EreticaMente: “Atlantide: il modello per immagini e simboli – II^ parte”

Sul sito EreticaMente: “Atlantide: il modello per immagini e simboli – II^ parte”

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“Se si vuole raggiungere la vita felice ‘si deve assimilare ciò che contempla a ciò che è contemplato’. Poiché il Tutto è eternamente felice, e anche noi saremo felici quando ci saremo assimilati al Tutto, perché, in tal modo, saremo risaliti alla nostra Causa. Perché in effetti l’essere umano di quaggiù ha la stessa relazione con il Cosmo che ha l’Uomo ideale con il Vivente-in-sé e, dal momento che là le classi secondarie dipendono sempre dalle primarie e le parti sono sempre inseparabili dagli interi e stabilite in essi, quando l’uomo di quaggiù si sarà assimilato al Cosmo, imiterà anche lui il suo modello nel modo appropriato, perché sarà diventato ‘ordinato’ (kosmios) per la sua somiglianza con l’Ordine del Cosmo, e felice perché si sarà fatto simile al Dio felice.”
Proclo, in Tim. I 6

“molte sono ed in molti modi sono avvenute ed avverranno le perdite degli uomini, le più grandi per mezzo del fuoco e dell’acqua, per moltissime ragioni altre minori.” (Tim. 22c) – i periodi della vita del Cosmo e la conservazione della memoria.

“In quel tempo, Solone, prima dell’immane rovina causata dalle acque, la città degli Ateniesi era la migliore in guerra e, soprattutto, sotto ogni punto di vista, era governata da ottime leggi: ad essa si attribuiscono le imprese più belle e le costituzioni migliori fra quelle di cui noi abbiamo accolto la tradizione sotto il cielo.”(Tim. 23c) – Atene ancestrale ed Atlantide, opposizione delle due potenze ed azione di Atena.

“Molte e grandi sono le imprese della vostra città che noi ammiriamo … ma fra tutte, ve ne è una che le supera per grandezza e valore: dicono infatti le scritture quanto grande fu quella potenza che la vostra città sconfisse, la quale invadeva tutta l’Europa e l’Asia al contempo, procedendo dal di fuori dell’Oceano Atlantico. Allora infatti quel mare era navigabile e, davanti a quell’imboccatura che, come dite, voi chiamate Colonne d’Eracle, aveva un’isola … in quest’isola di Atlantide vi era una grande e meravigliosa dinastia regale che dominava tutta l’isola e molte altre isole e parti del continente … tutta questa potenza allora, radunatasi assieme, tentò di colonizzare con un solo assalto la vostra regione, la nostra e ogni luogo che si trovasse al di qua dell’imboccatura. Fu in quella occasione, Solone, che la potenza della vostra città si distinse nettamente per virtù e per forza … sottoposta a rischi estremi, vinti gli invasori, innalzò il trofeo della vittoria ed impedì a coloro che non erano ancora schiavi di diventarlo, mentre liberò generosamente tutti gli altri, quanti siamo che abitiamo entro i confini delle Colonne d’Eracle.” (Tim. 24e – 25d) – Storia ed analogia: conclusioni.

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