Commento al Timeo, V Parte – Prologo; Genealogia degli Dei

Commento al Timeo [link documento pdf] del divino Proclo.

Prologo
I. Natura ed ordinamento degli Dei Sub-lunari
II. Angeli, Daimones ed Eroi
III. Dottrina Orfica sugli Dei
IV. Conclusione del Prologo e transizione

1. Genealogia degli Dei
Da Gaia ed Urano nacquero i figli Oceano e Teti
I. Corrispondenza fra il Cosmo complessivo e ciascun elemento
II. Natura di Gaia e di Urano
1. Diverse opinioni
2. Opinione di Siriano e di Proclo
III. Natura di Oceano e di Teti
1. Diverse opinioni
2. Opinione di Proclo
IV. Dove Platone ha assegnato un’anima propria al Cielo?

e da questi Forci, Crono e Rhea e quanti nacquero insieme a loro
I. Spiegazione generale
II. Perché questi Dei sono detti ‘figli’ di Oceano e di Teti?
III. Natura specifica di Forci, Crono e Rhea

da Crono e Rhea, Zeus ed Hera e tutti quanti sappiamo che sono detti loro fratelli
I. Introduzione
II. Natura di questi ultimi Dei
1. Opinioni di Giamblico e di Teodoro
2. Opinione di Proclo

ed ancora gli altri, figli di questi
I. Spiegazione del passo
II. Conclusione generale sulle genealogie divine

Non appena tutti gli Dei nacquero, sia quelli che percorrono apertamente/visibilmente le loro orbite sia quelli che fanno la loro comparsa quando vogliono, colui che generò questo universo disse loro le parole che seguono
I. Spiegazione del passo
II. Sulla natura degli Dei Sub-lunari
III. Transizione al discorso del Demiurgo

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Commento al Timeo – Il Tempo e gli Astri – I sezione

Commento al Timeo del divino Proclo.

Il Tempo e gli Astri – I sezione

Ottavo Dono del Dio al Cosmo: il Tempo e gli Astri

Ὡς δὲ κινηθὲν αὐτὸ καὶ ζῶν ἐνόησεν τῶν ἀϊδίων θεῶν γεγονὸς ἄγαλμα ὁ γεννήσας πατήρ͵ ἠγάσθη τε καὶ εὐφρανθεὶς ἔτι δὴ μᾶλλον ὅμοιον πρὸς τὸ παράδειγμα ἐπενόησεν ἀπεργάσασθαι. καθάπερ οὖν αὐτὸ τυγχάνει ζῷον ἀίδιον ὄν͵ καὶ τόδε τὸ πᾶν οὕτως εἰς δύναμιν ἐπεχείρησε τοιοῦτον ἀποτελεῖν.  “Non appena il Padre che lo aveva generato osservò muoversi e vivere questo Mondo che era stato fatto ad immagine degli eterni Dei, si rallegrò e pieno di gioia pensò di renderlo ancora più simile al Modello. Come dunque esso è un essere vivente eterno, così, per quanto era possibile, cercò di rendere tale anche questo Tutto.”
A. Spiegazione generale
B. Spiegazione dei dettagli

ἡ μὲν οὖν τοῦ ζῴου φύσις ἐτύγχανεν οὖσα αἰώνιος͵ καὶ τοῦτο μὲν δὴ τῷ γεννητῷ παντελῶς προσάπτειν οὐκ ἦν δυνατόν· εἰκὼ δ΄ ἐπενόει κινητόν τινα αἰῶνος ποιῆσαι͵ καὶ διακοσμῶν ἅμα οὐρανὸν ποιεῖ μένοντος αἰῶνος ἐν ἑνὶ κατ΄ ἀριθμὸν ἰοῦσαν αἰώνιον εἰκόνα͵ τοῦτον ὃν δὴ χρόνον ὠνομάκαμεν. “Come dunque esso è un essere vivente eterno, così, per quanto gli era possibile, cercò di rendere tale anche questo tutto. Dunque la natura di quell’essere è eterna, e questo non era possibile applicarlo completamente a questo mondo generato: pensò allora di realizzare un’immagine mobile dell’eternità, e, ordinando il cielo, fa dell’eternità che rimane nell’unità un’immagine eterna che procede secondo il numero, e che noi abbiamo chiamato tempo.”
A. Spiegazione generale
I. Introduzione
II. Tempo ed Eternità
1. Secondo Aristotele
2. Secondo Platone e Proclo
2a. Eternità e Vivente-in-sé
2b. Eternità e Generi dell’Essere
2c. Che cos’è l’Eternità

EreticaMente: “Dikaiosyne – Bilancia e Spighe”

Sul sito EreticaMente: “Dikaiosyne – Bilancia e Spighe”

Nessuno dei poeti di quaggiù ha mai cantato né mai canterà in modo degno il Luogo Iperuranio … l’Essere che realmente è, senza colore, senza forma ed invisibile, che può essere contemplato solo dall’Intelletto timoniere dell’anima ed intorno a cui verte il genere della vera conoscenza, occupa questo Luogo … e nel ciclo che compie vede la Dikaiosyne in sé, vede la Sophrosyne in sé, vede l’ Episteme … quella Scienza che si fonda su ciò che è veramente Essere.” (Platone, Fedro 247 b-d)

“non senza ragione ebbe questi tre nomi: Dikaiosyne assoluta, Sophrosyne assoluta, Episteme assoluta. Tramandandosi infatti tre Notti presso Orfeo … afferma che la prima dà oracoli, cosa propria dell’Episteme [“la Scienza fa splendere le conoscenze sugli Dei” = gli oracoli; cf. Pr. Theol. IV 44], chiama quella di mezzo venerabile, prerogativa della Sophrosyne, e dice che la terza, Dikaiosyne, partorisce [divide e distribuisce perché “la Giustizia è garante della distribuzione dei beni in base al merito” Theol. IV 45] (Herm. in Phaedr. 247)

“Demetra, come ogni forma di vita, così produce anche ogni forma di nutrimento. Ed è per questo che ha la Notte come Modello, che è chiamata l’immortale nutrice degli Dei; ma la Notte è tale a livello intelligibile. Infatti, secondo l’Oracolo, l’Intelligibile è nutrimento per gli ordinamenti Intellettivi degli Dei.” (Proclo, in Crat. 92.10)

Anima antica unita al vigore di un corpo, Glauco mescolò anche un alto senso della misura alla bellezza (καὶ κάλλει κεράσας κρείττονα σωφροσύνην) e mostrò a tutti gli uomini mortali i luminosi riti di Deò (ὄργια πᾶσιν ἔφαινε βροτοῖς φαεσίμβροτα Δηοῦς) per nove anni, al decimo raggiunse gli Immortali. Diceva che bello è il Mistero disceso dai Beati …” (IG II2 3661)

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