiunzione e compivano allora le Theogamia, pensando conformemente a natura che quello fosse il primo matrimonio, trovandosi la Luna in congiunzione con il Sole.” Lo conferma anche un passo delle Supplici di Euripide, in cui si allude chiaramente alla congiunzione di Sole e Luna, e quindi all’inizio del nuovo mese: “Quale luce, quale radianza il carro del Dio del Sole fa risplendere, e la Luna sopra il cielo, dove essi corrono attraverso la tenebra, nel giorno in cui la città di Argo ha levato il suo canto di gioia al mio matrimonio.” Non è secondario ricordare che uno scolio a Teocrito ci informa che gli uomini innamorati rivolgevano le loro preghiere al Sole, le donne alla Luna.

C’è anche un passo in Ateneo che ci informa che “egli si stava recando a celebrare un Matrimonio Sacro nella sua casa il ventinove del mese (Δευτέρα μετ’εἰκάδα) nella speranza di poter essere invitato al banchetto del quarto del mese (il banchetto dei Tetradistai in onore di Aphrodite) in casa di altre persone; perché diceva che i segni della Dea erano sempre tutti favorevoli.”

Bisogna però anche ricordare che il 27 del mese, il calendario di Erchia prevede sacrifici alla Kourotrophos, a Poseidone, a Hera Teleia e Zeus Teleios, tutti sull’altare di Hera ad Erchia. (Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios, e di una pecora adulta (M) Poseidone)

I calendari dei demi, le citazioni e frammenti di calendari privati fanno pensare che questa festa fosse celebrata sia pubblicamente sia privatamente; pubblicamente, in quanto tutta la polis onora le nozze sacre degli Dei, ma anche privatamente, in quanto per tutte le coppie sposate cadeva in questo periodo l’anniversario del matrimonio- quale miglior modo per celebrare se non onorando le divinità che hanno reso possibile un tale legame?

Si può quindi ipotizzare che siano due le date principali, l’inizio del mese di Gamelion e quindi il ventisettesimo giorno- e questo vale anche per la celebrazione dei matrimoni dei mortali, dal momento che, come abbiamo visto, da quello degli Dei proviene quello degli uomini.

Hera infatti è celebrata come Teleia e Zygia, Colei che presiede alle unioni: “a Lei infatti sacrificano le fanciulle durante i sacrifici che precedono il matrimonio (proteleia), e ad Artemide e alle Moire.” Dunque Zeus Teleios ed Hera Teleia presiedono alle nozze: “Hera Teleia e Zeus Teleios usavano essere onorati durante i matrimoni, essendo i guardiani delle nozze. Il matrimonio è il ‘telos’ (fine, rito..). Quindi il sacrificio che si celebra prima del matrimonio è detto proteleia (che precede il rito matrimoniale). Da notare che la perfezione (teleiotes) che naturalmente spetta all’uomo è di due generi: la cognitiva, che chiamiamo conoscenza, e l’appetitiva, che chiamiamo virtù.”

Che la funzione specifica di Hera Teleia sia quella di presiedere alle nozze è chiaro, perché “Hera Teleia, sposa del letto nuziale di Zeus” è causa delle generazioni (e degli inizi, ed è per questo che il primo mese solare è quello in cui si celebrano i matrimoni). Così canta il coro delle Tesmophore nella commedia di Aristofane: “Leviamo un inno ad Hera Teleia come è appropriato; Ella si diletta del coro e custodisce le chiavi del matrimonio.” Infatti, fra i Thesmoi di Demetra rientra anche l’unione matrimoniale che porta perfezione e compimento nella vita umana; Demetra ed Hera inoltre, discendendo dalla monade di Rhea, appartengono entrambe alla serie delle Dee generatrici di vita.

Inoltre, ad Aphrodite spettano la supervisione delle fanciulle, gli anni in cui si maritano, e tutte le cose che sono relative alle nozze- nell’Orestea viene invocata a fianco di Zeus Teleios ed Hera Teleia, come protettrice del matrimonio- “e tuttavia, tutti gli uomini fanno i primi sacrifici a Zeus Teleios ed Hera Teleia, perché Essi sono coloro che hanno dato origine e scoperto tutte le cose.” Infatti, tutte le cose che Zeus genera in modo paterno, sono generate da Hera, “vivificante fonte di tutte le cose, madre dei poteri prolifici”, in modo materno, in quanto Ella, in ciascuna triade, ha sempre il ruolo mediano, quello che Proclo definisce ‘fontale’, quello della generazione e prolificazione (delle anime ed intellettiva); per questo il Poeta narra il mito secondo cui Hera domanda la magica cintura ad Aphrodite: l’unione con Zeus rappresenta il processo demiurgico di creazione, cui Hera deve impartire la Bellezza di Aphrodite.

Ovviamente, sono questi Dei a presiedere alle nozze, in quanto hanno stabilito le Theogamia, Nozze Sacre: “così si compì anche il sacro matrimonio (ἱερὸς γάμος) degli Dei immortali, sovrani dell’Olimpo, che generò la Sovrana Rhea: perché un unico letto in cui possano dormire Zeus ed Hera prepara la vergine Iris, che purifica le Sue mani con la mirra.” Che Hera e Zeus siano sposati e siano fratello e sorella dev’essere interpretato in maniera allegorica, come sostiene, fra gli altri, Plutarco: “Hera viene intesa come l’aria che è una sostanza umida; perciò dice anche ‘ed Hera stese aria densa dinnanzi’; Zeus invece è l’etere, vale a dire la sostanza infuocata e calda ‘Zeus ebbe in sorte il vasto cielo nell’etere’. Furono dunque considerati fratelli a motivo della loro contiguità e somiglianza…come conviventi e condivisori del talamo nuziale, perché dalla loro congiunzione nascono tutte le cose.”

In Atene dunque, si celebrano nello stesso mese sia lo Hieros Gamos dei Sovrani degli Dei sia i matrimoni dei mortali, che portano a compimento, alla perfezione (telos) grazie alle potenze di queste due divinità. Un accenno al rituale annuale delle Theogamia in Creta si trova in Diodoro Siculo: “gli uomini dicono anche che il matrimonio di Zeus ed Hera ebbe luogo nei pressi di Cnosso, in un luogo vicino al fiume Therenos, dove ora c’è un Tempio in cui i nativi del luogo annualmente offrono sacrifici e imitano la cerimonia del matrimonio, nel modo in cui la tradizione narra che si compì in origine.”

Tutto ciò che Omero dice dell’unione di Zeus ed Hera è affermato in modo teologico, ossia simbolicamente e misticamente.”

La vide Zeus che raduna le nubi, e quando La vide, la passione invase il Suo animo saggio, come quando la prima volta si unirono nell’amore…a Lei così disse Zeus che raduna le nubi: “Hera, non devi avere timore che ci veda qualcuno degli Dei o degli uomini: verserò intorno una nube dorata, e non potrà vederci neppure il Sole, che fra tutti ha la luce più penetrante.” Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa, e sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto, che Li separava dal suolo.”

Questo passo dell’Iliade, la celebre e bellissima scena sul monte Ida, era uno di quelli che, secondo Platone, non dovevano essere noti ai più, in quanto non ne comprendevano la simbologia e rischiavano così di attribuire agli Dei caratteristiche umane. Una spiegazione, a parte quelle indagate poco sopra, è che questa scena rappresenti la Primavera- possiamo dire che si tratta dell’interpretazione più semplice, più ‘naturalistica’, che ovviamente rimanda alle realtà superiori per analogia: “Omero ha mescolato quest’aria (Hera) all’etere. Per questo Zeus si trova sulla vetta più alta della montagna..qui l’aria, mescolata con l’etere, si confonde con esso in un’unica sostanza. Icasticamente dunque Omero ha detto “Così disse il figlio di Crono, e prese fra le braccia la Sua sposa”. L’etere infatti circonda tutt’attorno e abbraccia l’aria che si estende al di sotto di esso. E ha mostrato che il risultato della loro unione e mescolanza è la stagione primaverile “sotto di Loro la Terra fece crescere tenera erba, loto rugiadoso, croco e giacinto morbido, fitto..”

La spiegazione naturalistica, e il riferimento al “Creatore della stagione primaverile che sparse questa nube attorno alla cima dell’Ida”, rimandano alla spiegazione più segreta…

Quello che si può dire è che in Argo quanto riguardava le nozze di Hera e Zeus era parte di ‘iniziazioni indicibili’ e, allo stesso modo, quanto riguardava il matrimonio nella Tradizione veniva classificato, anche dagli autori più tardi come ‘mysteria‘: “Τέλος ὁ Γάμος”…e “potrai trovarli nei Discorsi Mistici e nei Matrimoni Sacri, di cui parlano le dottrine segrete.”

Proclo, nel commento al Parmenide, riferisce che, quando i Teologici parlano di ‘nozze sacre’, si stanno riferendo alla koinonia (unione, comunanza) degli Dei attraverso le coppie divine: “i Teologi hanno preso in considerazione questa comunanza degli Dei nelle divinità coordinate fra di loro (di pari livello), e l’hanno chiamata nozze di Zeus ed Hera, di Cielo e Terra …ed è necessario comprendere la peculiarità di ciascuna, e trasferire una comunanza di tale specie dagli Dei alle Idee l’una con l’altra.” Non è certo un caso il fatto che menzioni le nozze di Zeus ed Hera e subito dopo quelle di Urano e Gaia; infatti, questo matrimonio fa parte dei Misteri, e, anche nel commento al Timeo, Proclo associa la celebrazione dello Hieros Gamos ai Misteri e alla mistica frase rivolta a Cielo e Terra durante le Plemochoai, quello che Ippolito definisce come “il grande mistero nascosto dei Misteri Eleusini” Forse per questo motivo anche la Kourotrophos e Poseidone figurano fra gli Dei cui sono resi onori durante i sacrifici del ventisette a Zeus Teleios ed Hera Teleia; da non dimenticare infine che, esattamente nove mesi dopo le nozze sacre- e i matrimoni dei mortali- ricorreva in Pyanepsion, il terzo giorno delle Thesmophoria, la festa di Kalligeneia, ‘la bella nascita’.

(Schol. Il. XVIII 491. 1156; Bekk. Anecd. 228, 26; Arist. Met. 1.6, 535d; Theophr. Hist. Pl. 7.1, 2; Phot. s.v. hieròn gamon; Suda s.v. Teleia, Proteleia; Hesych. s.v. Domos hemitelés; schol. Pind. Nem. 10.31; Olymp. 6, 149; schol Arist. Thesm. 982; Arist. Politica, 7.16, 23; Theocr. Id. 17; Diod. Sic. 5.72.4; Iliade, XIV, 340; schol. Esiodo, Erga 782; Athen. Deipn. VI, 42; Proclo in Parm. II 779, in Tim. I 46-49, 79, III 190, in Polit., p. 388; Eur. Suppl. 990; SEG 26 136 L. 32; schol. Theocr.2 .10; SEG 21 541, 27, 33-42; Paus. 8. 22. 2; Er. Gramm. Quest. Om. 39; Plut. Quest. Om. 96)

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Calendario Religioso dell’Attica – Gamelion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del I Gennaio, III giorno – Τρίτη Ἱσταμένου – Τριτομηνίς
Onori a Hera.

– Dal tramonto del 5 Gennaio, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Sacrifici alla Kourotrophos (giovane maiale), ad Apollo Delphinios (una pecora adulta) e ad Apollo Lykeios (una pecora adulta)

– Dal tramonto del 6 Gennaio, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Apollo Apotropaios (un capro adulto), Apollo Nymphegetes (un capro adulto), e alle Ninfe

– Dal tramonto del 7 Gennaio, IX giorno – Ἑνάτη Ἱσταμένου
Sacrificio ad Atena: ΗΡΟΣΟΥΡΙΟΙΣ, per i venti favorevoli (Erchia). Sacrificio ad Atena di un’agnella sull’altare maggiore del Partenone

– Dal tramonto dell’ 8 Gennaio, X giorno – Δεκάτη Ἱσταμένου
Sacrifici di una scrofa a Demetra e di un maiale adulto a Kore, e di un maialino a Zeus Boulaios

– Dal tramonto del 10 Gennaio, XII giorno- Δωδεκάτη, al 17 Gennaio, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Lenaia- Dionysia ta epi Lênaiôi- processioni, sacrifici, rappresentazioni teatrali.

– Dal tramonto del 12 Gennaio, XIV giorno – Τετάρτη Μεσοῦντος
Luna Piena

– Dal tramonto del 13 Gennaio, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Inizio della Tregua Sacra per i Misteri di Agrai.

– Dal tramonto del 17 Gennaio, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Porre l’edera sulle statue di Dioniso.

– Dal tramonto del 25 Gennaio, XXVII giorno- Τετρὰς Φθίνοντος
Theogamia-Gamelia – Riti Matrimoniali.
Sacrificio di un maialino alla Kourotrophos, di una pecora adulta ad Hera (la pelle alle sacerdotesse), una pecora adulta (M)a Zeus Teleios (sull’altare di Hera) e di una pecora adulta (M) Poseidone

– Dal tramonto del 28 Gennaio, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

Epiteti e Titoli di Plutone – II parte [Γαμόρος – Ζαγρεύς]

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EPITETI E TITOLI DI PLUTONE [LINK DOCUMENTO PDF ONLINE]

“Viene di tra i puri, o pura Regina degli Inferi, καθαρά χθονίων βασίλεια, Eukles ed Eubuleo, nobile progenie di Zeus. «Ho questo dono di Mnemosyne celebrato fra gli uomini». Cecilia Secondina, vieni, divenuta divina in modo conforme alla legge.” “Vengo di tra i puri, o pura Regina degli Inferi, Eukles ed Eubuleo, ed altri Dei e Daimones immortali: ché dichiaro di appartenere anch’io alla vostra stirpe beata. Ma scontai la pena per azioni non giuste, e mi assoggettò la Moira ed il folgorante Saettatore celeste. Ora supplice vengo presso Persefone santa, perché benevola mi mandi alla Sede dei puri.” “Vengo di tra i puri, o pura Regina degli Inferi, Eukles ed Eubuleo, e quanti altri Dei e Daimones siete: ché dichiaro di appartenere anch’io alla vostra stirpe beata. Ma scontai la pena per azioni non giuste, e mi assoggettò la Moira ed il folgorante Saettatore celeste. Ora supplice vengo a Persefone esauditrice, ἐπήκοον, perché benevola mi mandi alla Sede dei puri.” “Vengo di tra i puri, o pura Regina degli Inferi, Eukles ed Eubuleo, ed altri Numi immortali: ché dichiaro di appartenere anch’io alla vostra stirpe beata. Ma mi assoggettò la Moira ed il folgorante Saettatore sidereo. Volai via dal doloroso ciclo grave di affanni, ed ascesi alla desiderata corona con piedi veloci; mi immersi nel grembo della Signora, Despoina, Regina degli Inferi, discesi dalla desiderata corona con piedi veloci. O felicissimo e beatissimo, Dio sarai anziché mortale – capretto mi lanciai verso il latte.”

– Γαμόρος
– Γλυκύς
– Δακρυόεις
– Δακρυχαρής
– Δεσπότης
– Δημιουργός
– Δυσκίνητος
– Δυσπειθής
– Δύστηνος
– Ἐκλελάθων
– Ἔμπεδος
– Ἐναντίος
– Ἔνθεος
– Ἔννυχος
– Ἐνόπλιος
– Ἐρεμνός
– Ἕσπερος
– Εὐβουλεύς – Εὐβουλῆος – Εὔβουλος
– Εὐδύνατος
– Εὔολβος
– Εὐρυβίης
– Εὐρυθέμεθλος – Εὐρυθέμειλος – Εὐρυθέμιλος
– Ζαγρεύς

 

 

 

Calendario Religioso – Poseideon – Ποσειδεών

VI Mese del Calendario, IV anno della 698° Olimpiade  – sacro a Poseidone (Posideia) – mese del Solstizio Invernale.

[Plerosia, Posideia, Dionysia rurali, Haloa]

E’ il sesto mese del calendario Attico e ha questo nome in quanto è sacro a Poseidone. (Harp. e Phot. s.v. Ποσειδεών; Anecd. Bekker 279.16) E’ importante notare che, mentre tutti gli altri mesi traggono il nome o da una festa o da una qualche caratteristica particolare del mese, quest’unico prende il nome dal Dio direttamente. Secondo i calendari dell’età omerica e di Solone, il primo mese è quello dedicato alle nozze (Gamelion, il mese che segue sempre il Solstizio Invernale) mentre l’ultimo è quello dedicato a Poseidone, ossia Poseideon; infatti “Poseidone è la causa del mare, poiché è la causa dell’essere bevibile (poseos) per i fiumi e per tutte le altre acque, le quali scorrono versate dal mare, da cui sia le piogge, sia i fiumi traggono origine. Per questo gli abitanti dell’Attica chiamano il mese del Solstizio Invernale Poseideon.” (Eusth. schol. Il. XV 188; 1012.40)

Nelle Anacreonteia (337) troviamo che il mese di Ποσιδηϊὼν è il periodo delle piogge e del freddo intenso. Inoltre “la prima deposizione delle uova ha luogo in Poseideon, prima del Solstizio, l’ultima in Primavera.” secondo la testimonianza di Aristotele.

Teodoro, nel De mensibus, dà al martin pescatore, o alcione, il nome ‘Poseideonίs’ perché genera i suoi piccoli nel mese sacro a Poseidone: la bellissima storia di Alcione e Ceice, del loro amore e successiva trasformazione in uccelli è ben nota e narrata da diversi autori antichi. La coppia di uccelli, il cui amore rimane a simbolo della grazia degli Dei- infatti gli alcioni formano una sola coppia per la vita, come narra Ovidio- si unisce in questo periodo e la femmina crea il nido e deposita le uova, sulla spiaggia vicino al mare, proprio nei sette giorni precedenti e seguenti il Solstizio d’inverno. In questi quattordici giorni, non si verificano mai tempeste e il padre di Alcione, Eolo, “imprigiona i venti nella loro caverna, e assicura un mare calmo per la sua progenie.” I primi sette giorni sono dedicati alla cova delle uova, mentre gli altri sette al rafforzamento dei piccoli, finchè non saranno in grado di volare da soli. Questi sono i celebri ‘giorni alcionii’, caratterizzati dalla bonaccia e dall’assenza di tempeste garantite dalla compassione e benevolenza di Zeus che “porta calma per quattordici giorni, e gli abitanti della terra lo definiscono periodo in cui il vento è dimenticato, la sacra stagione dell’allevamento dell’alcione dai molti colori”. ‘Giorni alcionii’ è diventata una frase proverbiale per indicare un periodo di quiete ed inaspettata fortuna, proprio come i giorni senza tempeste nel pieno della stagione invernale: “giorni senza vento e con il mare calmo sono detti Alkyonides”. Da non dimenticare inoltre che Alcione è anche il nome di una delle Pleiadi (unitasi appunto a Poseidone) e la costellazione delle Pleiadi risplende nel cielo proprio nella notte del Solstizio Invernale; inoltre l’alcione è un uccello difficile da scorgere e, stando alla testimonianza di Plinio, è osservabile durante i Solstizi “e poi scompare immediatamente”. (Ovidio, Metam. XI, 410; Es. Cat. fr.15; Apollod. I, 7; Igino, Fab. 65; Virg. Georg. I, 399; Schol. Il. T 562; Hesych. s.v. Ἁλκυονίδαι ἡμέραι; Simonide PMG 508 Page; Arist. Hist. An. 542b4-24; Suda s.v. Ἀλκυονίδες ἡμέραι; Plin. Nat. 2.47, 10.47)

Questo è anche il mese del Solstizio Invernale: “la stagione in cui Helios Re lasciando i limiti estremi delle regioni meridionali, fa ritorno di nuovo fra noi e fa la volta al Capricorno come fosse una meta, per dirigersi da mezzogiorno verso settentrione ed elargire a noi le sue annuali benedizioni…la solennità di Helios Invitto.” (Giuliano, Or. a Helios Re, 156) Ad ogni modo, in moltissimi Calendari tradizionali, il 25 Dicembre (ossia, tre giorni esatti dopo il Solstizio) è indicato dalla seguente ‘rubrica’: ΗΛΙΟΥ ΓΕΝΕΘΛΙΟΝ: ΑΥΞΕΙ ΦΟΣ (“nascita di Helios: la luce cresce” – un evidente caso di ‘appropriazione indebita’ da parte dei cristiani!)

Inoltre “in questo mese le cause giudiziarie più importanti riguardanti le cose più grandi usavano essere dibattute.” Suda e Arpocrazione (s.v. Διαμεμετρημένη ἡμέρα) affermano che: “E’ un certo ammontare di acqua che scorre a intervalli misurati in un giorno; si usava misurarla nel mese Poseideon, in modo che, naturalmente, quelle cause giudiziarie più importanti e che riguardavano le cose di maggior valore si usavano tenere in questo mese. L’acqua era divisa in tre parti, una per il querelante, una per la difesa, e una per la giuria.” Anche Eschine (3.197) parla di Διαμεμετρημένη ἡμέρα, riferendosi al tempo misurato con la clessidra ad acqua per gli oratori nei tribunali.(cf. Aristotele, Ath.Pol. 67.3-4)

Dal calendario della Tetrapoli di Maratona, in una data non specificata del mese, è previsto un sacrificio di un bue (l’offerta più costosa dell’intero calendario: 150 dracme) e di una pecora ad una divinità maschile il cui nome è perso, alle Heroine una pecora, e a Gaia ‘nei campi’ una mucca gravida- dato il mese e le altre divinità implicate nel sacrificio, il Dio potrebbe essere Poseidone. (IG II2 1358)

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Calendario Religioso dell’Attica – Poseideon [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 4 Dicembre, V giorno – Πέμπτη Ἱσταμένου
Plerosia, in onore di Zeus

– Dal tramonto del 7 Dicembre, VIII giorno – Ὀγδόη Ἱσταμένου
Posideia
Sacrificio privato a Poseidone Chamaizelos

– Dal tramonto del 14 Dicembre, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Luna Piena
Kat’Agroùs Dionysia- Dionisie rurali (Theoinia?) – processione fallica, sacrifici, agoni e rappresentazioni teatrali.

– Dal tramonto del 15 Dicembre, XVI giorno – Ἕκτη Μεσοῦντος
Kat’Agroùs Dionysia- Dionisie rurali- Askolia.
Sacrificio a Zeus Horios e Atena Horia (Erchia)

– Dal tramonto del 18 Dicembre, XIX giorno- Ἐνάτη Μεσοῦντος
Sacrificio privato agli Anemoi (Venti)
Riunione περὶ Διονυσίων a Myrrhinos.

– Dal tramonto del 21 Dicembre, XXII giorno – Ἐνάτη Φθίνοντος
Solstizio Invernale

– Dal tramonto del 25 Dicembre, XXVI giorno – Πέμπτη Φθίνοντος
ΗΛΙΟΥ ΓΕΝΕΘΛΙΟΝ: ΑΥΞΕΙ ΦΟΣ
Haloa, in onore di Demetra e Dionysos; processione da Atene ad Eleusi, pannychis, ‘feste dell’aia’, Mysteria di Demetra, Kore e Dioniso, banchetto;
onori a Poseidone Patêr, Prosbatêrios (‘degli avvicinamenti’) e Themeliouchos (‘detentore delle fondamenta) e Persephone.

– Dal tramonto del 29 Dicembre, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

Epiteti e Titoli di Plutone – I parte [Ἀγησίλαος – Βροτοφθόρος]

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EPITETI E TITOLI DI PLUTONE [LINK DOCUMENTO PDF ONLINE]

 

“Il nome Haides è così lontano da derivare da ἀειδές, ‘l’invisibile’, ma è ben più probabile che, da εἰδέναι, dal ‘sapere’ Lui ogni cosa bella, dal legislatore fu chiamato Haides.” (Platone, Cratilo 403a-404b)

– Ἀγησίλαος
– Ἀγλαότιμος
– Ἀγνός
– Ἄγριος
– Ἀδάμαστος
– Ἀίδηλος
– Αἰδωνεύς
– Ἀκάκης
– Ἀκάμας
– Ἀκοίτης
– Ἀκόρεστος
– Ἄκριτος
– Ἀλάμπετος
– Ἄληστος / Ἄλλιστος
– Ἄλκιμος
– Ἀλλιτάνευτος
– Ἀμειδής
– Ἀμείδητος
– Ἀμείλικτος – Ἀμείλιχος
– Ἄναξ
(Ἄ. ἐνέρων Ἀιδωνεύς; ἐννυχίων Ἄ.; Ἄ. πολυδέγμων / Ἄ. κρατερός πολυδέγμων; τῶν κάτω Κόρης Ἄνακτός)
– Ἀναπομπός
– Ἀνάσσων
– Ἀναύγητος
– Ἀνόστητος
– Ἀνυπόστροφος
– Ἀπλήρωτος
– Ἀπότροπος
– Ἁρπακτής
– Ἄστρεπτος
– Ἀστυφέλικτος
– Ἄτεγκτος
– Ἄτροπος
– Αὐθαίμων
– Αὐτοκασίγνητος
– Βαθύς
– Βαρὺς
– Βασιλεύς
– Βλέπων
– Βραβεύς
– Βροτοφθόρος

 

Calendario Religioso – Maimakterion – Μαιμακτηριών

V Mese del Calendario, IV anno della 698° Olimpiade –  sacro a Zeus (Maimakteria) – inizio ‘ufficiale’ della stagione invernale, definito in modo specifico “mese invernale”.

[Maimakteria, Pompaia]

E’ il mese che segna l’inizio ‘ufficiale’ della stagione invernale ed è definito in modo specifico “mese invernale” (Ulp. 35, Olynth. 3, 603); è anche il mese di cui sono note meno celebrazioni religiose (Maimakteria e Pompaia, entrambe in onore di Zeus- le date di entrambe sono incerte) e per cui il calendario di Erchia non segna alcun sacrificio; poche, rispetto agli altri mesi, anche le riunioni dell’assemblea.
Il fregio del calendario mostra appunto un uomo avvolto nel mantello (la personificazione del mese), l’aratura sacra e la semina (si concludono definitivamente i lavori per i campi), ed infine il segno zodiacale del Sagittario.
Il nome del mese d’altra parte rimanda alle tempeste e all’inclemenza del tempo in questa stagione: ‘che si precipita furiosamente; che sconvolge; mosso a furore; agitarsi fortemente’ (Hesych. s.v. μαιμαί, μαίμαξ, μαιμάσασα, μαιμάσσει); il nome deriva decisamente dal verbo ‘maimasso’, infuriare, slanciarsi furiosamente, e Maimaktes è un epiteto di Zeus che significa appunto ‘Tempestoso, Furioso, Violento’. Da notare inoltre che si tratta del mese che precede il Solstizio d’Inverno. “Questo è il quinto mese ateniese. Prende il nome da Zeus Maimaktes. Questo aggettivo significa impetuoso e agitato. Con l’inverno che inizia in questo mese, l’aria è agitata e mutevole.” (Suda e Harp. s.v. maimakterion; Anecd. Bekker 280, 27)

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Calendario Religioso dell’Attica – Maimakterion [documento pdf online]

Principali Celebrazioni del Mese

– Dal tramonto del 6 Novembre, VII giorno – Ἑβδόμη Ἱσταμένου
Maimakteria [data più probabile]

– Dal tramonto del 14 Novembre, XV giorno – Πέμπτη Μεσοῦντος
Luna Piena

– Dal tramonto del 19 Novembre, XX giorno – Εἰκοστή/ Εἰκὰς
Sacrificio a Zeus Georgos

– Dal tramonto del 20 Novembre, XXI giorno – Μετεικὰς/ Ἀμφιδεκάτη
Pompaia, in onore di Zeus Ctesios, Meilichios ed Alexikakos, ed Hermes- processione, purificazione.

– Dal tramonto del 24 Novembre, XXV giorno – Ἕκτη Φθίνοντος/ Ἕκτη μετ’εἰκάδας
Banchetto funebre per i defunti gloriosi di Platea

– Dal tramonto del 29 Novembre, XXX Ἔνε καὶ νέα/ Τριακάς
Ἑκάτης δεῖπνον

ΤΥΧΗ ΑΓΑΘΗ

HELLENISMO, QUADERNO DI STUDI – III VOLUME

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INDICE

Ellade ed Οἰκουμένη:  meditazioni e ricerche varie

– Introduzione   pp. i-vii
– Meditazioni su Rhea  pp. 1-9
– Demetra: cenni teologici e scritti vari  pp. 9-55
Digressione a proposito delle Sirene  pp.  55-61
Digressione a proposito delle Costellazioni    pp. 61-69
Epiteti Celesti, Solari ed Astrali della Dea Iside  pp. 69-82
Digressione sulla Luna – Demetra, Persefone e Selene  pp. 82-88
Digressione a proposito di Abbondanza – Demetra e le Horai   pp.89-101
Digressione a proposito di Demetra, Kore e le Ninfe   pp.101-126
– Eleusi, un esempio di Flora Sacra: il fico e l’asfodelo  pp.126-150
– Visioni dei Misteri. Le statue di culto del santuario di Despoina a Lykosoura in Arcadia  pp.150-152
– Perché l’Accademia venne chiusa – Filosofia e Misteri  pp.153-160
– Vie del Ritorno – il modello del divino Amante  pp.160-169
– Esortazione alla completa Eudaimonia  pp.169-179
– Il tema del Demone personale  pp.179-188
– Hekate: cenni teologici e culto  pp.188-224
– Hecate nelle Nuptiae di Marziano Capella  pp.224-226
– Nomos e Dikaiosyne  pp.227-246
– Nemesi: Inno Orfico e digressioni teologiche  pp.246-264
– Hermes: cenni teologici e culto  pp.264-284
– Afrodite: cenni teologici  pp.284-295
– Riti per la nascita  pp.295-310
– Artemide: Flora sacra e feste  pp.310-325
– “I canti festosi dei satiri.”  pp.325-331
– Le belle figlie della battaglia. L’immagine delle amazzoni nell’arte classica  pp.331-333
– Le Ninfe di Pitsà. Un santuario in grotta nella Grecia classica  pp.334-336
– Sugli Elementi: cenni teologici  pp.336-340
– Mos Majorum  pp.340-344
– «Se i Mani sapessero perdonare»  pp.344-346
– Romano Ritu: Libagioni, I parte – Torte dolci e salate  pp.346-358
– Cupio tubam, eculeum…giochi di bimbi nel mondo romano  pp.358-362
– Le immagini del ricordo. L’iconografia funeraria nella regione di Hadrumetum in età romana  pp. 362-368
– Le divinità marine nei contesti abitativi di Hadrumetum (Sousse) e del suo territorio. Qualche considerazione.  pp.368-371
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– Orazione per Eleusi, testo originale e traduzione  pp.372-375