Proclo, Commento al Parmenide, I Libro [688.20 – 722.20]

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Parmenide, per caso, si trovava fuori di casa: mancavano ancora poche righe al termine della lettura, quando lo stesso Pitodoro disse di essere entrato in casa da fuori, e con lui Parmenide e Aristotele, quello che aveva fatto parte dei Trenta, e ascoltarono ancora poche righe al termine della lettura. Per lui non fu così, poiché anche in precedenza aveva ascoltato Zenone. [127 C 6-D 5]
– le Cause più divine non si manifestano agli esseri inferiori
– Esseri di primo, secondo e terzo rango
– τὸ ἐκφαντορικὸν, la classe che rivela gli Esseri superiori
–  “presso i filosofi stessi il più perfetto ed il più potente è anche in grado di portare beneficio ad un maggior numero di uomini”
– la vera guerra contro i giganti, simbolismo della tirannia per le anime
– riepilogo a proposito delle modalità di risalita delle anime

Socrate, dopo che ebbe ascoltato, domandò che fosse letta di nuovo la prima ipotesi del primo discorso, e, una volta che fu riletta, disse: «che senso ha, o Zenone, quello che dici?» [127 D 6-E 1]
– i tre gradi dell’elevazione socratica
– il primo argomento di Zenone, e la prima ipotesi di tale argomento

«Tu dici che se sono molte le cose che sono, esse devono essere simili e anche dissimili, ma che questo è impossibile: non è vero infatti che né è simile ciò che è dissimile, né è dissimile ciò che è simile? Non è così che dici?» «E’ così», disse Zenone. «Dunque, se è impossibile che le cose dissimili siano simili e le cose simili siano dissimili, è impossibile che siano anche molte? Se fossero molte capiterebbe capiterebbe loro di trovarsi in una condizione che è impossibile che si verifichi.» [127 E 1-8]
– contro chi pretende di ricondurre l’argomento alle sottigliezze degli Stoici
– “è impossibile che i molteplici esistano, se sono privi dell’uno”

«E’ questo che vogliono dire i tuoi discorsi, vale a dire non fare niente altro se non sostenere, andando contro ogni affermazione che viene fatta, che non esiste la molteplicità? E pensi forse che ciascuno dei tuoi discorsi rappresenti per te una prova a favore di tali asserzioni, sicché anche ritieni che tante sono le prove che sei in grado di fornire quanti sono i discorsi che hai scritto riguardanti la non esistenza della molteplicità? Dici così o io non intendo correttamente?» «No», disse Zenone, «ma hai compreso bene quello che complessivamente intendevo dire nel mio scritto». [127 E 8-128 A 3]
– una regola per coloro che vogliono sollevare delle aporie contro gli Antichi
– la lotta contro la molteplicità
– ciò che è proprio della potenza della scienza
– analogia con gli Esseri divini: “l’Essere permane in quiete unito all’Uno, mentre l’Intelletto vitale e la Potenza intellettiva della Vita procedono verso la molteplicità, e, inversamente, riconducono la molteplicità all’unità”

«Capisco Parmenide», disse Socrate, «che il nostro Zenone non solo vuole, sopra ogni altra cosa, stringersi in vincolo di amicizia con te, ma anche con il tuo scritto. Ha scritto le stesse cose, per un certo verso, che hai scritto tu, anche se, cambiando qualche particolare, tenta di ingannarci, come se avesse detto qualcosa di diverso». [128 A 4-8]
– l’ordine dell’ascesa in base alle dottrine dei Teologi
– i due generi della dialettica
– l’unità indicibile, l’amicizia e la vita pitagorica

«Tu nei tuoi versi affermi che il tutto è uno, e di queste affermazioni fornisci delle prove valide e plausibili: costui a sua volta dice che i molti non esistono, e anch’egli fornisce moltissime prove e di considerevole ampiezza. Poiché uno di voi afferma che il tutto è uno, e l’altro nega l’esistenza dei molti, e poiché l’uno e l’altro parlate in modo da sembrare di non aver detto le stesse cose, mentre press’a poco le avete dette, mi sembra che le cose che avete detto siano dette per superare l’intelligenza di noi altri». [128 A 8-B 6]
– l’Uno, l’Essere e i molti
– l’Uno e la Monade dell’Essere
– iniziazione preliminare e iniziazione completa, Zenone e Parmenide
– “ogni divinità imita il Tutto: ora, nel Tutto le apparenze sono immagini delle cose nascoste, e non vi è nessuna di queste apparenze che non comporti un’immagine o un simbolo degli Intelligibili”
– l’unione degli uomini divini
– “nel caso degli Dei la loro unità è indivisibile e non coglibile, così nel caso degli uomini divini”

«Sì», disse Zenone, «o Socrate. Tu però non hai capito in ogni sua parte il vero spirito del mio scritto» [128 B 7-8]
– coordinazione fra le Monadi e ogni molteplicità
– “non vi è nulla di più divino dell’unità se non l’Uno stesso”: l’Uno e le Enadi
– l’Enade coordinata e quella trascendente, il legame delle forme molteplici
– totalità non partecipabile e totalità partecipabile
– l’Essere che trascende tutti gli esseri e la molteplicità degli Enti Noetici
– l’Uno-che-è, il Focolare dell’Essere e l’Essere nascosto
– l’Uno-che-è precede la molteplicità: prove logiche, prove fisiche, prove teologiche
– confutazione ed elevazione dei molti all’Uno che è nei molti fino all’Uno trascendente
– l’Uno e la Diade

«Eppure, come le cagne della Laconia, vai alla ricerca e ti metti sulle tracce delle cose dette.» [128 B 8-C2]
– spiegazione del simbolismo: il filosofo e la caccia all’Essere
– la struttura di ogni Triade

«Ma prima di tutto ti sfugge questo, che la mia opera non vuole affatto pretendere di essere scritta e concepita come tu dici, nascondendosi agli uomini, come se realizzasse un qualcosa di grande. Tu hai citato una coincidenza che si è verificata per puro caso» [128 C 2-6]
– i due discorsi e le due Enadi
– dalla molteplicità alle Enadi partecipate fino alle Cause trascendenti: metodo di ascesa

«In realtà quest’opera desidera venire in soccorso al discorso di Parmenide contro quanti tentano di metterlo in ridicolo come in una commedia, dicendo che se il tutto è uno, accade che derivino al discorso molte conseguenze ridicole e a quello opposte». [128 C 6 D 2]
– λόγον e γράμματα
– “tutto ciò che è ridicolo è il brutto in quanto debole”: coloro che si dirigono verso la molteplicità
– Piccoli e Grandi Misteri

«Pertanto questo scritto si oppone a quanti affermano la molteplicità, e con altrettanti e molto più numerosi argomenti ribatte alle loro tesi, per dimostrare che la loro ipotesi della molteplicità è ancor più ridicola di quella dell’unità, se si potesse adeguatamente esaminarla». [ 128 D 2-6]
– presso gli Dei τὸ φρουρητικὸν γένος, negli intelletti τὸ ἄχραντον εἶδος, nelle anime τὸ ἀμυντικόν

«Proprio per questa mia inclinazione alla polemica, quando ero giovane scrissi quest’opera e, una volta che fu scritta, qualcuno me la rubò, sicché non mi fu possibile decidere se essa dovesse o no vedere la luce». [128 D 6-E 1]
– temi relativi all’etica
– il furto e la comunicazione di certi beni divini
– Intelletto trascendente e Intelletto partecipabile
– la potenza che difende i pensieri divini e mantiene vicini ai beni olimpici

«Su questo punto, dunque, ti sbagli o Socrate, pensando che sia stata ispirata non dall’inclinazione alla polemica di un giovane, ma dall’ambizione presuntuosa di un vecchio: dopodiché, come ho detto, non l’hai rappresentata male». [128 E 1-4]
– “è far mostra di ambizione, quando non vi è nulla da aggiungere, il voler parlare e scrivere sugli stessi temi che hanno trattato gli Antichi.”
– analogie: l’Uno che è nei molti è un’immagine di quello che è anteriore ai molti

«Accolgo la tua replica», disse Socrate, «e credo che le cose stiano come dici». [128 E 5-6]
– ciò che è in altro viene in essere a partire da ciò che è eternamente in se stesso
– preparazione alle aporie di Socrate

FINE PRIMO LIBRO

 

 

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“Ereticamente intervista Daphne Varenya Eleusinia”

Centralità del pensiero platonico, ‘dottrine non scritte’, teologia ed iniziazioni, gli esegeti e la ‘catena aurea’, “anima vivente della Tradizione Classica”…e molto altro, in questo ‘dialogo vecchio stile’!

Su EreticaMente…buona lettura!

intervistaereticamente

EreticaMente: “Vie del Ritorno: il modello del divino Amante”

Sul sito EreticaMente: “Vie del Ritorno: il modello del divino Amante

“Dunque, tre sono gli elementi in grado di ricolmare gli esseri divini, elementi che procedono attraverso tutti i generi superiori, Bontà, Sapienza, Bellezza; a loro volta, tre poi sono anche quelli che mettono insieme le entità che sono ricolmate, elementi secondi rispetto ai precedenti, che però ugualmente si diffondono in tutti gli ordinamenti divini, Fede, Verità, Amore. Tutte le entità sono salvate attraverso questi elementi e si uniscono ai Principi causali originari, le une attraverso la follia amorosa, le altre attraverso l’amore divino per il sapere, le altre ancora attraverso la potenza teurgica.”
Proclo, Theol. I 113,1- 11

Teologia Platonica- Libro II, capitoli 5- 9

Sintesi e analisi della Teologia Platonica del divino Proclo.

Libro II, capitolo 5
“Quali sono, secondo Platone, le modalità dell’ascesa all’Uno, e che esse sono due, quella “attraverso analogia” e quella “attraverso le negazioni”, e in quali luoghi Platone tratta di esse e per quale ragione.”

Libro II, capitolo 6
“Con quali e quanti nomi Platone rivela il Principio ineffabile, e per quale motivo con tanti e siffatti, e in che modo i nomi si accordano alle modalità dell’ascesa verso il Principio.”

Libro II, capitolo 7
“Quali le considerazioni formulate nella “Repubblica” attraverso l’analogia solare circa il Primo Principio, considerazioni in cui si espone in che modo il Bene viene celebrato, in che senso è la parte più luminosa dell’essere, in che senso Helios è progenie del Bene, e come per ciascuna classe degli esseri divini sussista una Monade analoga a quel Principio, e in che senso sia causa di tutti gli enti, pur venendo prima di potenza e atto.”

Libro II, capitolo 8
“Di che natura <Platone> nella Lettera a Dionisio afferma che è il Primo Re; e più richiami al fatto che in quei passi lascia indicazioni sul Primissimo Dio.”

Libro II, capitolo 9
“Quali sono le tre nozioni riguardanti il Primo Re che sono state tramandate; in che senso intorno a quello si trovano tutte le cose, in che senso in vista di quello sono tutte le cose, in che senso quello è causa di tutte le cose belle; e qual’è l’ordine di queste nozioni comuni, e a partire da quali presupposti sono state assunte.”

Teologia Platonica- Libro II, capitoli 1- 4

Sintesi e analisi della Teologia Platonica del divino Proclo.

Libro II, capitolo 1
“Via di accesso al principio sovraessenziale di tutte le cose in base alla nozione di “uno” e di “molteplicità”.”

Libro II, capitolo 2
“Seconda via di accesso che rivela la realtà trascendente dell’Uno rispetto a tutte le sostanze corporee ed incorporee.”

Libro II, capitolo 3
“Più vie di accesso che forniscono lo stesso risultato e che mostrano la realtà inconfutabile dell’Uno.”

Libro II, capitolo 4
“Replica a quanti affermano che il Primo Principio secondo Platone non è al di sopra dell’Intelletto, e dimostrazioni tratte dalla “Repubblica”, dal “Sofista”, dal “Filebo” e dal “Parmenide” della realtà dell’Uno sovraessenziale.”

Un nuovo testo nella Libreria di Hellenismo- a new book in the Library of Hellenismo!

Siamo molto lieti di informare gli Amici ed i Sostenitori di Hellenismo che la nostra Libreria dispone ora di un nuovo testo: gli Inni di Proclo (di cui mancava una traduzione italiana dagli anni ’50), con testo greco a fronte, traduzione e commento filosofico.

La data della pubblicazione e l’immagine della copertina non sono casuali: a breve celebreremo (27-28 Hekatombaion) le Panathenaia, in onore della Dea Patrona della Filosofia e della Sapienza. Questo testo è anche “un sacrificio” alla nostra amata Signora, alla Dama di Atene, ed un tributo allo “Ierofante del mondo intero”, il divino Proclo.

***

We are very pleased to inform Friends and Supporters of Hellenismo that our Library now has a new text: Hymns of Proclus (of which there was no Italian translation from the 50s), with original Greek text, translation and philosophical commentary .

The date of the publication and the image of the cover are not fortuitous: soon we will celebrate (27-28 Hekatombaion) the Panathenaia, in honor of the patron Goddess of Philosophy and Wisdom. This text is also a “sacrifice” to Our beloved Lady, the Queen of Athens, and a tribute to the Hierophant of the whole world,” the divine Proclus.

 

Introduzione

i-xxxviii

1

Inno a tutti gli Dei

Pg 1

2

Inno alla Madre degli Dei, a Hecate, a Giano

Pg 20

3

Inno ad Atena

Pg 38

4

Inno a Helios

Pg 80

5

Inno alle Muse

Pg 122

6

Inno ad Aphrodite

Pg 142

7

Inno ad Aphrodite Licia

Pg 163

8

Bibliografia

Pg 190