Calendario Religioso: Tradizione Ellenica – Religious Calendar: Hellenic Tradition

Un nuovo testo nella Libreria di Hellenismo- a new book in the Library of Hellenismo!

 

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Siamo molto lieti di informare gli Amici ed i Sostenitori di Hellenismo che la nostra Libreria dispone ora di un nuovo testo!

Ricostruzione e guida pratica al Calendario Religioso della Tradizione Ellenica.
Comprende: un’introduzione generale; schemi e spiegazioni per l’applicazione pratica (calcolo di anni, mesi e giorni; mese intercalare; divisione interna di ciascun mese; giorni della settimana); giorni sacri e propizi dei mesi lunari; descrizioni dei mesi e delle principali ricorrenze per ciascun mese; un calendario perpetuo universalmente valido. Le fonti antiche (iscrizioni, testi e scolii) sono state indicate di volta in volta per ciascuna informazione presentata, cercando così di fornire uno strumento sia filologicamente corretto sia di facile consultazione ed applicazione nella vita quotidiana.

Indice
– Introduzione
– I giorni sacri di ogni mese lunare
– I giorni secondo Esiodo
– Feste e sacrifici del Calendario
– Calendario perpetuo

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We are very pleased to inform Friends and Supporters of Hellenismo that our Library now has a new text!

Reconstruction and practical guide to the Religious Calendar of the Hellenic Tradition. It includes: a general introduction; outlines and explanations for the practical application (reckoning of the years, months and days, intercalary month; internal division of each month, days of the week); sacred and auspicious days of the lunar months; descriptions of the months and the main celebrations for each month; a perpetual calendar universally valid. The ancient sources (inscriptions, texts and scholia) have been indicated from time to time for each proposed information, thus trying to provide an instrument that may be both philologically correct and easy to read and applied in everyday life.

Commento al Timeo – I Libro, ‘Atlantide’ – II sezione

Sintesi- analisi del Commento al Timeo del divino Proclo.

 

- τὸ δὲ τούτων αἴτιον τόδε. πολλαὶ κατὰ πολλὰ φθοραὶ γεγόνασιν ἀνθρώπων καὶ ἔσονται͵ πυρὶ μὲν καὶ ὕδατι μέγισται͵ μυρίοις δὲ ἄλλοις ἕτεραι βραχύτεραι. “E questa è la ragione. Molte sono ed in molti modi sono avvenute ed avverranno le perdite degli uomini, le più grandi per mezzo del fuoco e dell’acqua, per moltissime altre ragioni altre minori.”

- τὸ γὰρ οὖν καὶ παρ΄ ὑμῖν λεγόμενον͵ ὥς ποτε Φαέθων Ἡλίου παῖς τὸ τοῦ πατρὸς ἅρμα ζεύξας διὰ τὸ μὴ δυνατὸς εἶναι κατὰ τὴν τοῦ πατρὸς ὁδὸν ἐλαύνειν τά τ΄ ἐπὶ γῆς συνέκαυσεν καὶ αὐτὸς κεραυνωθεὶς διεφθάρη͵ τοῦτο μύθου μὲν σχῆμα ἔχον λέγεται͵ “Quella storia che presso di voi si racconta, vale a dire che un giorno Fetonte, figlio del Sole, dopo aver aggiogato il carro del padre, poiché non era capace di guidarlo lungo la strada del padre, incendiò tutto quello che vi era sulla terra e lui stesso fu ucciso colpito da un fulmine, viene raccontata sotto forma di mito”

- τὸ δὲ ἀληθές ἐστι τῶν περὶ γῆν κατ΄ οὐρανὸν ἰόντων παράλλαξις καὶ διὰ μακρῶν χρόνων γιγνομένη τῶν ἐπὶ γῆς πυρὶ πολλῷ φθορά. “ma in realtà si tratta della deviazione dei corpi celesti che girano attorno alla terra e che determina in lunghi intervalli di tempo la distruzione, mediante una grande quantità di fuoco, di tutto ciò che è sulla terra”

- τότε οὖν ὅσοι κατ΄ ὄρη καὶ ἐν ὑψηλοῖς τόποις καὶ ἐν ξηροῖς οἰκοῦσιν μᾶλλον διόλλυνται τῶν ποταμοῖς καὶ θαλάττῃ προσοικούντων· “Allora quanti abitano sui monti ed in luoghi elevati e secchi muoiono più facilmente di quanti abitano presso i fiumi ed il mare”

- ἡμῖν δὲ ὁ Νεῖλος εἴς τε τἆλλα σωτὴρ καὶ τότε ἐκ ταύτης τῆς ἀπορίας σῴζει λυόμενος. “ed il Nilo, che ci è salvatore nelle altre cose, anche in quel caso ci salva da quella calamità mediante l’inondazione.”

- ὅταν δ΄ αὖ θεοὶ τὴν γῆν ὕδασιν καθαίροντες κατακλύζωσιν͵ οἱ μὲν ἐν τοῖς ὄρεσιν διασῴζονται βουκόλοι νομῆς τε͵ οἱ δ΄ ἐν ταῖς παρ΄ ὑμῖν πόλεσιν εἰς τὴν θάλατταν ὑπὸ τῶν ποταμῶν φέρονται· “quando invece gli Dei, purificando la terra con l’acqua, la sommergono, i bifolchi ed i pastori che sono sui monti si salvano, mentre coloro che abitano nelle vostre città vengono trasportati dai fiumi nel mare”

- κατὰ δὲ τήνδε χώραν οὔτε τότε οὔτε ἄλλοτε ἄνωθεν ἐπὶ τὰς ἀρούρας ὕδωρ ἐπιρρεῖ͵ τὸ δ΄ ἐναντίον κάτωθεν πᾶν ἐπανιέναι πέφυκεν. ὅθεν καὶ δι΄ ἃς αἰτίας τἀνθάδε σῳζόμενα λέγεται παλαιότατα· “In questa regione né in quel tempo né mai l’acqua scorre dalle alture ai campi arati, ma, al contrario, scaturisce per natura tutta dalla terra. Di qui e per queste ragioni si dice che siano state conservate le più antiche tradizioni.”

- τὸ δὲ ἀληθές͵ ἐν πᾶσιν τοῖς τόποις ὅπου μὴ χειμὼν ἐξαίσιος ἢ καῦμα ἀπείργει͵ πλέον͵ τοτὲ δὲ ἔλαττον ἀεὶ γένος ἐστὶν ἀνθρώπων. “In realtà, in tutti i luoghi in cui il freddo eccessivo o il calore soffocante non lo impedisca, sempre esiste, ora di più ora di meno, la stirpe degli uomini.”

- ὅσα δὲ ἢ παρ΄ ὑμῖν ἢ τῇδε ἢ καὶ κατ΄ ἄλλον τόπον ὧν ἀκοῇ ἴσμεν͵ εἴ πού τι καλὸν ἢ μέγα γέγονεν ἢ καί τινα διαφορὰν ἄλλην ἔχον͵ πάντα γεγραμμένα ἐκ παλαιοῦ τῇδ΄ ἐστὶν ἐν τοῖς ἱεροῖς καὶ σεσωσμένα· “E tutte quante le cose che sono accadute presso di voi o qui o in un altro luogo di cui abbiamo sentito notizia, se ve n’è sia qualcuna che sia onorevole, o grande, o che si sia distinta per qualche altra ragione, sono state scritte qui nei templi e vengono conservate”

- τὰ δὲ παρ΄ ὑμῖν καὶ τοῖς ἄλλοις ἄρτι κατεσκευασμένα ἑκάστοτε τυγχάνει γράμμασι καὶ ἅπασιν ὁπόσων πόλεις δέονται͵ “ma non appena presso di voi e presso altri popoli viene inventato l’uso della scrittura e di tutto ciò che serve per la città”

- καὶ πάλιν δι΄ εἰωθότων ἐτῶν ὥσπερ νόσημα ἥκει φερόμενον αὐτοῖς ῥεῦμα οὐράνιον “ecco che di nuovo, nel solito spazio di anni, come una malattia giunge il terribile diluvio celeste”

- καὶ τοὺς ἀγραμμάτους τε καὶ ἀμούσους ἔλιπεν ὑμῶν͵ ὥστε πάλιν ἐξ ἀρχῆς οἷον νέοι γίγνεσθε͵ οὐδὲν εἰδότες οὔτε τῶν τῇδε οὔτε τῶν παρ΄ ὑμῖν͵ ὅσα ἦν ἐν τοῖς παλαιοῖς χρόνοις. “e di voi lascia coloro che sono inesperti di lettere e di arti, sicché diventate di nuovo dal principio come giovani, non sapendo nulla né di ciò che accadde qui, né di ciò che accadde presso di voi, e avvenne in tempi antichi.”

- τὰ γοῦν νυνδὴ γενεαλογηθέντα͵ ὦ Σόλων͵ περὶ τῶν παρ΄ ὑμῖν ἃ διῆλθες͵ παίδων βραχύ τι διαφέρει μύθων “Dunque queste vostre genealogie che hai ora esposto, Solone, sono poco diverse dalle favole dei bambini”

- οἳ πρῶτον μὲν ἕνα γῆς κατακλυσμὸν μέμνησθε πολλῶν ἔμπροσθεν γεγονότων “perché in primo luogo voi ricordate un solo diluvio della terra, mentre in precedenza ve ne sono stati molti”

- ἔτι δὲ τὸ κάλλιστον καὶ ἄριστον γένος ἐπ΄ ἀνθρώπους ἐν τῇ χώρᾳ παρ΄ ὑμῖν οὐκ ἴστε γεγονός͵ ἐξ ὧν σύ τε καὶ πᾶσα ἡ πόλις ἔστιν τὰ νῦν ὑμῶν͵ περιλειφθέντος ποτὲ σπέρματος βραχέος͵ ἀλλ΄ ὑμᾶς λέληθεν διὰ τὸ τοὺς περιγενομένους ἐπὶ πολλὰς γενεὰς γράμμασιν τελευτᾶν ἀφώνους. “in secondo luogo non sapete che nella vostra regione, presso di voi, ha avuto origine la stirpe più onorevole e più nobile di uomini, dai quali provenite tu e tutta la città che adesso è vostra, essendo allora rimasto un piccolo seme, ma voi lo ignorate perché i superstiti per molte generazioni morirono muti per non conoscere le lettere.”

- ἦν γὰρ δή ποτε͵ ὦ Σόλων͵ ὑπὲρ τὴν μεγίστην φθορὰν ὕδασιν ἡ νῦν Ἀθηναίων οὖσα πόλις ἀρίστη πρός τε τὸν πόλεμον καὶ κατὰ πάντα εὐνομωτάτη διαφερόντως· ᾗ κάλλιστα ἔργα καὶ πολιτεῖαι γενέσθαι λέγονται κάλλισται πασῶν ὁπόσων ὑπὸ τὸν οὐρανὸν ἡμεῖς ἀκοὴν παρεδεξάμεθα. In quel tempo, Solone, prima dell’immane rovina causata dalle acque, la città degli Ateniesi era la migliore in guerra e, soprattutto, sotto ogni punto di vista, era governata da ottime leggi: ad essa si attribuiscono le imprese più belle e le costituzioni migliori fra quelle di cui noi abbiamo accolto la tradizione sotto il cielo.”

 

Calendario Religioso – Boedromion 2790

 

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Principal Celebrations of the Month:

- Δευτέρα Ἱσταμένου, Niketeria

- Τρίτη Ἱσταμένου- Τριτομηνίς, Plataia

- Τετρὰς Ἱσταμένου,

Sacrifice to Basile (Erchia);

honors to the Semnai (Athens);

Eleutheria;

Sacrifice to Erechtheus

Πέμπτη Ἱσταμένου,

Nemesia (nocturnal celebration)

Genesia/Nekysia;

Sacrifice to the Hero Epops (Erchia)

- Ἓκτη Ἱσταμένου,

Kharisteria- to Artemis Agrotera;

victory of Marathon;

Sacrifice to Enyalios.

Sacrifice to Atena.

- Ἑβδόμη Ἱσταμένου, Boedromia

- for all the sacred period of the Great Mysteries, see here

- Τετρὰς Φθίνοντος/ Τετρὰς μετ’εἰκάδας,

Sacrifices to the Nymphs, Achelous, Alochus, Hermes and Gaia (Erchia);

Sacrifice to Athena (Teithras);

Agraulia.

 

 

Commento al Timeo – I Libro, ‘Atlantide’ – I sezione

Sintesi- analisi del Commento al Timeo del divino Proclo.

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- ἄκουε δή, ὦ Σώκρατες, λόγου μάλα μὲν ἀτόπου, παντάπασί γε μὴν ἀληθοῦς, ὡς ὁ τῶν ἑπτὰ σοφώτατος Σόλων ποτ᾽ ἔφη. Ascolta, Socrate, un discorso certamente singolare, ma tutto vero, come lo raccontò un giorno Solone, il più saggio dei Sette.”

- ἦν μὲν οὖν οἰκεῖος καὶ σφόδρα φίλος ἡμῖν Δρωπίδου τοῦ προπάππου, καθάπερ λέγει πολλαχοῦ καὶ αὐτὸς ἐν τῇ ποιήσει: πρὸς δὲ Κριτίαν τὸν ἡμέτερον πάππον εἶπεν, ὡς ἀπεμνημόνευεν αὖ πρὸς ἡμᾶς ὁ γέρων, ὅτι μεγάλα καὶ θαυμαστὰ τῆσδ᾽ εἴη παλαιὰ ἔργα τῆς πόλεως ὑπὸ χρόνου καὶ φθορᾶς ἀνθρώπων ἠφανισμένα  “(Solone) era dunque parente ed amico intimo di Dropide, nostro bisnonno, come dice anche lui stesso in molti luoghi della sua poesia: disse a Crizia, nostro nonno, come il vecchio ricordava a sua volta a noi, che grandi e meravigliose erano state le imprese di questa Città, oscurate dal tempo e dalla morte degli uomini”

- πάντων δὲ ἓν μέγιστον, οὗ νῦν ἐπιμνησθεῖσιν πρέπον ἂν ἡμῖν εἴη σοί τε ἀποδοῦναι χάριν καὶ τὴν θεὸν ἅμα ἐν τῇ πανηγύρει δικαίως τε καὶ ἀληθῶς οἷόνπερ ὑμνοῦντας ἐγκωμιάζειν. ma una era la più grande (fra tutte le imprese), la quale, se noi adesso richiameremo correttamente alla memoria, potremo in modo conveniente contraccambiare la tua benevolenza e nello stesso tempo potremo giustamente e veramente celebrare la Dea nella sua festa solenne come se elevassimo inni.”

- εὖ λέγεις. ἀλλὰ δὴ ποῖον ἔργον τοῦτο Κριτίας οὐ λεγόμενον μέν, ὡς δὲ πραχθὲν ὄντως ὑπὸ τῆσδε τῆς πόλεως ἀρχαῖον διηγεῖτο κατὰ τὴν Σόλωνος ἀκοήν; [Dici bene]. Ma quale è questa impresa che Crizia narrava non come un racconto, ma come qualcosa che un tempo  avvenuto realmente per opera della nostra Città [secondo la versione tramandata da Solone]?”

- ἐγὼ φράσω, παλαιὸν ἀκηκοὼς λόγον οὐ νέου ἀνδρός. Vi racconterò allora questa antica storia, così come l’ho ascoltata da un uomo non più giovane.”

- ἦν μὲν γὰρ δὴ τότε Κριτίας, ὡς ἔφη, σχεδὸν ἐγγὺς, ἤδη τῶν ἐνενήκοντα ἐτῶν, ἐγὼ δέ πῃ μάλιστα δεκέτης Infatti allora Crizia, come disse, era ormai vicino ai novanta anni, mentre io avevo appena dieci anni;”

- ἡ δὲ Κουρεῶτις ἡμῖν οὖσα ἐτύγχανεν Ἀπατουρίων. τὸ δὴ τῆς ἑορτῆς σύνηθες ἑκάστοτε καὶ τότε συνέβη τοῖς παισίν: ἆθλα γὰρ ἡμῖν οἱ πατέρες ἔθεσαν ῥαψῳδίας. πολλῶν μὲν οὖν δὴ καὶ πολλὰ ἐλέχθη ποιητῶν ποιήματα, ἅτε δὲ νέα κατ᾽ ἐκεῖνον τὸν χρόνον ὄντα τὰ Σόλωνος πολλοὶ τῶν παίδων ᾔσαμεν. per noi era il giorno Cureotide delle Apaturie. Quell’usanza della festa che ogni volta coinvolge i bambini anche allora venne rispettata: i nostri padri stabilirono di assegnarci dei premi di poesia. Vennero letti molti carmi di molti poeti, e siccome in quel tempo i carmi di Solone erano nuovi, molti di noi bambini li cantammo.”

- εἶπεν οὖν τις τῶν φρατέρων, εἴτε δὴ δοκοῦν αὐτῷ τότε εἴτε καὶ χάριν τινὰ τῷ Κριτίᾳ φέρων, δοκεῖν οἱ τά τε ἄλλα σοφώτατον γεγονέναι Σόλωνα καὶ κατὰ τὴν ποίησιν αὖ τῶν ποιητῶν πάντων ἐλευθεριώτατον. ὁ δὴ γέρων— σφόδρα γὰρ οὖν μέμνημαι—μάλα τε ἥσθη καὶ διαμειδιάσας εἶπεν: ‘εἴ γε, ὦ Ἀμύνανδρε, μὴ παρέργῳ τῇ ποιήσει κατεχρήσατο, ἀλλ᾽ ἐσπουδάκει καθάπερ ἄλλοι, τόν τε λόγον ὃν ἀπ᾽ Αἰγύπτου δεῦρο ἠνέγκατο ἀπετέλεσεν, καὶ μὴ διὰ τὰς στάσεις ὑπὸ κακῶν τε ἄλλων ὅσα ηὗρεν ἐνθάδε ἥκων ἠναγκάσθη ’καταμελῆσαι, κατά γε ἐμὴν δόξαν οὔτε Ἡσίοδος οὔτε Ὅμηρος οὔτε ἄλλος οὐδεὶς ποιητὴς εὐδοκιμώτερος ἐγένετο ἄν ποτε αὐτοῦ Dunque un tale della fratria, vuoi perché allora la pensasse in quel modo, vuoi anche per rendere un tributo di riconoscenza a Crizia, disse che Solone gli sembrava il più saggio non solo nelle altre cose, ma anche nella poesia il più nobile/liberale di tutti i poeti. A questo punto l’anziano – lo ricordo perfettamente – si rallegrò assai e sorridendo disse: “Se, Aminandro, egli non si fosse occupato occasionalmente della poesia, ma avesse profuso tutte le sue energie come fanno gli altri, e avesse terminato quella storia che portò sin qui dall’Egitto, e non fosse stato costretto a trascurarla per le rivolte e gli altri mali che trovò quando fece ritorno qui da noi, a mio avviso né Esiodo né Omero, né nessun altro poeta sarebbe mai stato onorato più di lui.”

- ‘ἦ περὶ μεγίστης,’ ἔφη, ‘καὶ ὀνομαστοτάτης πασῶν δικαιότατ᾽ ἂν πράξεως οὔσης, ἣν ἥδε ἡ πόλις ἔπραξε μέν, διὰ δὲ χρόνον καὶ φθορὰν τῶν ἐργασαμένων οὐ διήρκεσε δεῦρο ὁ λόγος.’ Essa riguarda l’impresa più importante e senza dubbio più celebre fra tutte quelle che questa Città compì, anche se a causa del tempo e per la morte di coloro che la compirono, il racconto non giunse fino a noi.”

- ‘λέγε ἐξ ἀρχῆς,’ ἦ δ᾽ ὅς, ‘τί τε καὶ πῶς καὶ παρὰ τίνων ὡς ἀληθῆ διακηκοὼς ἔλεγεν ὁ Σόλων.’  “Racconta allora dal principio” disse allora “che cosa diceva Solone e come lo raccontava, e da quali persone lo aveva udito come veritiero.”

- ἔστιν τις κατ᾽ Αἴγυπτον,’ ἦ δ᾽ ὅς, ‘ἐν τῷ Δέλτα, περὶ ὃν κατὰ κορυφὴν σχίζεται τὸ τοῦ Νείλου ῥεῦμα Σαϊτικὸς ἐπικαλούμενος νομός, Vi è in Egitto” prese a raccontare quello “nel Delta, presso il cui vertice si divide il corso del Nilo, un distretto denominato Saitico”

- τούτου δὲ τοῦ νομοῦ μεγίστη πόλις Σάις—ὅθεν δὴ καὶ Ἄμασις ἦν ὁ βασιλεύς—οἷς τῆς πόλεως θεὸς ἀρχηγός τίς ἐστιν, Αἰγυπτιστὶ μὲν τοὔνομα Νηίθ, Ἑλληνιστὶ δέ, ὡς ὁ ἐκείνων λόγος, Ἀθηνᾶ: μάλα δὲ φιλαθήναιοι καί τινα τρόπον οἰκεῖοι τῶνδ᾽ εἶναί φασιν E Sais è la città più grande di questo distretto – città da cui proveniva anche il re Amasi – per gli abitanti una Dea fu la fondatrice della città, ed il suo nome in egiziano è Neith, mentre in greco, come dicono loro, Atena: sono molto amici degli Ateniesi ed in un certo senso dicono di essere parenti con loro.”

- οἷ δὴ Σόλων ἔφη πορευθεὶς σφόδρα τε γενέσθαι παρ᾽ αὐτοῖς ἔντιμος, ’καὶ δὴ καὶ τὰ παλαιὰ ἀνερωτῶν ποτε τοὺς μάλιστα περὶ ταῦτα τῶν ἱερέων ἐμπείρους, σχεδὸν οὔτε αὑτὸν οὔτε ἄλλον Ἕλληνα οὐδένα οὐδὲν ὡς ἔπος εἰπεῖν εἰδότα περὶ τῶν τοιούτων ἀνευρεῖν. Solone disse che, giunto in quel luogo, venne accolto con grandi onori presso di loro, e che avendo una volta domandato sui fatti più antichi i sacerdoti più preparati intorno a tali questioni, scoprì che né lui stesso né nessun altro Greco era per così dire al corrente di tali fatti.”

- καί ποτε προαγαγεῖν βουληθεὶς αὐτοὺς περὶ τῶν ἀρχαίων εἰς λόγους, τῶν τῇδε τὰ ἀρχαιότατα λέγειν ἐπιχειρεῖν, περὶ Φορωνέως τε τοῦ πρώτου λεχθέντος καὶ Νιόβης, καὶ μετὰ τὸν κατακλυσμὸν αὖ περὶ Δευκαλίωνος ’ καὶ Πύρρας ὡς διεγένοντο μυθολογεῖν, καὶ τοὺς ἐξ αὐτῶν γενεαλογεῖν, καὶ τὰ τῶν ἐτῶν ὅσα ἦν οἷς ἔλεγεν πειρᾶσθαι διαμνημονεύων τοὺς χρόνους ἀριθμεῖν E allora volendo spingerli verso i discorsi riguardanti i fatti antichi, cominciò a parlare di quei fatti che qui si pensa che siano i più antichi, e narrò di Foroneo che si dice sia stato il primo uomo, e di Niobe, e dopo il diluvio, di come Deucalione e Pirra trascorsero la vita, e fece la genealogia dei loro discendenti, e ricordando i tempi cercò di calcolare in quali anni erano accaduti gli eventi di cui parlava.”

- καί τινα εἰπεῖν τῶν ἱερέων εὖ μάλα παλαιόν: ‘ὦ Σόλων, Σόλων, Ἕλληνες ἀεὶ παῖδές ἐστε, γέρων δὲ Ἕλλην οὐκ ἔστιν.’ [Allora uno dei sacerdoti assai anziano disse:] “O Solone, Solone, voi Greci siete sempre bambini, e non esiste un Greco vecchio.”

- ἀκούσας οὖν, ‘πῶς τί τοῦτο λέγεις;’ φάναι.’ ‘νέοι ἐστέ,’ εἰπεῖν, ‘τὰς ψυχὰς πάντες: οὐδεμίαν γὰρ ἐν αὐταῖς ἔχετε δι᾽ ἀρχαίαν ἀκοὴν παλαιὰν δόξαν οὐδὲ μάθημα χρόνῳ πολιὸν οὐδέν. [E Solone, dopo aver ascoltato, chiese: “[Come? Cos'è questa cosa che dici?”] “Siete tutti giovani” disse “nelle anime: infatti in esse non avete alcuna antica opinione che provenga da un’arcaica tradizione e neppure alcun insegnamento che sia canuto per l’età.”

 

 

Commento al Timeo – I Libro, II parte – transizione

Sintesi- analisi del Commento al Timeo del divino Proclo.

 

- Ἀκούοιτ΄ ἂν ἤδη τὰ μετὰ ταῦτα περὶ τῆς πολιτείας ἣν διήλθομεν͵ οἷόν τι πρὸς αὐτὴν πεπονθὼς τυγχάνω.

Ed ora, a proposito di questo Stato che abbiamo appena passato in rassegna, ascoltate quali sono i miei sentimenti nei suoi confronti.”

- προσέοικεν δὲ δή τινί μοι τοιῷδε τὸ πάθος͵ οἷον εἴ τις ζῷα καλά που θεασάμενος͵ εἴτε ὑπὸ γραφῆς εἰργασμένα εἴτε καὶ ζῶντα ἀληθινῶς ἡσυχίαν δὲ ἄγοντα͵ εἰς ἐπιθυμίαν ἀφίκοιτο θεάσασθαι κινούμενά τε αὐτὰ καί τι τῶν τοῖς σώμασιν δοκούντων προσήκειν κατὰ τὴν ἀγωνίαν ἀθλοῦντα· ταὐτὸν καὶ ἐγὼ πέπονθα πρὸς τὴν πόλιν ἣν διήλθομεν. ἡδέως γὰρ ἄν του λόγῳ διεξιόντος ἀκούσαιμ΄ ἂν ἄθλους οὓς πόλις ἀθλεῖ͵ τούτους αὐτὴν ἀγωνιζομένην πρὸς πόλεις ἄλλας͵ πρεπόντως εἴς τε πόλεμον ἀφικομένην καὶ ἐν τῷ πολεμεῖν τὰ προσήκοντα ἀποδιδοῦσαν τῇ παιδείᾳ καὶ τροφῇ κατά τε τὰς ἐν τοῖς ἔργοις πράξεις καὶ κατὰ τὰς ἐν τοῖς λόγοις διερμηνεύσεις πρὸς ἑκάστας τῶν πόλεων.

Il mio sentimento assomiglia a quello di chi, avendo osservato da qualche parte degli stupendi animali, sia rappresentati da una pittura sia realmente viventi, ma in riposo, provi il desiderio di osservarli in movimento e di vederli gareggiare in una di quelle lotte che sembrano adatte ai loro corpi: un identico sentimento provo verso la città che abbiamo appena descritto. Infatti ascolterei volentieri qualcuno che esponesse con un discorso come essa affronta contro le altre città quelle gare che ogni città deve affrontare, e come nobilmente entra in guerra, e come nel fare la guerra mostra di avere ciò che si addice alla sua cultura ed educazione, sia nei fatti con le sue imprese, sia nei discorsi con i negoziati verso le singole città.”

- ταῦτ΄ οὖν͵ ὦ Κριτία καὶ Ἑρμόκρατες͵ ἐμαυτοῦ μὲν αὐτὸς κατέγνωκα μή ποτ΄ ἂν δυνατὸς γενέσθαι τοὺς ἄνδρας καὶ τὴν πόλιν ἱκανῶς ἐγκωμιάσαι.

Ma a questo proposito, Crizia ed Hermocrate, sono perfettamente consapevole di non essere capace di elogiare come si deve tali uomini e tale città.”

- καὶ τὸ μὲν ἐμὸν οὐδὲν θαυμαστόν· ἀλλὰ τὴν αὐτὴν δόξαν εἴληφα καὶ περὶ τῶν πάλαι γεγονότων καὶ περὶ τῶν νῦν ὄντων ποιητῶν͵ οὔτι τὸ ποιητικὸν ἀτιμάζων γένος͵ ἀλλὰ παντὶ δῆλον ὡς τὸ μιμητικὸν ἔθνος͵ οἷς ἂν ἐντραφῇ͵ ταῦτα μιμήσεται ῥᾷστα καὶ ἄριστα͵ τὸ δ΄ ἐκτὸς τῆς τροφῆς ἑκάστοις γιγνόμενον χαλεπὸν μὲν ἔργοις͵ ἔτι δὲ χαλεπώτερον λόγοις εὖ μιμεῖσθαι.

Per quanto mi riguarda, non mi stupisco affatto; ma nutro la stessa opinione sia dei poeti che vissero anticamente, sia di quelli che vi sono ora, non perché disprezzi la stirpe dei poeti, ma perché è chiaro a chiunque che la stirpe di chi imita imiterà più facilmente e più nobilmente ciò in cui è stato allevato, mentre ciò che è al di fuori della propria educazione, se è difficile imitarlo nei fatti, è ancor più difficile imitarlo bene a parole.”

- τὸ δὲ τῶν σοφιστῶν γένος αὖ πολλῶν μὲν λόγων καὶ καλῶν ἄλλων μάλ΄ ἔμπειρον ἥγημαι͵ φοβοῦμαι δὲ μή πως͵ ἅτε πλανητὸν ὂν κατὰ πόλεις οἰκήσεις τε ἰδίας οὐδαμῇ διῳκηκός͵ ἄστοχον ἅμα φιλοσόφων ἀνδρῶν ᾖ καὶ πολιτικῶν͵ ὅσ΄ ἂν οἷά τε ἐν πολέμῳ καὶ μάχαις πράττοντες ἔργῳ καὶ λόγῳ προσομιλοῦντες ἑκάστοις πράττοιεν καὶ λέγοιεν.

Quanto alla classe dei sofisti, li ritengo assolutamente esperti per quanto riguarda molti discorsi ed altre belle cose, ma temo che, siccome vagano di città in città senza avere in alcun luogo una loro dimora, siano incapaci di comprendere ciò che fanno o dicono i filosofi e gli uomini politici, quando agiscono in guerra e in battaglia e che con questi e quelli negoziano sia nei fatti che a parole.”

- καταλέλειπται δὴ τὸ τῆς ὑμετέρας ἕξεως γένος͵ ἅμα ἀμφοτέρων φύσει καὶ τροφῇ μετέχον.

Rimane dunque la stirpe delle persone come voi, che ad un tempo partecipano – per natura e per educazione – del carattere di entrambi (filosofi e politici).”

- Τίμαιός τε γὰρ ὅδε͵ εὐνομωτάτης ὢν πόλεως τῆς ἐν Ἰταλίᾳ Λοκρίδος͵ οὐσίᾳ καὶ γένει οὐδενὸς ὕστερος ὢν τῶν ἐκεῖ͵ τὰς μεγίστας μὲν ἀρχάς τε καὶ τιμὰς τῶν ἐν τῇ πόλει μετακεχείρισται͵ φιλοσοφίας δ΄ αὖ κατ΄ ἐμὴν δόξαν ἐπ΄ ἄκρον ἁπάσης ἐλήλυθεν·

Questo nostro Timeo, che proviene da quella città governata da ottime leggi che è Locri in Italia, non essendo secondo a nessuno fra quelli che abitano in quella città per ricchezza e per stirpe, da un lato ha esercitato le cariche e le magistrature più importanti fra quelle che ci sono in città, e dall’altro ha raggiunto a mio avviso la vetta più alta di tutta la filosofia;”

- Κριτίαν δέ που πάντες οἱ τῇδε ἴσμεν οὐδενὸς ἰδιώτην ὄντα ὧν λέγομεν.

Quanto a Crizia, noi tutti che siamo qui sappiamo che non ignora nessuna delle cose che diciamo”

- τῆς δὲ Ἑρμοκράτους αὖ περὶ φύσεως καὶ τροφῆς͵ πρὸς ἅπαντα ταῦτ΄ εἶναι ἱκανὴν πολλῶν μαρτυρούντων πιστευτέον.

Riguardo alla natura ed all’educazione di Hermocrate, dobbiamo affidarci alla testimonianza di molti secondo cui esse si conformano in modo adeguato a tutte queste cose.”

- διὸ καὶ χθὲς ἐγὼ διανοούμενος͵ ὑμῶν δεομένων τὰ περὶ τῆς πολιτείας διελθεῖν͵ προθύμως ἐχαριζόμην͵ εἰδὼς ὅτι τὸν ἑξῆς λόγον οὐδένες ἂν ὑμῶν ἐθελόντων ἱκανώτερον ἀποδοῖεν – εἰς γὰρ πόλεμον πρέποντα καταστήσαντες τὴν πόλιν ἅπαντ΄ αὐτῇ τὰ προσήκοντα ἀποδοῖτ΄ ἂν μόνοι τῶν νῦν – εἰπὼν δὴ τἀπιταχθέντα ἀντεπέταξα ὑμῖν ἃ καὶ νῦν λέγω. συνωμολογήσατ΄ οὖν κοινῇ σκεψάμενοι πρὸς ὑμᾶς αὐτοὺς εἰς νῦν ἀνταποδώσειν μοι τὰ τῶν λόγων ξένια͵ πάρειμί τε οὖν δὴ κεκοσμημένος ἐπ΄ αὐτὰ καὶ πάντων ἑτοιμότατος ὢν δέχεσθαι.

Perciò anche ieri, riflettendo, quando mi avete domandato di esporre il mio pensiero intorno allo Stato, volentieri vi ho reso questo favore, sapendo che nessuno potrebbe svolgere meglio di voi, se solo lo voleste, il seguito del discorso – infatti, dopo aver disposto lo Stato verso una degna guerra, soltanto voi fra quelli che vivono in questo tempo potrete assegnarle tutto ciò che le conviene – dopo aver detto ciò che mi era stato assegnato, a mia volta vi ho assegnato quelle cose che adesso dico. Avendo riflettuto fra di voi, avete deciso di comune accordo di ricambiarmi in questo momento l’ospitalità dei discorsi ed io sono qui assolutamente ben disposto verso di essi ed il più preparato fra tutti ad accoglierli.”

- ΕΡ. Καὶ μὲν δή͵ καθάπερ εἶπεν Τίμαιος ὅδε͵ ὦ Σώκρατες͵ οὔτε ἐλλείψομεν προθυμίας οὐδὲν οὔτε ἔστιν οὐδεμία πρόφασις ἡμῖν τοῦ μὴ δρᾶν ταῦτα· ὥστε καὶ χθές͵ εὐθὺς ἐνθένδε ἐπειδὴ παρὰ Κριτίαν πρὸς τὸν ξενῶνα οὗ καὶ καταλύομεν ἀφικόμεθα͵ καὶ ἔτι πρότερον καθ΄ ὁδὸν αὐτὰ ταῦτ΄ ἐσκοποῦμεν.

E certamente, come disse il nostro Timeo, o Socrate, nulla tralasceremo del nostro impegno, e non vi sarà alcun pretesto per non far ciò; sicché anche ieri, subito fuori di qui, dopo che arrivammo da Crizia nelle stanze per gli ospiti, dove anche alloggiammo, e ancora prima lungo la strada, riflettevamo proprio intorno a tali questioni.”

- ὅδε οὖν ἡμῖν λόγον εἰσηγήσατο ἐκ παλαιᾶς ἀκοῆς· ὃν καὶ νῦν λέγε͵ ὦ Κριτία͵ τῷδε͵ ἵνα συνδοκιμάσῃ πρὸς τὴν ἐπίταξιν εἴτ΄ ἐπιτήδειος εἴτε ἀνεπιτήδειός ἐστι.

Questi dunque ci narrò una storia proveniente da un’antica tradizione: anche adesso raccontala a Socrate, Crizia, perché possa valutare se sia adatta o meno al nostro compito.”

ΚΡ. Ταῦτα χρὴ δρᾶν͵ εἰ καὶ τῷ τρίτῳ κοινωνῷ Τιμαίῳ συνδοκεῖ.

“Bisogna fare così, se anche il terzo compagno Timeo è d’accordo.”

ΤΙ. Δοκεῖ μήν.

 “Sì sono d’accordo.”

Commento al Timeo – I Libro, I parte

Sintesi- analisi del Commento al Timeo del divino Proclo.

Ricapitolazione della Repubblica

- μᾶλλον δέ, εἰ μή τί σοι χαλεπόν, ἐξ ἀρχῆς διὰ βραχέων πάλιν ἐπάνελθε αὐτά, ἵνα βεβαιωθῇ μᾶλλον παρ᾽ἡμῖν. “Anzi, se per te non è una seccatura, riprendi nuovamente in breve dal  principio queste cose, perché si consolidino maggiormente in noi.

- χθές που τῶν ὑπ᾽ ἐμοῦ ῥηθέντων λόγων περὶ πολιτείας ἦν τὸ κεφάλαιον οἵα τε καὶ ἐξ οἵων ἀνδρῶν ἀρίστη κατεφαίνετ᾽ ἄν μοι γενέσθαι. “Ieri il punto principale dei miei discorsi sullo Stato riguardava il come deve essere e da quali uomini deve essere costituito per sembrarmi il migliore.

- καὶ μάλα γε ἡμῖν, ὦ Σώκρατες, ῥηθεῖσα πᾶσιν κατὰ νοῦν. “e ci è senz’altro sembrato, Socrate, che tu ne parlassi con intelligenza.

- ἆρ᾽ οὖν οὐ τὸ τῶν γεωργῶν ὅσαι τε ἄλλαι τέχναι πρῶτον ἐν αὐτῇ χωρὶς διειλόμεθα ἀπὸ τοῦ γένους τοῦ τῶν προπολεμησόντων; “dunque innanzi tutto non separammo in esso la classe dei contadini e di tutte le altre arti/mestieri da quella dei difensori dello Stato?”

- καὶ κατὰ φύσιν δὴ δόντες τὸ καθ᾽ αὑτὸν ἑκάστῳ πρόσφορον ἓν μόνον ἐπιτήδευμα, μίαν ἑκάστῳ τέχνην, τούτους οὓς πρὸ πάντων ἔδει πολεμεῖν, εἴπομεν ὡς ἄρ᾽ αὐτοὺς δέοι φύλακας εἶναι μόνον τῆς πόλεως, εἴτε τις ἔξωθεν ἢ καὶ τῶν ἔνδοθεν ἴοι κακουργήσων, δικάζοντας μὲν πρᾴως τοῖς ἀρχομένοις ὑπ᾽ αὐτῶν καὶ φύσει φίλοις οὖσιν, χαλεποὺς δὲ ἐν ταῖς μάχαις τοῖς ἐντυγχάνουσιν τῶν ἐχθρῶν γιγνομένους. “Ed assegnando secondo natura ciò che più si addice a ciascuna classe, vale a dire un’unica mansione ed un’unica arte  per ciascuna, dicemmo che coloro che dovevano combattere per tutti dovevano essere solo guardiani della città, sia che qualcuno venisse a saccheggiarla dall’esterno o anche dall’interno, giudicando da un lato con benevolenza i loro sottoposti ed amici naturali, ma diventando ostili nelle battaglie con i nemici che incontrassero.”

- φύσιν γὰρ οἶμαί τινα τῶν φυλάκων τῆς ψυχῆς ἐλέγομεν ἅμα μὲν θυμοειδῆ, ἅμα δὲ φιλόσοφον δεῖν εἶναι διαφερόντως, ἵνα πρὸς ἑκατέρους δύναιντο ὀρθῶς πρᾷοι καὶ χαλεποὶ γίγνεσθαι. “Dicevamo, io credo, che l’anima dei guardiani doveva essere per natura  particolarmente veemente ed amante della sapienza ad un tempo, perché potessero diventare a buon diritto nei confronti degli uni e degli altri rispettivamente benevoli ed ostili.”

- τί δὲ τροφήν; ἆρ᾽ οὐ γυμναστικῇ καὶ μουσικῇ μαθήμασίν τε ὅσα προσήκει τούτοις, ἐν ἅπασι τεθράφθαι; “E l’educazione? Non dovevano essere allevati nella ginnastica e nella musica e in tutte le discipline che si addicessero loro?”

- τοὺς δέ γε οὕτω τραφέντας ἐλέχθη που μήτε χρυσὸν μήτε ἄργυρον μήτε ἄλλο ποτὲ μηδὲν κτῆμα ἑαυτῶν ἴδιον νομίζειν δεῖν “Si disse che quelli che venivano allevati in questo modo non dovessero ritenere né l’oro né l’argento né alcun altro bene come loro proprio”

- ἀλλ᾽ ὡς ἐπικούρους μισθὸν λαμβάνοντας τῆς φυλακῆς παρὰ τῶν σῳζομένων ὑπ᾽ αὐτῶν, ὅσος σώφροσιν μέτριος, ἀναλίσκειν τε δὴ κοινῇ καὶ συνδιαιτωμένους μετὰ ἀλλήλων ζῆν, ἐπιμέλειαν ἔχοντας ἀρετῆς διὰ παντός, τῶν ἄλλων ἐπιτηδευμάτων ἄγοντας σχολήν. “ma, in qualità di difensori dello stato ricevessero da quelli che erano da loro difesi un compenso per la loro custodia, commisurato alle esigenze di persone moderate, e lo spendessero in comune e vivessero gli uni con gli altri, avendo soprattutto cura della virtù e non occupandosi delle altre questioni.”

- καὶ μὲν δὴ καὶ περὶ γυναικῶν ἐπεμνήσθημεν, ὡς τὰς φύσεις τοῖς ἀνδράσιν παραπλησίας εἴη συναρμοστέον, καὶ τὰ ἐπιτηδεύματα πάντα κοινὰ κατά τε πόλεμον καὶ κατὰ τὴν ἄλλην δίαιταν δοτέον πάσαις. “E facemmo anche menzione delle donne, sostenendo che le loro nature dovessero armonizzarsi a quelle degli uomini fino a diventare loro somiglianti, e a tutte loro si dovessero assegnare le stesse mansioni degli uomini riguardanti la guerra ed il resto della vita.”

- τί δὲ δὴ τὸ περὶ τῆς παιδοποιίας; ἢ τοῦτο μὲν διὰ τὴν ἀήθειαν τῶν λεχθέντων εὐμνημόνευτον, ὅτι κοινὰ τὰ τῶν γάμων καὶ τὰ τῶν παίδων πᾶσιν ἁπάντων ἐτίθεμεν, μηχανωμένους ὅπως μηδείς ποτε τὸ γεγενημένον αὐτῶν ἰδίᾳ γνώσοιτο, νομιοῦσιν δὲ πάντες πάντας αὐτοὺς ὁμογενεῖς, ἀδελφὰς μὲν καὶ ἀδελφοὺς ὅσοιπερ ἂν τῆς πρεπούσης ἐντὸς ἡλικίας γίγνωνται, τοὺς δ᾽ ἔμπροσθεν καὶ ἄνωθεν γονέας τε καὶ γονέων προγόνους, τοὺς δ᾽ εἰς τὸ κάτωθεν ἐκγόνους παῖδάς τε ἐκγόνων;
ναί, καὶ ταῦτα εὐμνημόνευτα ᾗ λέγεις. “E riguardo alla procreazione dei figli? Ma questa cosa, per la novità delle cose dette, è facile da ricordare, e cioè che abbiamo stabilito che tutto fosse comune a tutti, matrimoni e figli, facendo in modo che nessuno fosse mai in grado di riconoscere il proprio figlio, e tutti  pensassero di essere tutti consanguinei, sorelle e fratelli quanti sono generati nei limiti di una stessa età, padri e padri dei padri quelli già avanti negli anni e più anziani, figli e figli dei figli i più giovani? – Sì, come dici, anche queste cose sono facili da ricordare.”

- ὅπως δὲ δὴ κατὰ δύναμιν εὐθὺς γίγνοιντο ὡς ἄριστοι τὰς φύσεις, ἆρ᾽ οὐ μεμνήμεθα ὡς τοὺς ἄρχοντας ἔφαμεν καὶ τὰς ἀρχούσας δεῖν εἰς τὴν τῶν γάμων σύνερξιν λάθρᾳ μηχανᾶσθαι κλήροις τισὶν ὅπως οἱ κακοὶ χωρὶς οἵ τ᾽ ἀγαθοὶ ταῖς ὁμοίαις ἑκάτεροι συλλήξονται, καὶ μή τις αὐτοῖς ἔχθρα διὰ ταῦτα γίγνηται, τύχην ἡγουμένοις αἰτίαν τῆς συλλήξεως; “Perché diventassero direttamente, nei limiti del possibile, migliori per le loro nature, non ci ricordiamo di aver detto che i magistrati uomini ed i magistrati donne dovessero, negli accoppiamenti dei matrimoni, tramare di nascosto con certi sorteggi, in modo che dopo aver separato i buoni dai malvagi, gli uni e gli altri si unissero con i loro simili, e non provassero invidia per questa ragione, attribuendo la causa dell’unione alla sorte?”

- καὶ μὴν ὅτι γε τὰ μὲν τῶν ἀγαθῶν θρεπτέον ἔφαμεν εἶναι, τὰ δὲ τῶν κακῶν εἰς τὴν ἄλλην λάθρᾳ διαδοτέον πόλιν “E non dicevamo che soltanto i figli dei buoni dovevano essere educati, mentre i figli dei cattivi si dovevano distribuire di nascosto in un’altra parte della città?”

- ἐπαυξανομένων δὲ σκοποῦντας ἀεὶ τοὺς ἀξίους πάλιν ἀνάγειν δεῖν, τοὺς δὲ παρὰ σφίσιν ἀναξίους εἰς τὴν τῶν ἐπανιόντων χώραν μεταλλάττειν; “Questi ultimi, tenuti sotto costante osservazione durante la loro crescita, si dovevano di nuovo ricondurre fra i buoni se fossero diventati degni, sostituendoli con quelli che presso di loro fossero diventati indegni.”

- ἆρ᾽ οὖν δὴ διεληλύθαμεν ἤδη καθάπερ χθές, ὡς ἐν κεφαλαίοις πάλιν ἐπανελθεῖν, ἢ ποθοῦμεν ἔτι τι τῶν ῥηθέντων, ὦ φίλε Γίμαιε, ὡς ἀπολειπόμενον; “Abbiamo ormai passato in rassegna la discussione così come si è svolta ieri, per quanto si può riassumere per sommi capi, oppure avvertiamo l’esigenza di ricordare ancora qualcuna delle cose dette, caro Timeo, come se l’avessimo tralasciata?”