Commento al Timeo – I Libro, II parte – transizione

Sintesi- analisi del Commento al Timeo del divino Proclo.

 

– Ἀκούοιτ΄ ἂν ἤδη τὰ μετὰ ταῦτα περὶ τῆς πολιτείας ἣν διήλθομεν͵ οἷόν τι πρὸς αὐτὴν πεπονθὼς τυγχάνω.

Ed ora, a proposito di questo Stato che abbiamo appena passato in rassegna, ascoltate quali sono i miei sentimenti nei suoi confronti.”

– προσέοικεν δὲ δή τινί μοι τοιῷδε τὸ πάθος͵ οἷον εἴ τις ζῷα καλά που θεασάμενος͵ εἴτε ὑπὸ γραφῆς εἰργασμένα εἴτε καὶ ζῶντα ἀληθινῶς ἡσυχίαν δὲ ἄγοντα͵ εἰς ἐπιθυμίαν ἀφίκοιτο θεάσασθαι κινούμενά τε αὐτὰ καί τι τῶν τοῖς σώμασιν δοκούντων προσήκειν κατὰ τὴν ἀγωνίαν ἀθλοῦντα· ταὐτὸν καὶ ἐγὼ πέπονθα πρὸς τὴν πόλιν ἣν διήλθομεν. ἡδέως γὰρ ἄν του λόγῳ διεξιόντος ἀκούσαιμ΄ ἂν ἄθλους οὓς πόλις ἀθλεῖ͵ τούτους αὐτὴν ἀγωνιζομένην πρὸς πόλεις ἄλλας͵ πρεπόντως εἴς τε πόλεμον ἀφικομένην καὶ ἐν τῷ πολεμεῖν τὰ προσήκοντα ἀποδιδοῦσαν τῇ παιδείᾳ καὶ τροφῇ κατά τε τὰς ἐν τοῖς ἔργοις πράξεις καὶ κατὰ τὰς ἐν τοῖς λόγοις διερμηνεύσεις πρὸς ἑκάστας τῶν πόλεων.

Il mio sentimento assomiglia a quello di chi, avendo osservato da qualche parte degli stupendi animali, sia rappresentati da una pittura sia realmente viventi, ma in riposo, provi il desiderio di osservarli in movimento e di vederli gareggiare in una di quelle lotte che sembrano adatte ai loro corpi: un identico sentimento provo verso la città che abbiamo appena descritto. Infatti ascolterei volentieri qualcuno che esponesse con un discorso come essa affronta contro le altre città quelle gare che ogni città deve affrontare, e come nobilmente entra in guerra, e come nel fare la guerra mostra di avere ciò che si addice alla sua cultura ed educazione, sia nei fatti con le sue imprese, sia nei discorsi con i negoziati verso le singole città.”

– ταῦτ΄ οὖν͵ ὦ Κριτία καὶ Ἑρμόκρατες͵ ἐμαυτοῦ μὲν αὐτὸς κατέγνωκα μή ποτ΄ ἂν δυνατὸς γενέσθαι τοὺς ἄνδρας καὶ τὴν πόλιν ἱκανῶς ἐγκωμιάσαι.

Ma a questo proposito, Crizia ed Hermocrate, sono perfettamente consapevole di non essere capace di elogiare come si deve tali uomini e tale città.”

– καὶ τὸ μὲν ἐμὸν οὐδὲν θαυμαστόν· ἀλλὰ τὴν αὐτὴν δόξαν εἴληφα καὶ περὶ τῶν πάλαι γεγονότων καὶ περὶ τῶν νῦν ὄντων ποιητῶν͵ οὔτι τὸ ποιητικὸν ἀτιμάζων γένος͵ ἀλλὰ παντὶ δῆλον ὡς τὸ μιμητικὸν ἔθνος͵ οἷς ἂν ἐντραφῇ͵ ταῦτα μιμήσεται ῥᾷστα καὶ ἄριστα͵ τὸ δ΄ ἐκτὸς τῆς τροφῆς ἑκάστοις γιγνόμενον χαλεπὸν μὲν ἔργοις͵ ἔτι δὲ χαλεπώτερον λόγοις εὖ μιμεῖσθαι.

Per quanto mi riguarda, non mi stupisco affatto; ma nutro la stessa opinione sia dei poeti che vissero anticamente, sia di quelli che vi sono ora, non perché disprezzi la stirpe dei poeti, ma perché è chiaro a chiunque che la stirpe di chi imita imiterà più facilmente e più nobilmente ciò in cui è stato allevato, mentre ciò che è al di fuori della propria educazione, se è difficile imitarlo nei fatti, è ancor più difficile imitarlo bene a parole.”

– τὸ δὲ τῶν σοφιστῶν γένος αὖ πολλῶν μὲν λόγων καὶ καλῶν ἄλλων μάλ΄ ἔμπειρον ἥγημαι͵ φοβοῦμαι δὲ μή πως͵ ἅτε πλανητὸν ὂν κατὰ πόλεις οἰκήσεις τε ἰδίας οὐδαμῇ διῳκηκός͵ ἄστοχον ἅμα φιλοσόφων ἀνδρῶν ᾖ καὶ πολιτικῶν͵ ὅσ΄ ἂν οἷά τε ἐν πολέμῳ καὶ μάχαις πράττοντες ἔργῳ καὶ λόγῳ προσομιλοῦντες ἑκάστοις πράττοιεν καὶ λέγοιεν.

Quanto alla classe dei sofisti, li ritengo assolutamente esperti per quanto riguarda molti discorsi ed altre belle cose, ma temo che, siccome vagano di città in città senza avere in alcun luogo una loro dimora, siano incapaci di comprendere ciò che fanno o dicono i filosofi e gli uomini politici, quando agiscono in guerra e in battaglia e che con questi e quelli negoziano sia nei fatti che a parole.”

– καταλέλειπται δὴ τὸ τῆς ὑμετέρας ἕξεως γένος͵ ἅμα ἀμφοτέρων φύσει καὶ τροφῇ μετέχον.

Rimane dunque la stirpe delle persone come voi, che ad un tempo partecipano – per natura e per educazione – del carattere di entrambi (filosofi e politici).”

– Τίμαιός τε γὰρ ὅδε͵ εὐνομωτάτης ὢν πόλεως τῆς ἐν Ἰταλίᾳ Λοκρίδος͵ οὐσίᾳ καὶ γένει οὐδενὸς ὕστερος ὢν τῶν ἐκεῖ͵ τὰς μεγίστας μὲν ἀρχάς τε καὶ τιμὰς τῶν ἐν τῇ πόλει μετακεχείρισται͵ φιλοσοφίας δ΄ αὖ κατ΄ ἐμὴν δόξαν ἐπ΄ ἄκρον ἁπάσης ἐλήλυθεν·

Questo nostro Timeo, che proviene da quella città governata da ottime leggi che è Locri in Italia, non essendo secondo a nessuno fra quelli che abitano in quella città per ricchezza e per stirpe, da un lato ha esercitato le cariche e le magistrature più importanti fra quelle che ci sono in città, e dall’altro ha raggiunto a mio avviso la vetta più alta di tutta la filosofia;”

– Κριτίαν δέ που πάντες οἱ τῇδε ἴσμεν οὐδενὸς ἰδιώτην ὄντα ὧν λέγομεν.

Quanto a Crizia, noi tutti che siamo qui sappiamo che non ignora nessuna delle cose che diciamo”

– τῆς δὲ Ἑρμοκράτους αὖ περὶ φύσεως καὶ τροφῆς͵ πρὸς ἅπαντα ταῦτ΄ εἶναι ἱκανὴν πολλῶν μαρτυρούντων πιστευτέον.

Riguardo alla natura ed all’educazione di Hermocrate, dobbiamo affidarci alla testimonianza di molti secondo cui esse si conformano in modo adeguato a tutte queste cose.”

– διὸ καὶ χθὲς ἐγὼ διανοούμενος͵ ὑμῶν δεομένων τὰ περὶ τῆς πολιτείας διελθεῖν͵ προθύμως ἐχαριζόμην͵ εἰδὼς ὅτι τὸν ἑξῆς λόγον οὐδένες ἂν ὑμῶν ἐθελόντων ἱκανώτερον ἀποδοῖεν – εἰς γὰρ πόλεμον πρέποντα καταστήσαντες τὴν πόλιν ἅπαντ΄ αὐτῇ τὰ προσήκοντα ἀποδοῖτ΄ ἂν μόνοι τῶν νῦν – εἰπὼν δὴ τἀπιταχθέντα ἀντεπέταξα ὑμῖν ἃ καὶ νῦν λέγω. συνωμολογήσατ΄ οὖν κοινῇ σκεψάμενοι πρὸς ὑμᾶς αὐτοὺς εἰς νῦν ἀνταποδώσειν μοι τὰ τῶν λόγων ξένια͵ πάρειμί τε οὖν δὴ κεκοσμημένος ἐπ΄ αὐτὰ καὶ πάντων ἑτοιμότατος ὢν δέχεσθαι.

Perciò anche ieri, riflettendo, quando mi avete domandato di esporre il mio pensiero intorno allo Stato, volentieri vi ho reso questo favore, sapendo che nessuno potrebbe svolgere meglio di voi, se solo lo voleste, il seguito del discorso – infatti, dopo aver disposto lo Stato verso una degna guerra, soltanto voi fra quelli che vivono in questo tempo potrete assegnarle tutto ciò che le conviene – dopo aver detto ciò che mi era stato assegnato, a mia volta vi ho assegnato quelle cose che adesso dico. Avendo riflettuto fra di voi, avete deciso di comune accordo di ricambiarmi in questo momento l’ospitalità dei discorsi ed io sono qui assolutamente ben disposto verso di essi ed il più preparato fra tutti ad accoglierli.”

– ΕΡ. Καὶ μὲν δή͵ καθάπερ εἶπεν Τίμαιος ὅδε͵ ὦ Σώκρατες͵ οὔτε ἐλλείψομεν προθυμίας οὐδὲν οὔτε ἔστιν οὐδεμία πρόφασις ἡμῖν τοῦ μὴ δρᾶν ταῦτα· ὥστε καὶ χθές͵ εὐθὺς ἐνθένδε ἐπειδὴ παρὰ Κριτίαν πρὸς τὸν ξενῶνα οὗ καὶ καταλύομεν ἀφικόμεθα͵ καὶ ἔτι πρότερον καθ΄ ὁδὸν αὐτὰ ταῦτ΄ ἐσκοποῦμεν.

E certamente, come disse il nostro Timeo, o Socrate, nulla tralasceremo del nostro impegno, e non vi sarà alcun pretesto per non far ciò; sicché anche ieri, subito fuori di qui, dopo che arrivammo da Crizia nelle stanze per gli ospiti, dove anche alloggiammo, e ancora prima lungo la strada, riflettevamo proprio intorno a tali questioni.”

– ὅδε οὖν ἡμῖν λόγον εἰσηγήσατο ἐκ παλαιᾶς ἀκοῆς· ὃν καὶ νῦν λέγε͵ ὦ Κριτία͵ τῷδε͵ ἵνα συνδοκιμάσῃ πρὸς τὴν ἐπίταξιν εἴτ΄ ἐπιτήδειος εἴτε ἀνεπιτήδειός ἐστι.

Questi dunque ci narrò una storia proveniente da un’antica tradizione: anche adesso raccontala a Socrate, Crizia, perché possa valutare se sia adatta o meno al nostro compito.”

ΚΡ. Ταῦτα χρὴ δρᾶν͵ εἰ καὶ τῷ τρίτῳ κοινωνῷ Τιμαίῳ συνδοκεῖ.

“Bisogna fare così, se anche il terzo compagno Timeo è d’accordo.”

ΤΙ. Δοκεῖ μήν.

 “Sì sono d’accordo.”

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